Dragon Quest XI: Echi di un’era passata è un jrpg (japanese roleplay game) prodotto e sviluppato da Square Enix. Come suggerisce il nome, si tratta dell’undicesima iterazione di una delle due serie storiche della software house. A differenza del più famoso Final Fantasy, questo capitolo rimane fedele agli elementi tipici della sua saga: storia; gameplay; design. È stato rilasciato in Giappone a Luglio 2017 e, solo in patria, ha venduto ben tre milioni di copie. In Italia è stato rilasciato a Settembre 2018 e noi abbiamo giocato la prima parte in diretta streaming.

Storia

Il nostro eroe, un giovane del quale potremo scegliere il nome, ha vissuto tutta la vita in un piccolo villaggio montano. Durante una prova di passaggio verso l’età adulta, scopre di avere dei poteri incredibili. La madre gli rivela dunque di essere stato adottato e che in realtà lui sia qualcuno di molto speciale. Solo il re Cornelio, sovrano del regno di Heliador, potrà guidarlo in quello che lo aspetta. L’eroe si dirige dunque nella fiorente città, sperando di poter parlare con il saggio Cornelio. Contro ogni sua aspettativa, il re lo dichiara figlio dell’oscurità e lo imprigiona. Nelle segrete del castello, il giovane incontra Erik, un altro prigioniero in attesa di una buona occasione per fuggire. I due diventeranno i compagni di una lunga avventura.

Gameplay

Le meccaniche di gioco riprendono a piene mani dalla tradizione dei titoli precedenti, specialmente gli ultimi tre. La meccanica degli incontri casuali non è presente nell’esplorazione terrestre e aerea, con la possibilità di vedere i mostri e scegliere se combatterli o meno, mentre rimane in quella marina. I combattimenti si svolgono a turni e il giocatore ha la possibilità di scegliere se muovere personaggi e telecamera o lasciarli classicamente in riga. Questa scelta non influenza il gameplay ma può dare maggiormente l’idea di dinamismo durante una battaglia. I personaggi, ben otto da reclutare durante l’arco di tutta la storia, possono ricoprire più ruoli durante uno scontro. Questo porta sia ad avere una maggiore versatilità sia a perdere l’unicità del personaggio in sé. L’equipaggiamento non sarà dunque unico ma scambiabile tra personaggi con le stesse caratteristiche di classe. I maghi potranno portare bacchette simili mentre i guerrieri potranno scambiarsi fruste, spade, coltelli, spadoni e scudi. Le armi e le armature potranno essere comprate o forgiate direttamente dall’eroe una volta ottenuta la ricetta e i materiali necessari.

Personaggi   

I coprimari della storia sono tutti magistralmente scritti, ben variegati e con profonde storie da esplorare e portare a compimento. La possibilità di dare ascolto alle loro opinioni permetterà di approfondire il rapporto con il protagonista, vero punto carente della sceneggiatura di questo titolo. Sfortunatamente l’eroe non sembra intenzionato a comunicare efficacemente con il resto del mondo e, in molte occasioni, il suo silenzio e il suo sguardo fermo risultano irrealistici. Persino il reparto villain, per quanto molte volte stereotipico del genere, è scritto molto bene. Nel contesto in cui si trovano, gli antagonisti dei nostri avversari risultano credibili e ben scritti, con motivazioni comprensibili e non sottovalutabili.

Musica

Uno dei punti di forza dei titoli Square Enix è la colonna sonora, che anche in questo caso non delude. Ogni momento del gioco ha motivi meravigliosi che deliziano l’ascoltatore ma, purtroppo, sarebbe stato consigliabile includere qualche traccia in più. Nonostante la bellezza dei brani presenti, è innegabile che siano in un numero imbarazzantemente basso. Paragonato con l’altra serie jrpg di punta di Square, Final Fantasy, il numero di tracce a disposizione non è neanche lontanamente paragonabile.

Longevità e missioni secondarie

Il titolo può accompagnare il giocatore tranquillamente per un centinaio di ore, di cui la metà soltanto per completare la storia principale. Durante lo stream, abbiamo mostrato solo la prima parte della trama e, in seguito, abbiamo scoperto ci fosse un’altra metà di gioco tutta da esplorare e vivere. A tutto questo si aggiungono sfide, corse di cavalli, missioni secondarie e minigiochi di completismo di ogni sorta.

Conclusioni

A differenza della saga di Final Fantasy, ormai alla deriva in un mare di dlc e pubblicità, Dragon Quest Xi si dimostra un jrpg validissimo e un must per chiunque sia amante del genere. Ottimi personaggi, una storia sorprendente e mai banale permettono di riflettere su cosa realmente occorra per fare un buon titolo della saga.

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