Parliamo brevemente di Promare, il film di animazione giapponese degli autori di Gurren Lagann e di Kill la Kill. Perché Promare ci insegna che l’animazione deve osare?

Dopo l’uscita di Spider-man: Into the Spider-Verse a fine 2018, pensavo che sarebbe passato ancora molto tempo prima di poter rivedere al cinema un film d’animazione con uno stile diverso dal solito.

Se nel mondo cinematografico di Miles Morales ci ritroviamo contagiati dalle grafiche tipiche del fumetto pop americano, lo studio Trigger Inc. invece ha deciso di modificare il risultato finale dei fotogrammi da un altro punto di vista. I colori digitali, l’impiego del 3D e le inquadrature al limite del possibile rendono Promare un film che arriva a sperimentare con l’eccesso visivo.

Promare è un film di animazione giapponese prodotto dalla Trigger Inc. e da XFLAG. Sia il regista, Hiroyuki Imaishi, sia lo sceneggiatore, Kazuki Nakashima, vengono dall’esperienza di due anime graficamente all’avanguardia, come Gurren Lagann e Kill la Kill. Uscito in Giappone nel Maggio 2019, Promare è arrivato nelle nostre sale per soli tre giorni, dal 3 al 5 Febbraio 2020, ricevendo quindi pochissima attenzione.

Questo breve articolo vuole parlare del perché Promare sia un film da guardare assolutamente, per comprendere quanto sia importante che l’animazione, sia in 2D che in 3D, continui a osare e a sperimentare. Poiché Promare non è ancora particolarmente conosciuto in Italia, questo articolo NON conterrà spoiler!

Lio Fotia e Galo Thymos, i protagonisti di Promare
Lio Fotia e Galo Thymos, i protagonisti di Promare

La trama di Promare, in breve (e senza spoiler!)

Ambientato su un Terra in cui metà della popolazione è morta a causa di combustione spontanea durante il Great World Blaze, Promare racconta la storia di Galo Thymos e Lio Fotia.

Galo fa parte di una task force dedita a combattere gli attacchi terroristici dei Burnish, ossia le persone che, sopravvissute al Great World Blaze, hanno acquisito abilità pirocinetiche. Invece, Lio è un terrorista Burnish che vuole contrastare Kray Foresight, il governatore della città di Promepolis, che parrebbe avere degli scopi loschi.

Sia Lio che Galo dovranno indagare a fondo su questa questione, poiché un pericolo ancora più grande si sta risvegliando nel nucleo terreste. Chi sono i Promare e come sono legati ai Burnish?

Combattimenti realistici? Anche no!
Combattimenti realistici? Anche no!

Sperimentazione grafica

Quanta luminosità e saturazione possiamo aggiungere ai colori di questa scena? Quanti giri può compiere la telecamera prima di fermarsi sull’oggetto finale dell’inquadratura? Quanto possiamo deformare i corpi e le forme con linee e poligoni, per andare oltre la simulazione del movimento della nostra realtà?

Sì, sono cose che il mondo degli anime ci dà spesso, ma la bellezza che svela Promare è quella di un team e di una regia che conoscono appieno le proprie capacità e modellano il risultato nella piena consapevolezza dei propri limiti. E quando si conoscono i propri limiti, si capisce anche come superarli.

Ci sarebbe tanto di cui parlare nel dettaglio, come la cura nei dettagli dei mecha, lo stile di disegno che gioca con le citazioni, la tradizione giapponese e gli esperimenti grafici. Per comprendere meglio l’animazione di Promare, è però più utile confrontarla con quella tradizionale della Pixar.

La differenza tra Promare e l’animazione “tradizionale”

Quindi, cosa rende Promare insolito rispetto a titoli altrettanto commerciali, come quelli che hanno partecipato agli Oscar 2020?

Osare” sarebbe il termine più facile che mi verrebbe in mente. Ed è effettivamente l’esatto opposto rispetto al vincitore di quest’anno, Toy Story 4. La Pixar continua a sperimentare col proprio motore grafico di rendering 3D, il famosissimo RenderMan, ed è quello che tutti si aspettavano. In Toy Story 4, infatti, si raggiungono esempi di realismo incredibili. Tuttavia, trovo però i recenti film Pixar sempre meno creativi, e più concentrati nel portare sul grande schermo una dimostrazione pubblicitaria delle ultime tecniche 3D.

Così, la Disney continua a perfezionare ciò che ha sempre fatto con i suoi prodotti in maniera quasi maniacale all’interno del suo “incompleto monopolio”. Ma nel frattempo, la Sony, con Into the Spider-verse, ha vinto l’azzardo del 2018 dimostrando che con il 3D non esiste solo l’iperrealismo della Pixar, ma si può raggiungere uno stile unico, vicino al disegno, facendosi ispirare dalle texture puntinate dei vecchi fumetti americani e dai elementi grafici come scritte esplosive o baloon.

Similmente, lo studio Trigger Inc. ci dona oggi con Promare una sperimentazione che vira sul moderno digitale, scegliendo colori ipersaturi e sfumature fluo. I disegni sono a volte semplificati e a volte distorti per adeguarsi meglio al momento che vuole raccontare. Pochi secondi di narrazione visiva surreale comunicano senza barriere e istantaneamente una marea di informazioni che, con un monologo interiore, si ridurrebbero al peggiore degli spiegoni.

Per capire meglio l’animazione di Promare, le immagini non sono sufficienti!

La narrazione autoironica di Promare

Promare è una storia che gioca contro ciò che è vecchio, obsoleto, fintamente innovativo, e con quello che dovrebbe andare a sostituirlo per un mondo migliore. E non si prende mai sul serio. Quando arriva il Deus (E)X Machina, si ha la conferma di una narrazione che ha voglia di prendersi (e prendere) in giro, senza grosse pretese, ma rimanendo concentrato nel fornire uno spettacolo con un messaggio molto attuale. Per guardarsi indietro, ma anche avanti.

La storia è un continuo crescendo di momenti assurdi, infilati uno dopo l’altro. I pochi e brevi attimi di respiro spesso non danno il tempo di prepararsi alle scene successive, e questa è forse l’unica vera pecca da segnalare. Ma arrivata ai titoli di coda, ciò che rimane sono due ore in compagnia di un film sì commerciale, ma fatto con tale amore da impedirmi di pensarci.

Notare la saturazione dei colori di Promare
Notare la saturazione dei colori di Promare

Alcune parole conclusive

Promare è un titolo innovativo che avrebbe meritato molta più attenzione, nel mondo occidentale. Con la sua animazione surreale e la sua autoironia, riesce a creare una narrazione potente. Le sue immagini contribuiscono a dare forza alla narrazione, senza ridursi a puro inno al realismo, ma invece esplorando una comunicazione che col realismo made in Pixar sarebbe impossibile avere.

Anche per questo motivo, Promare può essere accostato a capolavori come Spider-man: Into the Spider-verse. In attesa che venga distribuito anche in Italia il Blu-Ray (nei negozi e siti nipponici dal 5 Febbraio), vi consiglio di segnare nella vostra lista dei desideri questo piccolo gioiellino.

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