Tyrnador: Fate of Ventar è il primo progetto basato sul mondo di Tyrnador, il nuovo setting fantasy di GRAmel per Savage Worlds. Nonostante le infinite possibilità offerte dal regolamento di quest’ultimo, che di recente ha visto la pubblicazione in Italia di una nuova edizione a Modena Play 2019, sorprende trovare un setting fantasy che si ispiri al passato del gioco di ruolo. Dopo aver letto il Quickstart, che vi invitiamo a leggere, è venuto il momento di parlarne.

Attualmente, il progetto è in crowdfunding su Indiegogo e ha di recente superato il minimo richiesto per essere finanziato. 

Un Umberto Pignatelli in forma

Con un game designer come Umberto Pignatelli dietro al progetto, il mondo di Tyrnador non poteva nascere piccolo o mal pensato. I richiami al fantasy classico ci sono tutti fin dal Quickstart, che strizza tutti e due gli occhi ai gdr old school. Nonostante nella breve introduzione da giocare, di circa trenta pagine, venga accennato il mondo a grandi linee, l’ambientazione sembra solida.

Le premesse per un dungeon crawler di tutto rispetto

Il mondo di Tyrnador: Fate of Ventar ha avuto prosperità fino al giorno in cui un malvagio Negromante non ha attaccato il continente. A duro costo è stata raggiunta la vittoria e, sebbene il male sia stato scacciato, i problemi non sono finiti. Le città sono in rovina, le strade non sono più sicure e le caverne nascondono bestie della peggior specie. In questo setting si muovono i personaggi.

Eroi o Popolani fortunati?

Come in tutte le ambientazioni di Savage Worlds, i giocatori interpretano persone eccezionali, sopra la media, dei veri e propri eroi. Ma cosa accadrebbe se invece si volessero giocare dei popolani, persone comuni, finite per necessità o incidente in un dungeon? A queste domande risponde il Quickstart, che permette la creazione sia di eroi già formati e pronti ad affrontare il pericolo sia di gruppi di popolani da mandare al macello. Soltanto colui o coloro che sopravvivranno potranno definirsi a tutti gli effetti degli eroi. Quest’opzione permette, tra le altre cose, di creare pugni di personaggi da lanciare immediatamente all’avventura, ottimizzando i tempi prima di iniziare a giocare e permettendo la nascita di background molto più interessanti.

Le regole di setting sono votate al Dungeon Crawling

Le regole di setting, necessarie per ogni ambientazione di Savage Worlds che si rispetti, sono nel Quickstart tutte votate alla creazione veloce dei personaggi e ai tiri da fare nei dungeon. Possiamo dunque aspettarci un aspetto preponderante di questo aspetto nel prodotto finale. 

Un aspetto fondamentale nell’esplorazione lo avrà la luce, spesso e volentieri attraverso torce tenute in mano. I personaggi dovranno fare attenzione a non farla cadere, a combattere con essa e a tenere la luce in stato ottimale. È chiaro che questo aspetto venga influenzato da giochi più recenti come per esempio Darkest Dungeon, che faceva della meccanica della luce un punto focale dell’avventura.

Attenzione alle cose incomplete

Non è ben chiaro per quale motivo la sezione delle razze prenda in considerazione soltanto Halfling e Umani, laddove l’ambientazione presenta chiaramente anche Nani ed Elfi. Suggeriamo a questo punto di rimuovere, se non completa, la presentazione della metà delle razze o di aggiungere qualcosa di interessante anche per le altre due.


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