Abbiamo intervistato gli amministratori del gruppo Facebook Pathfinder GdR Italia per scoprire le difficoltà e le esperienze di chi gestisce una community ampia, eterogenea e sempre pronta alla discussione!

Come ben sa chiunque bazzichi per i gruppi Facebook e, soprattutto, per i gruppi Facebook in cui si parla di giochi di ruolo, non è sempre facile gestire l’utenza e le discussioni che possono emergere.

Certamente, i gruppi Facebook dedicati al gdr sono ambienti molto più maturi e positivi rispetto a gruppi dedicati a personalità del web, a tematiche più generali o, rabbrividisco al solo pensiero!, i gruppi cittadini. Tuttavia, anche negli spazi della nostra community possono emergere discussioni al vetriolo, attacchi personali, offese irripetibili e, in generale, tanto flame. Lo abbiamo visto anche nella discussione di alcuni nostri articoli, come quello dello stupro nel gdr, o in reazione a iniziative come #playernottoy. E comunque questi flame sono meno disturbanti dello slut-shaming che viene compiuto in certi gruppi Facebook dedicato ai/lle cosplayer.

E non è nemmeno semplice o banale gestire queste discussioni. Da un lato, il confronto libero è importante per far sì che il gruppo resti un luogo di confronto. Ma dall’altro lato, un confronto irrispettoso o mal gestito può portare a flame gratuito e alla creazione di un ambiente tossico. Non è sempre facile gestire il confronto fra gli utenti, poiché non è sempre chiaro dove sia il confine tra una discussione accesa e la tossicità gratuita. Come sempre, affidarsi al buonsenso ha i suoi limiti, poiché il buonsenso è una caratteristica molto personale e non assicura che non si commettano errori. Quindi, a volte il flame capita e basta, e chi amministra un gruppo Facebook deve cercare di moderare al meglio delle sue capacità una discussione.

Pathfinder GdR Italia: due parole sul gruppo e sui suoi amministratori

Curiosi di sapere la logica, la fatica e la dedizione di chi si è addossato la responsabilità di gestire un gruppo Facebook dedicato al gioco di ruolo, abbiamo intervistato gli amministratori di Pathfinder GdR Italia. Pathfinder GdR Italia è un gruppo Facebook (lo potete visitare qui!) dedicato a Pathfinder, il gioco di ruolo tradizionale targato Paizo che ha attualmente visto la sua seconda edizione e l’apertura del server Discord della Pathfinder Society italiana. Pathfinder GdR Italia è stato creato nel 2014 e oggi conta oltre 8.000 membri.

Nel corso degli anni, Pathfinder GdR Italia è stato teatro della sua onesta dose di flame, discussioni controverse e dibattiti infiammati, come ci si può aspettare da un gruppo con così tanti membri. Anche per questo, la sua gestione, in mano a due amministratori (Andrea Laise e Mirto Musci) e a tre moderatori (Federico Leonardo Alini, Filippo Vidinich e Giovanni Guardo), non è sempre stata facile. Lascio quindi la parola a Mirto e Andrea, che ci racconteranno più nel dettaglio la loro epopea.

Quando avete creato Pathfinder GdR Italia e perché? Cosa vi ha spinto a dedicare tempo e energie a questa fanbase?

Andrea

La voglia di creare una base solida per un argomento che mi sta a cuore e spesso trattato in maniera approssimativa mi ha spinto a raccogliere il gruppo dallo stato in cui era, un semplice gruppo di memes, e trasformarlo in qualcosa di più.

Mirto

A dir la verità il gruppo non l’ha creato l’attuale gruppo di amministratori, anzi, ti dirò di più, io sono il più “anziano” e sono solo il 250 membro del gruppo originale o giù di lì. Quando il gruppo fu fondato, però, era molto diverso dal gruppo di adesso. Non era molto di più che una raccolta di meme e immagini fantasy.

La mia passione per il gioco, e la mancanza di un punto di riferimento centralizzato in Italiano, ha fatto sì che mi impegnassi prima nel diventare moderatore, poi a raccogliere gli utenti più attivi e interessati di tutto il panorama dei gruppi italiani sui GDR, reclutandoli personalmente tramite messaggio privato. Alla fine, il gruppo è passato nelle mani mie e di queste nuove leve, e il resto è storia.

Io, Andrea e gli altri siamo un gruppo compatto, unito dalla passione e dalla voglia di fare qualcosa di “diverso” nel panorama italiano. Un gruppo senza censure e senza peli sulla lingua dove vige la meritocrazia: se quello che dici è ben argomentato, intelligente e basato sui fatti… puoi dire quello che vuoi. Personalmente sono certo che non ci stancheremo mai grazie alla bellissima utenza che abbiamo raccolto e selezionato nel corso degli anni.

