Siamo giunti alla resa dei conti in “The Mandalorian”. In questo episodio ricco di sorprese, nel quale abbiamo scoperto addirittura il nome del nostro mandaloriano preferito, sono comparsi alcuni elementi che meritano un approfondimento specifico. Tra i colpi di blaster, i droidi della serie R con mani e piedi e sacrifici dell’ultimo minuto, “The Mandalorian” giunge alla sua esplosiva conclusione.

Visto che molti non avranno ancora visto l’episodio di “The Mandalorian” quando questa guida sarà uscita, abbiamo pensato di non fare una recensione spoilerosa. Seguiremo la serie narrandovi i retroscena e tutto quello che potreste non sapere sul mondo di Star Wars. Siete pronti? Benvenuti in The Mandalorian.

Darksaber

Il finale dell’episodio ha rivelato come l’antagonista della prima stagione, il Moff Gideon, sia in possesso della Darksaber. Si tratta di una spada laser unica, creata dal primo mandaloriano ad essere stato ammesso nell’ordine Jedi. Sulla spada non si conosce moltissimo e rimane uno degli argomenti più affascinanti di tutto Star Wars. Assemblata da Tarre Vizsla mille anni prima della battaglia di Yavin, la spada venne tenuta come cimelio nel tempio Jedi di Coruscant fino alle Guerre Mandaloriane. In quell’occasione nefasta, il clan Vizsla la rubò e la portò sul pianeta Mandalore.

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Culturalmente la spada ha un significato che si potrebbe definire importante o, ancor meglio, assoluto per i mandaloriani. Chiusa la parentesi pacifista del pianeta, con il ritorno della via di Mandalore e l’esaltazione del guerriero, i clan sono tenuti a riunirsi attorno a chi possiede la Darksaber. Non importa che si tratti di un nemico o di un amico d’infanzia, quella spada laser consente di governare su Mandalore e sui mandaloriani. (In questo passaggio si nasconde un errore nell’ultimo episodio della serie, ma ne parleremo in un altro momento). Esattamente come la fascia da numero 2 di Afro Samurai, chiunque possieda la Darksaber può essere sfidato da tutti per il potere. Ricordiamo che i mandaloriani hanno una cultura guerriera e, conseguentemente, il più forte o il più abile combattente ha tutto il diritto di regnare. La spada non si può di conseguenza rubare ma deve essere conquistata in battaglia.

Esteticamente la spada si differenzia molto dalle altre create da Jedi e Sith. Il design è prettamente mandaloriano e richiama una katana, con una guardia e una lama di poco più corta. Il suo cristallo nero, unico nel suo genere, potrebbe essere naturalmente legato al Lato Oscuro. Questa è solo una speculazione, ovviamente, ma il fatto che la spada reagisca alle forti emozioni del possessore rilasciando scariche di fulmini dovrebbe far suonare più di qualche campana.

Droidi della serie R

I droidi della serie R sono uno dei punti cardine della saga di Star Wars. Il più famoso esponente è R2-D2, uno dei pochi personaggi ad essere comparso in ogni singolo film e a mantenere i ricordi di ogni conflitto.

Un droide della serie R è alto 96 cm. Si sposta su tre “gambe” (inclusa una estraibile), ha un corpo cilindrico sormontato da una testa semisferica dotata, tra le altre cose, di un monocolo per vedere e un proiettore di immagini olografiche. Possiede diversi apparati meccanici all’interno del corpo, fra cui un saldatore ad arco, una sega circolare e una chiave per l’interfacciamento coi più svariati dispositivi di accesso e computer in uso nella Galassia. 

Come tutti gli astrodroidi viene spesso utilizzato come navigatore a bordo dei caccia stellari e di altre astronavi, possiede quindi la capacità di stabilire rotte, eseguire i calcoli necessari al salto nell’iperspazio e manovrare i comandi della nave di concerto col pilota umano, che comunica con lui attraverso comandi vocali.

È in grado di interfacciarsi con qualsiasi computer, il che lo rende molto prezioso in missioni di infiltrazione e spionaggio, potendo prendere il controllo di tutti i sistemi nelle basi nemiche (per esempio ascensori e porte automatiche). Possiede inoltre una discreta abilità nelle riparazioni meccaniche.

Ha limitate capacità di combattimento, ma, grazie alla sua intelligenza artificiale nettamente superiore a quella di un droide da battaglia, è in grado di sconfiggere avversari molto più pericolosi e meglio armati di lui.

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L’esemplare unico, o quasi, che vediamo nell’ultimo episodio della prima stagione di “The Mandalorian” si distingue per la presenza di braccia e gambe estraibili. Questo tipo di droide non sembra venir usato per le sue solite funzioni ma, stranamente, per guidare un’imbarcazione su un fiume lavico. Non è ovviamente la prima volta che osserviamo veicoli in grado di compiere questa prodezza ma, di solito, non si sono mai visti droidi della serie R occuparsi del trasporto.

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