“Zappa e Spada – Padri Fondatori e Figli della Gleba” è la nuova raccolta di racconti edita da Acheron Books, che riassume in sè l’essenza stessa dello Spaghetti Fantasy/i.

Trovandoci davanti ad un prodotto, di cui si conoscono alcuni degli autori come nel caso di “Zappa e Spada – Padri Fondatori e Figli della Gleba“, non sempre è facile dare una valutazione oggettiva. È un problema abbastanza umano dopotutto.

Quindi, come spesso accade, mi trovo a fare una valutazione che è la sintesi dell’oggettività e della soggettività.
In passato, su queste pagine, abbiamo già parlato di alcuni prodotti della Acheron Books (Eternal War – Gli Eserciti dei Santi e Italian Way of Cooking), oggi due di questi autori fanno parte dei tredici scelti per camminare sulle orme dei Padri Fondatori della letteratura, legata al fantastico, che è sempre stata presente in Italia.

Non soltanto hanno avuto l’onore e l’onere di solcare la via dei grandi del passato, ma assieme a loro troviamo Mauro Longo, che abbiamo avuto modo di intervistare e di recensire in passato, Roberto Recchioni, che tutti, nel bene e nel male, conosciamo o di cui abbiamo sentito parlare, Vanni Santoni non più rinchiuso ne “La stanza profonda” (di cui potete trovare il libro in digitale o cartaceo), che ha firmato l’introduzione, e tanti altri.

Perché Padri Fondatori e Figli della Gleba?

Il romanzo di “Zappa e Spada – Padri Fondatori e Figli della Gleba” è un divertente gioco, intelligente che mischia le carte e i racconti, per come li conosciamo.

Per coloro che sono avvezzi alla lettura dei grandi classici della cultura italiana, possiamo scorgere nei racconti dei Figli della Gleba i Padri Fondatori, da Italo Calvino, a Ludovico Ariosto, a Dante e Boccaccio e tutti coloro che hanno dato un taglio diverso alla letteratura del nostro paese.

Tuttavia, coloro che hanno segnato la via della letteratura fantastica oggi sono stati, in un certo qual modo dimenticati. Certo è una presa di posizione un po’ forte, ma nel nostro paese e non solo, abbandonarsi alla letteratura fantastica, almeno negli ultimi cinquanta anni, è stato visto come una sorta di “perdita di tempo”.

Quando un autore “doveva” essere ostracizzato, in passato, veniva relegato nel reparto della fantascienza. Un chiaro esempio lo abbiamo avuto con Kurt Vonnegut con il suo Mattatoio N. 5.

I Figli hanno deciso di portare i Padri nuovamente in auge e, oltre a raccontare una loro storia, hanno fatto rivivere nelle loro pagine i racconti dei giganti.

Zappa e Spada volume 1

Zappa e Spada. Struttura dell’opera

Come detto in precedenza il libro è strutturato come una raccolta di racconti.

Tredici scrittori si sono assecondati nel raccontare tredici storie, come tredici sono i segni zodiacali e i posti a tavola giusti.

Questi racconti, scritti a volte in una sorta di volgare, o utilizzando i termini più arcaici e desueti, narrano le storie di cavalieri, d’armi e di amori, di più o meno audaci imprese, degli ultimi gradi della società e di “mazzi di carte”.

Un racconto mi ha colpito in maniera particolare, quello di Davide Mana. Vi ricordate di lui? Abbiamo avuto modo di intervistarlo sul lavoro svolto per Hope & Glory consegnato da poco ai finanziatori.
Davide con il suo racconto “La Regina di Spade” ci porta nelle vicinanze, se non addirittura dentro, “Il castello dei destini incrociati” o almeno così ho voluto immaginarlo. Il racconto non solo è scritto bene e possiede una struttura uroborica, ma riesce a ricostruire e presentarci Italo Calvino in una maniera “nuova”, per aiutare anche le nuove generazioni ad avvicinarsi ad uno dei vecchi Padri.

Zappa e Spada

Conclusioni e pareri personali (perché non mi era bastato prima)

I Figli hanno quindi deciso di seguire le orme dei Padri e farsi relegare nel fantastico? La risposta è SÌ! Aggiungo inoltre un grazie, a loro che si sono sacrificati per noi e ad Acheron Books, per aver fatto nascere una nuova pubblicazione di Zappa e Spada.

Non è facile stare in piedi sulle spalle dei giganti, ma il solo fatto di averci provato dovrebbe convincere le persone, interessate alla letteratura in ogni sua declinazione, di dare una possibilità al libro che potete trovare in formato sia digitale che cartaceo.

Per concludere devo essere sincero con voi. Il primo volume di Zappa e Spada non mi aveva entusiasmato molto, soprattutto per il fatto che non ero pronto ad accettare scrittori fantasy italiani, ma questa seconda opera mi ha fatto anche tornare la voglia di rileggere la prima e guardare il lavoro con occhi diversi, più vecchi e, spero, meno ottusi.
Loro amano definirsi braccia strappate all’agricoltura e indegnamente prestate alla narrativa, ma in realtà non è così. Provare per credere!

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