Dopo la buona accoglienza riservata a Wonder Woman e il successo al botteghino di Aquaman, lo scorso 3 aprile è uscito nelle sale italiane l’ultimo cinecomic di casa DC: Shazam!

Distribuito dalla Warner Bros., è il primo lungometraggio dedicato al supereroe della DC Comics e porta con sé una serie di primati e di “prime volte”, a partire dalla storia del personaggio.

Storia editoriale di Shazam!

Dopo aver esordito nel 1940 per la Fawcett Comics con il nome di Captain Marvel, divenne rapidamente il supereroe più popolare del decennio, vendendo più copie di Batman e Superman e guadagnandosi persino un’accusa di plagio da parte della casa editrice di quest’ultimo. Non sorprende, visto il successo, che sia stato anche il primo ad avere un proprio live-action nel 1941, passando dalle pagine allo schermo con la serie a puntate Adventures of Captain Marvel. In seguito all’acquisizione da parte della DC Comics nel 1972, dovette cambiare nome a causa dell’omonimia con il personaggio della concorrenza (ormai marchio registrato).

Regia, doppiaggio e casting di Shazam!

Alla regia troviamo David F. Sandberg, alle prese con il suo primo film di genere diverso dall’horror e tra i produttori esecutivi figura anche Dwayne Johnson.
Per quanto riguarda il doppiaggio italiano, invece, il supereroe è il primo protagonista al cinema ad avere la voce del nostro Maurizio Merluzzo.

Non sono poche le vecchie conoscenze che compaiono nella pellicola: oltre ad aver richiamato da Asgard Zachary Levi per interpretare Shazam, troviamo l’impeccabile Mark Strong (già Sinestro nel più che dimenticabile Green Lantern) nel ruolo del Dr. Sivana, un ben camuffato Djimon Hounsou (reduce da Guardiani della Galassia, Aquaman e, ironicamente, proprio Captain Marvel) e John Glover (Lionel Luthor in Smallville). Numerosi sono anche i riferimenti ad altri supereroi dell’universo DC, tra oggetti e frecciatine, fino ad arrivare ad un piccolo cameo sul finale.

Trama di Shazam!

Incipit

William “Billy” Batson è un quindicenne di Philadelphia che rimbalza da una famiglia affidataria all’altra, cacciandosi spesso nei guai mentre cerca disperatamente di ritrovare la madre naturale.

Approdato nella famiglia Vasquez, conosce gli altri cinque ragazzi affidati alla coppia: Mary, Eugene, Pedro, Darla e Frederick (“Freddy”). Nonostante alcuni di essi tentino a più riprese di costruire un rapporto con Billy, egli non riesce ad ambientarsi né a sentirsi a casa. Freddy, costretto a camminare con una stampella a causa di una disabilità motoria, viene preso di mira da due compagni di scuola e Billy assiste al pestaggio. Dopo essere intervenuto a difesa del “fratello” ed essere sfuggito ai bulli rifugiandosi in metropolitana, si ritrova catapultato alla Roccia dell’Eternità, un luogo al centro dello spazio e del tempo. Qui dimora Shazam, ultimo del Concilio dei Sette Maghi, da tempo in cerca di un campione puro di cuore a cui tramandare i propri poteri e la responsabilità di difendere il mondo dai Sette Peccati Capitali.

Il nuovo Billy

Grazie all’incontro col mago, Billy ottiene delle abilità che si attivano (trasformandolo nella versione adulta di se stesso) non appena pronuncia la parola Shazam, acronimo dei nomi dei miti greci da cui derivano tali caratteristiche: la saggezza di Salomone, la forza di Ercole (Hercules), il coraggio di Achille, il potere di Zeus, la resistenza di Atlante e la velocità di Mercurio.

Ed è qui che Billy si affida a Freddy e alla sua passione per i supereroi,  facendosi aiutare a scoprire l’entità dei propri poteri, usati perlopiù per avere visualizzazioni su YouTube, racimolare qualche soldo e comprare delle birre. Col passare del tempo e con l’aiuto dell’amico, si rende conto di avere delle responsabilità e si trova a dover fronteggiare la propria nemesi: il Dr. Sivana.

Per ristabilire l’ordine sarà fondamentale, per Billy, imparare a fare affidamento sulla propria famiglia.

Le famiglie di Shazam!

