La seconda puntata della settima e ultima stagione di “The Clone Wars” continua quanto visto nel primo episodio. Prosegue dunque su Disney+ la messa in onda che, dopo l’ottimo inizio di stagione, porta avanti il suo cammino con “A Distant Echo”, altra puntata incentrato sul comandante Rex e i nuovi arrivati della Bad Batch. 

Anakin, Padme e Rex

L’episodio si apre con un momento aggiunto alla settima stagione. Scopriamo che Rex sia a conoscenza della relazione tra Anakin e Padmé, una rivelazione presentata in maniera nettamente differente nella vecchia versione dell’episodio (visto in seguito alla Star Wars Celebration di Anaheim nel 2015), in cui i membri della Bad Batch avevano ridipinto la loro astronave con una versione pin-up della senatrice di Naboo. La cosa ovviamente indispettiva particolarmente il giovane Skywalker, e dalla sua discussione con il comandante dei cloni si intuiva che Rex sapesse tutto.

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La nuova scena, oltre a rafforzare il concetto di “belief” della citazione di apertura grazie alle parole di Padmé, ci offre qualche informazione in più sulla timeline. Nonostante Anakin sembri non accorgersene, vediamo la senatrice Amidala nei primi mesi di gravidanza, idea rafforzata anche dalla posizione della mano sull’addome, che ci colloca a pochissimi mesi dagli eventi del capitolo conclusivo della trilogia prequel.

La conclusione della scena tra Padmé e Anakin ci regala un altro importantissimo momento, uno di quei piccoli scambi di The Clone Wars che aggiungono spessore agli eventi de La Vendetta dei Sith. Scopriamo infatti che anche Obi-Wan sembri essere al corrente della relazione segreta che lega Skywalker alla senatrice. 

Echo

Il resto della puntata è un susseguirsi di ottime scene d’azione, aiutate dalla splendida animazione di questa stagione, che ci portano all’inevitabile conclusione in cui c’è il ritrovamento di Echo, in uno dei momenti più macabri della serie. Già nella vecchia versione vedere il clone attaccato a i fili della macchina separatista aveva un forte impatto emotivo, ma con la grafica rinnovata e il lavoro fatto sui contrasti tra ombra e luce, con una particolare attenzione sull’espressività degli occhi, il dramma di questi soldati e del peso della guerra è ancora più evidente. 

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