Quarto appuntamento con “Samuel Stern” creato e scritto da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro.
Questo mese non sono di certo mancate azione e sorprese in una serie che, nonostante qualche sbavatura, continua a far crescere il mio interesse. Dopo aver recensito il primo, il secondo e il terzo albo edito da Bugs Comics, passiamo ora al terzo!

– UNA RIDENTE CITTADINA E UNA SQUISITA OSPITALITÀ

Sull’isola di Muck, nelle Ebridi, vive la piccola comunità isolata dal mondo di Port Mor, che vede la sua vita sconvolta dall’arrivo di Isobel. La ragazza viene vista praticare stregoneria e causare possessioni demoniache, e ciò porta il parroco di Port Mor, padre Andreas, a intervenire alla “sua maniera”.
Questo è quanto racconta il vicario di padre Andreas, Neil Porter, in una lettera indirizzata al suo compagno di seminario Joseph (il sacerdote nella parrocchia di padre Duncan), alludendo che Isobel venisse trattata con possibili metodi da Inquisizione.
Ed è a questo punto che Joseph coinvolge un dubbioso padre Duncan e un furente Samuel Stern, tutti e tre partono dunque alla volta di Port Mor per far chiarezza su cosa stia accadendo alla ragazza.

La trama ha una maggior complessità rispetto ai numeri precedenti, raccontando tutta la vicenda con un ritmo decisamente più prepotente e concitato, che serve sicuramente a spiazzare con efficacia il lettore durante le scene più ambigue con gli abitanti di Port Mor, o riesce a dare ancora più enfasi ai colpi di scena. Tuttavia, questo ritmo agitato sacrifica quelli che potevano essere punti interessanti e che magari necessitavano di maggior sviluppo, proprio come l’inquietudine attorno alla comunità di Port Mor o la stessa isola di Muck, che presenta degli elementi esoterici e antichi abbastanza peculiari ma che, a parte qualche accenno, non vengono troppo approfonditi nel corso nel numero.
Anche le importanti novità introdotte in questo numero sembrano essere trattate frettolosamente, preferendo un approccio più d’azione, tanto che su alcuni punti viene a crearsi della confusione perché sembrano succedere cose contrarie alle regole che finora Samuel (anche fin troppo pedantemente) ci ha ripetuto. Ma su tutto questo immagino si tornerà a discutere poi, l’ultima tavola dell’episodio mi sembra abbastanza esplicativa sul fatto che il meglio deve ancora arrivare e che noi tutti, Samuel per primo, forse siamo stati presi in giro…

– DEMONI DINAMICI TRA TOMBE E CASETTE

Il ritmo frenetico e d’azione dell’episodio viene sicuramente enfatizzato dalle tavole di Ludovica Ceregatti.
“Azione” è la parola chiave, e l’espressività dei personaggi muove i battibecchi, i dubbi, le paure e i mostri raccontati tra le stradine di Port Mor, anche se ogni tanto un’eccessiva sintesi nel tratto porta a pose troppo rigidi o improbabili o anatomie un po’ esagerate.
La rappresentazione degli ambienti rurali e i contesti paesaggistici naturali, isolati e sconfinanti riescono a dare il giusto rovescio della medaglia alle parti più ansiogene, morbose e inquietanti dell’episodio.
Ogni inquadratura si prende i suoi spazi in un formato che non rende giustizia a delle tavole sempre più libere ma dal senso di lettura pulito e preciso.
Un senso di lettura che viene scandito con altrettanta pulizia dalla regia e dalla gestione dei dialoghi, che nonostante la loro “verbosità” mantengono il dinamismo di un telefilm (aspetto oramai già lodato e consolidato più volte su questi lidi per questa serie).
Non c’è che dire, la squadra di disegnatori è senz’altro la punta di diamante di questa serie.

– FARE I CONTI COI PROPRI DEMONI

In uno stile che continua a risultarmi troppo classico e convenzionale, SAMUEL STERN sta comunque dicendo la sua e non sta deludendo le aspettative. La maxi trama a quanto pare si sta ancora introducendo, rimanendo misteriosa sulla sua direzione ma che, nonostante qualche inciampo, si sta dimostrando solida e che vale la pena di seguire. Non resta che vedere se il mese prossimo ci verrà data qualche risposta o se al Rosso di Edimburgo toccherà affrontare un nuovo nemico.

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