Il messaggio di fondo del film è l’importanza della famiglia nello sviluppo personale e, per quanto possa sembrare una tematica quasi banale, qui è stata resa in maniera chiara, potente ma mai pesante.
Ci vengono mostrati 3 modelli molto diversi di famiglia: quella sminuente e prevaricatrice del Dr. Sivana, quella assente di Billy e quella non biologica di Freddy. Nella pellicola si può vedere come un contesto familiare differente influenzi il comportamento dei vari personaggi e si nota come l’unico esempio positivo sia portato proprio da legami non di sangue, a sottolineare che essi non siano necessari per sentirsi a casa.
Personalmente, ho trovato ben dosata l’inclusività nella famiglia Vasquez: nonostante siano rappresentati diversi gruppi etnici e anche la disabilità, questa varietà non diventa mai il fulcro del film e non risulta forzatamente ostentata.

Pregi di Shazam!

A mio parere, tra i cinecomic DC che hanno seguito i Batman di Nolan, ci troviamo davanti ad una perla rara e abbastanza inaspettata. Nonostante la trama lineare che riprende e rimoderna il classico paradigma del racconto fantastico d’avventura per ragazzi, il film è ben riuscito nel proprio obiettivo di intrattenere lo spettatore facendolo riflettere tra una risata e l’altra. A questo proposito, è interessante il ragionamento di Freddy sulla scelta tra invisibilità e capacità di volare, soprattutto perché fatto da un ragazzino che risulta spesso invisibile e che cerca in ogni modo di attirare l’attenzione su di sé. Davvero buoni anche i tempi comici, a mio parere persino migliori di quelli di Guardiani della Galassia.

Il lavoro di Zachary Levi e Mark Strong

Ottima la scelta di Zachary Levi nel ruolo del protagonista: grazie al suo viso pulito e alla sua vena comica, riesce a rendere in modo credibile il comportamento di un ragazzino nel corpo di un adulto. Apprezzabile anche la trasformazione fisica dell’attore, sottoposto ad allenamenti 5/6 giorni a settimana e ad una dieta ferrea per raggiungere la massa muscolare richiesta per il film.
Sempre impeccabile Mark Strong, che riesce a caratterizzare un villain non particolarmente di spessore ma ben scritto e comunque impegnativo per Billy, che non è ancora in grado di usare appieno i propri poteri.

Una nota di merito va anche al cortometraggio animato che accompagna i titoli di coda: cosa inganna l’attesa della seconda scena post-credits meglio del vedere Batman in mutande e gli altri supereroi DC messi in ridicolo?

Difetti di Shazam!

A voler trovare dei difetti, trovo siano tutti da riscontrare nella discontinuità di alcuni aspetti.
C’è un grosso salto tra il Billy adolescente (intraprendente, schivo, serio e un po’ cinico) e quello del proprio alter-ego adulto, molto più frizzante ma anche pavido ed insicuro, forse proprio perché intrappolato in un corpo che non è ancora in grado di dominare. In quest’ottica, può anche essere una scelta sensata, sebbene non mi spieghi gli occhi di colore diverso.

Il ritmo parte molto lento per poi accelerare bruscamente e arrivare ad un combattimento finale che va forse un po’ troppo per le lunghe, nell’economia del film, pur rimanendo comunque godibile. Un maggiore equilibrio sarebbe stato preferibile.
Anche la CGI dei Peccati Capitali è un po’ ballerina: ci sono dei momenti in cui sono quasi abbozzati e, in generale, risulta complesso distinguerli l’uno dell’altro a causa di una scarsa caratterizzazione. 

Considerazioni finali

Shazam! è una bella sorpresa: una pellicola ben scritta, diretta con cura ed interpretata da attori più che all’altezza, incluso Asher Angel (volto noto di Disney Channel) nel ruolo del giovane Billy. La trama è semplice ma efficace ed il messaggio arriva forte e chiaro, senza essere stucchevole. Il cliffhanger nella scena dopo i titoli fa pensare ad un sequel, anche se non è detto che la DC voglia riesumare il progetto dell’universo espanso invece di continuare con i film monografici.

In conclusione, per quanto mi riguarda, Shazam! è stato proprio un… colpo di fulmine.  

[Avete già letto la recensione di Captain Marvel? La potete trovare qui!]

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