Riot Games ha di recente celebrato il decennale del suo prodotto di punta “League of Legends” con una lunga diretta. Durante questa occasione, oltre a lanciare le novità per LoL e Team Fight Tactics, la software house ha brevemente parlato anche di nuovi giochi in produzione. Una volta superato lo stupore, sorgono spontanee alcune domande sui mercati nei quali Riot Games vorrebbe inserirsi.

Project L

L’idea di un picchiaduro ambientato a Runeterra, che possa offrire un tipo diverso di approccio alla lore e ai personaggi, ha stuzzicato la fantasia fin dai primi giorni di League of Legends. Nonostante il gioco sia ancora in uno stadio così embrionale da non avere un titolo, una data di rilascio o qualcosa di più concreto su cui ragionare, possiamo già avvertire Riot Games di fare attenzione. Nonostante dietro il progetto ci siano i creatori di Rising Thunder, dobbiamo far notare che il mercato dei picchiaduro sia attualmente saturo e segua regole diverse da quello dei MOBA. Questo non significa che Project L non possa far bene al mondo dei videogiochi, potendo forse far avvicinare un pubblico molto più ampio ad un genere di nicchia. Quali sono gli errori da evitare? 

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In primo luogo la tentazione di far troppi personaggi. Un picchiaduro non è un MOBA, dunque non è possibile creare quattro mosse e ritenersi soddisfatti. I personaggi devono essere bilanciati il più possibile in modo da far risaltare l’abilità del giocatore e devono essere studiabili.

Il supporto ad un picchiaduro e l’infrastruttura Esport devono essere punti focali del lancio, con rilasci sistematici durante l’anno e tornei sparsi in giro per il mondo.

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Project A

Un fps che metta in risalto sia l’abilità del personaggio, che il gioco di squadra che il gunplay è qualcosa di utopistico. Presentato così, sembra che Riot voglia conseguire tutto senza rendersi conto di determinate difficoltà. Speriamo osservino la concorrenza, per esempio Counter Strike, Rainbow Six e Overwatch (nonostante con quest’ultimo titolo non dovrebbe confrontarsi). A questo si unisce il fatto che il gioco non sarà ambientato a Runeterra ma presenterà un mondo e dei personaggi unici, dunque non sfrutterà la popolarità del famoso franchise di Riot Games.

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Esports Manager

Questa è una delle idee più interessanti che Riot potesse mettere sul tavolo. Un gioco manageriale che possa illustrare le difficoltà quotidiane che un team esports deve affrontare. Non solo si inserisce in una nicchia che assolutamente non riceve abbastanza giochi durante l’anno ma potrebbe essere quasi “istruttivo” per il giocatore. Il lato positivo dei giochi di simulazione e management è proprio quello di far luce sulla complessità delle cose, mettendo il videogiocatore contro problemi di ogni tipo ai quali molti non penserebbero. Un gioco di questo tipo richiede tanto supporto, dunque è il caso di mettere a bilancio un bel po’ di soldi dietro il progetto.

Legends of Runeterra

Questo era, forse, l’unico gioco del quale non si sentisse il bisogno. È apprezzabile il coraggio di Riot Games di volersi inserire in questo mercato ma, senza giri di parole, sarà durissima. Ci vorranno scelte in grado di strappare giocatori alla concorrenza per far decollare questo prodotto e non so se, ad oggi, queste decisioni siano state prese. LoR dovrà vedersela con Heartstone, Magic, Gwent, giochi di Yugioh vari e TES legends. Di tanti mercati nei quali cercare di inserirsi, questo potrebbe essere il più redditizio ma anche il più pericoloso. Puntando sul mercato mobile, punto forte di Heartstone, forse si potrà ottenere qualcosa di buono.

Project F

Un diablolike nel mondo di Runeterra? Dove bisogna firmare? L’idea è molto interessante e potrebbe dare il via ad un franchise a parte. Giustamente, Riot Games non si è sbilanciata con un annuncio ufficiale, anche in vista dell’imminente Blizzcon. I possibili rischi per questo progetto si chiamano, rispettivamente, “Diablo 4” e “Diablo 2 remastered”. Se, come previsto dagli insider, tra poche settimane assisteremo all’annuncio di questi due titoli, Riot Games avrebbe fatto bene a tacere su questo progetto. Non ci sarebbe partita contro Diablo, nella sua nuova incarnazione e in quella più apprezzata, dunque meglio un approccio prudente.

Tutti i Project hanno un difetto sostanziale che fa storcere il naso ai videogiocatori e agli analisti: Riot Games si è giocata delle carte che ancora non ha pescato. Moltissimi di questi giochi sono in fase embrionale e non usciranno nel 2020 o nel 2021, dunque averli presentati in questa diretta è stato sì importante ma, forse, un po’ affrettato.

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