Cosa avete imparato su Pathfinder grazie all’utenza di Pathfinder GDR Italia?

Andrea

Molti aspetti tecnici grazie a persone molto skillate nel loro ambito. La voglia di continuare a creare e sentire molte voci.

Mirto

Innanzitutto mille finezze del regolamento sulle quali non avrei mai dovuto ragionare avendo a disposizione la limitata esperienza che si può avere con le partite settimanali. In secondo luogo una diversità di stili e di comportamenti al tavolo che non avrei mai nemmeno considerato.

Abbiamo imparato purtroppo che, insieme a tanti esempi virtuosi da prendere e far propri, c’è anche in giro tantissimo gioco tossico, di ogni natura; ma abbiamo anche assistito a storie bellissime di “redenzione” gdristica, racconti appassionanti di campagna prefatte vissute in maniere inaspettate, e tanto altro ancora.

Capita che ci siano persone che si avvicinano a Pathfinder grazie al supporto ricevuto nel gruppo? Quali sono stati i casi che più vi sono rimasti impressi?

Andrea

Novizi ne sono passati tanti. Sinceramente di casi eclatanti di entusiasmo oltre le stelle non ne ricordo. Ma aiutiamo tutti i giorni un sacco di persone con risposte e contenuti.

Mirto

Succede continuamente. L’approccio sul gruppo, non ti nascondo, può essere difficile per un novellino per una semplice ragione. C’è tolleranza zero su chi vuole ottenere qualcosa senza dare niente, e senza avere educazione. L’esempio più classico è la richiesta di un personaggio prefatto di alto livello senza una storia, un’anima, nulla.

Ma le persone che si approcciano senza timore e con la giusta cortesia e, soprattutto, la voglia di imparare, otterranno un supporto illimitato dagli utenti esperti, che non vedono l’ora di introdurre nuovi giocatori. Personalmente mi sono rimasti impressi di più i casi di novellini che erano vittima di bullismo da parte del loro gruppo di gioco, e si sono avvicinati al gruppo per esprimere il loro disagio, spesso in forma indiretta. A molti di loro abbiamo aperto gli occhi, consigliato di scappare dalla situazione in cui si trovavano e trovare nuova casa in campagne organizzate dagli utenti del gruppo. Spesso queste storie hanno un lieto fine, fortunatamente.

Quanto è frequente il flame all’interno di Pathfinder GdR Italia? Quali sono stati i casi più eclatanti?

Andrea

Tanto. A volte anche per mancato intervento o per leggerezza nel voler fare due chiacchiere senza pensieri si rischia di spiralare nel dramma.

Mirto

Molto meno frequente di quanto si potrebbe credere. Non accadrà più di un caso al mese, forse di meno.

La politica “liberale” di cui ti dicevo sopra ha lo svantaggio, ovviamente, di lasciare progredire delle discussioni anche più accese più in là di quanto sarebbe avvenuto con una gestione illiberale e censoria. Il caso più eclatante di tutti è stata una vera e propria “faida” aperta con il gruppo di gestione della PRD italiana di Pathfinder, che ci ha accusato di denigrarli. Non voglio rimarcare oltre quell’incidente, che oramai si può considerare chiuso.

Al di là di questi ed altri episodi, anche molto buffi come quelli sulle build sconclusionate (il goblin ninja con pistola è diventato un vero e proprio meme del gruppo, assieme alla famigerata immagine di una fetta di pizza lanciata su un manuale) vorrei chiarire una cosa. Nel gruppo c’è tolleranza zero contro il bullismo, e ogni forma di discriminazione. E, quindi, abbiamo tollerato flame aperti e diretti di critiche alla nostra gestione, ma mai permetteremo di far andare avanti discussioni in cui si manifestano forme di intolleranza.

Sebbene sia dedicato principalmente alla prima edizione del gioco, su Pathfinder GdR Italia si parla spesso anche della seconda edizione
Sebbene sia dedicato principalmente alla prima edizione del gioco, su Pathfinder GdR Italia si parla spesso anche della seconda edizione

Gestire una community numerosa e con opinioni diverse non è semplice. Cosa contraddistingue, secondo voi, una community non tossica e positiva? E come gestite le situazioni negative?

Andrea

Una community non è inerentemente tossica. È lo specchio di come vengono gestiti gli incidenti e l’esempio che ne se dà. Essere sempre positivi però è altresì poco fattibile.

