Con i testi ancora una volta di Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro e con i disegni di Luca Lamberti, arriva in edicola il secondo numero di SAMUEL STERN, intitolato IL MAUSOLEO NERO.
Dopo la lettura dell’albo del mese scorso, IL NUOVO INCUBO, l’entusiasmo iniziale aveva lasciato poi posto a una serie di scomode domande: come potrà funzionare una serie se basata esclusivamente sull’esorcismo di demoni? Seguirà la formula “Monster of the Month”, un nuovo demone ogni mese? Andremo a finire sempre con un esorcismo poi, come verrà usato questo espediente per intrattenere di volta in volta il lettore? Come si comporterà poi l’eroe? I dubbi si sono trasformati poi in curiosità, alla fine il nuovo episodio è uscito e ci si può permettere di cominciare a fare qualche considerazione.

samuel stern

Demoni e Fantasmi nei cimiteri scozzesi

Un breve excursus storico ci illustra sir George MacKenzie, tirannico giudice al servizio di Sua Maestà verso metà ‘500 a Edimburgo, che si occupò di gestire in maniera sommaria i processi di una frangia di rivoltosi di natura religiosa. Sir MacKenzie mandò dal boia tutti i ribelli che non perirono per mano dei soldati del Re, e questo gli fece guadagnare il soprannome di Sanguinario. Oggi Bloody MacKenzie è l’inquilino del Mausoleo Nero, all’interno del Greyfriars Kirkyard, il cimitero più famoso e spaventoso di Edimburgo.
Fatti insoliti e truculenti stanno accadendo collegati a questo cimitero, e Padre Duncan e Samuel vengono chiamati dall’amministrazione per investigare. Dopo una serie di false piste, Samuel scopre che l’oscura verità dietro le tragedie del Greyfriars Kirkyard è molto più semplice e drammatica del previsto.

Questo secondo numero alza l’asticella sulla complessità dell’intreccio, che riesce a svilupparsi anche stavolta in maniera ritmata e calzante pur lasciando il giusto spazio allo sviluppo di ogni personaggio.
I numerosi colpi di scena riescono ad avere il loro effetto per un efficace gioco di prestigio della sceneggiatura, che controlla o svia l’attenzione del lettore. Con IL MAUSOLEO NERO le mie sensazioni trovano conferma: il punto forte di Samuel Stern è riuscire a farti sentire coinvolto negli eventi e nei personaggi.

Essendo io un nerd di quelli fastidiosi, di quelli che PRDQ per chi coglie la citazione, ovviamente tutta la mia attenzione e pignoleria si sono concentrate sui dettagli di lore e di mezze frasette sparse un po’ qua e là nell’episodio.
In primis, vediamo prendere sempre più corpo questo sapere quasi scientifico che ha Samuel per quanto riguarda i demoni. Abbiamo definizioni di creature, il loro comportamento e addirittura una serie di ragionamenti e teorie conseguenti e coerenti con queste, il che vuol dire che in SAMUEL STERN si hanno delle regole precise sul funzionamento del soprannaturale, regole che andranno a riflettersi sulla coerenza narrativa. Da un lato questa scelta mi piace, perché oltre che essere una soluzione moderna riduce anche drasticamente situazioni deus ex machina sul genere “la magia era troppo potente”, “si vede che si è aperto un varco dimensionale”, “quindi alla fine era tutto un sogno”. Dall’altro lato c’è il rischio di incappare in forti limitazioni di trame, dettate proprio da regole troppo definite o stringenti e su cui poi diventa troppo tardi tornare indietro e ridefinirle. Non ci resta che seguire il percorso e vedere come andrà.
In secondo luogo, da vari dialoghi si hanno accenni a quella che sarà probabilmente la trama orizzontale per la serie. Oltre al nebuloso passato di Samuel e della sua famiglia, per la prima volta qui si accenna a una specie di “piano unico” dei demoni, riallacciandosi anche ad alcune parole dette a Padre Duncan ne IL NUOVO INCUBO. Sono molto, molto curioso dello sviluppo di questa vicenda e adoro come si stanno nascondendo i vari pezzi di un misterioso puzzle.

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Mausoleo Nero Inchiostro

A convincermi meno, purtroppo, sono stati i disegni di Luca Lamberti.
Nonostante la densità di dettagli, soprattutto per quanto concerne gli sfondi, l’occhio non resta appesantito nel leggere la pagina, che scorre chiara. Ne IL MAUSOLEO NERO abbiamo poi una gestione della tavola molto più dinamica e cinematografica rispetto al numero precedente, con una gabbia più libera e vignette che stingono o aprono l’inquadratura a seconda delle esigenze di regia. Regia, tra l’altro, capace di cogliere i dettagli che rendono perfettamente le sfumature disagianti dell’orrore di questo numero. Tuttavia, tolte le bellissime tavole in toni di grigio dei flashback (sul serio, sono scene davvero ben riuscite) e alcune pagine particolarmente efficaci e incisive, il disegno durante tutto il numero soffre di una irregolarità e scostanza nei visi dei personaggi, nelle loro proporzioni e nelle loro pose, che molto spesso risultano rigide o forzate.

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Conclusioni: Samuel Stern #002

C’è da dire che già con questo secondo numero e leggendo in quarta di copertina le anticipazioni per il terzo, le cose si stanno facendo interessanti.
Come anticipavo in apertura, dei dubbi li avevo: può funzionare ancora per una serie l’espediente “Monster of the Month”? Mi ritrovo in realtà molto fiducioso.
Il mondo e le vicende che stanno architettando Fumasoli e Filadoro si stanno dimostrando ricche di inventiva e molto fantasiose, prerogative che personalmente e paradossalmente mi portano a chiedere sempre nuovi casi e nuove situazioni per vedere fin dove riesce a spingersi la creatività degli autori. Gli ingredienti paiono esserci tutti e la scintilla sembra essersi innescata, guardo la pentola bollire e aspetto il prossimo numero.

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