Diciamo che bisogna mantenere una percentuale alta di interventi positivi e risolutivi che, di fatto, vengono sommersi da pochi post ad alta interazione che, quasi sempre, sono negativi. Le situazioni si gestiscono con un certo polso fermo. La linea è sempre l’intolleranza verso bullismo e ignoranza dolosa. L’invito forte a documentarsi prima di buttarsi a pesce a domandare ha portato i suoi frutti.

Mirto

Nella mia personale visione, una comunità non tossica è una comunità che si forma in un contesto di libero mercato delle idee, dove il ruolo dei moderatori e ridotto al minimo e serve solo ad evitare casi eclatanti di bullismo o discriminazione. In questi casi il nostro intervento è estremamente diretto.

Lo so che alcuni non condivideranno questo approccio, ma voglio essere assolutamente sincero: ai bulli e alle persone tossiche noi rispondiamo a tono, chiedendo loro pubblicamente conto delle affermazioni odiose che vengono fatte, dando sempre possibilità di replica e di scuse.

Un’altra chiave fondamentale sono le differenze d’animo e di indole che ci sono tra i membri della moderazione. Se io sono noto per accendermi spesso, e arrabbiarmi, i miei colleghi sono spesso molto più moderati e agiscono da pacieri. In questo bilanciamento, in cui l’uno corregge sempre l’altro quando si trova troppo personalmente coinvolto si raggiunge, a mio parere, il giusto equilibrio.

Com’è cambiato Pathfinder GDR Italia nel corso degli anni?

Andrea

Una crescita abbastanza stabile fino ai 7000 utenti, poi lenta. Molta dell’utenza del gioco di ruolo non conosce nemmeno l’esistenza del gruppo ma, da un certo punto di vista, questa community è la seconda al mondo, dopo solo la più generale anglofona che raccoglie molte nazionalità al suo interno.

Mirto

Direi che si è rivoluzionato: come dicevo prima, da un inizio caotico in mano ad una gestione diversa più interessata alla raccolta di meme e classifiche di gradimento, il gruppo è lentamente evoluto in quello che è adesso, frutto della visione della attuale amministrazione. Mi sento di poter dire con orgoglio che la nostra realtà, con tutti i suoi difetti e le sue asperità, è davvero “unica”.

Con quali altre realtà italiane ed estere che si occupano di Pathfinder collaborate?

Andrea

Abbiamo provato a gemellarci con il gruppo di Pathfinder americano, ma la miopia USA ha prevalso e non ci troviamo né sui contenuti, né sulla gestione bigotta che viene adottata dall’altra parte dello stagno.

Mirto

Purtroppo con meno di quanto vorremmo. Ovviamente collaboriamo con la Pathfinder Society Italiana, anche se al momento è una realtà poco presidiata.

Con i nostri omologhi gruppi americani abbiamo un forte disaccordo di gestione, tanto che abbiamo accolto anche utenti internazionali, e consentiamo post in lingua inglese. Per il resto, consentiamo tranquillamente a tanti piccoli gruppi generalisti di condividere le loro iniziative sul gruppo ma, almeno per il momento, niente di più così. Non mi dispiacerebbe che le cose cambiassero in futuro, ti confesso. E con i Cercatori non è la prima volta che si lavora insieme, mi auguro che la cosa continui nel tempo.

Che consigli vorreste dare a chi si accinge oggi a creare un gruppo Facebook dedicato a un gioco di ruolo?

Andrea

C’è molto di tutto. Il contenuto deve servire ad una qualche nicchia di persone, altrimenti è solo energia sprecata.

Mirto

Cercate una vostra nicchia e un vostro stile unico, non copiate dagli altri! Ma soprattutto… niente collezioni di memini, che hanno le gambe corte e tanto c’è sempre qualcuno che lo farà meglio di voi. Ma soprattutto: create e coltivate la vostra utenza, in maniera tale da mantenere sempre elevato lo standard delle discussioni, specialmente se avete l’ardire di creare (l’ennesimo) gruppo generalista…

Due parole conclusive

Innanzitutto, ringraziamo Andrea e Mirto, che si sono gentilmente prestati per questa intervista. Mi pare chiaro ormai che la gestione di un gruppo Facebook non sia per nulla semplice e che i problemi siano dietro ad ogni angolo. Eppure, insieme ai problemi arrivano anche bei momenti di confronto, la possibilità di espandere i propri orizzonti e l’occasione di entrare in contatto con una community positiva.

È stato quindi molto interessante vedere i retroscena della gestione del gruppo Pathfinder GdR Italia. Si potrebbe pensare a trasformare questa intervista nella prima di tante, ognuna fatta alle persone che amministrano altri gruppi Facebook italiani dedicati ai giochi di ruolo?

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