Nasuverse è un nome che girando per internet, specialmente addentrandovi nella sezione anime, videogiochi e visual novel, può capitare di trovare. Oggigiorno parlare di universo narrativo condiviso, nel mondo dell’intrattenimento, non è cosa strana: con i suoi numerosi film il Marvel Cinematic Universe ha abituato gradualmente il pubblico generale a questo concetto che, fino a non molti anni fa, era familiare più ai lettori che agli spettatori cinematografici.

Gli universi narrativi, spesso, differiscono tra loro nel modo in cui vengono organizzati e spesso interpretano lo stesso concetto in modo radicalmente diverso ma, tra tutti, uno in particolare risulta essere piuttosto curioso sia per la sua struttura che per il suo particolare successo globale nel corso degli anni: l’universo noto come “Nasuverse”.

Nasuverse: L’autore

Il Nasuverse deve il suo nome all’autore giapponese che l’ha scritto, Kinoko Nasu, che sin dagli anni ‘90 ha concepito in ogni suo aspetto questo universo benché abbia iniziato a produrlo effettivamente solo nel 1998, quando insieme all’amico ed illustratore Takashi Takeuchi fondò la software house Type-Moon dando inizio ad un progetto narrativo multimediale difficilmente considerabile un universo condiviso in senso classico: il Nasuverse è infatti composto da più universi, distinti tra loro, accomunati da una mitologia comune che faccia da punto di giuntura tra le sue opere, cronologicamente parallele.

Il mondo di Kinoko Nasu è una rappresentazione alternativa della Terra in epoca moderna con alcune differenze chiave a separarla dalla realtà, prima fra la visione del mondo come un’entità cosciente con diversi strati di realtà e di volontà che si scontrano, in maniera a volte impercettibile, altre più concrete.

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Le quattro eroine principali del Nasuverse, partendo da destra: Arcueid Brunestud (Tsukihime), Aoko Aozaki (Mahoutsukai no Yoru), Saber (Fate/stay night) e Shiki Ryōgi (Kara no kyōkai)

L’età dell’oro

Esso ha un’origine ed un passato connotati da una natura mistica: l’epoca degli dei, in cui il mondo seguiva le leggi dei Misteri facendo proliferare creature magiche e mitologiche e permettendo l’interazione tra uomini e dei, dotati di forma fisica e rappresentanti la manifestazione della natura stessa.

Questa equilibrata situazione fu messa in crisi da un dio malvagio che, dopo aver invaso la Terra, ne distrusse una parte ed uccise la maggioranza degli dei, venendo infine sconfitto dalla spada sacra forgiata dal nucleo del pianeta, la leggendaria Excalibur divenuta celebre grazie alle storie dei Cavalieri della Tavola Rotonda.

In un ultimo disperato tentativo di mantenere il controllo, gli dei mesopotamici affidarono il compito di fare da ponte di collegamento tra umano e divino al primo eroe e re della storia dell’uomo, il semidio Gilgamesh, Re degli Eroi che, come sappiamo dal poema epico che porta il suo nome, si ribellò agli dei accelerandone la caduta fino alla fine della loro era dando vita all’Era degli Uomini.

Un mondo senza dei

Gli dei e le creature mitologiche restanti, ormai deboli e assoggettati alle leggi della fisica che avevano preso il sopravvento sui Misteri, decisero dunque di migrare verso “il lato inverso del mondo”, uno strato superiore della realtà in cui i Misteri proliferano ancora, lasciando la Terra in mano agli uomini, che hanno condotto la storia così come la conosciamo.

Tuttavia la magia continua ad esistere, nascosta alla società in favore della scienza per il bene della preservazione del genere umano, spesso in pericolo a causa degli eventi da essa causati, che lasciano il futuro del mondo indeterminato ed in balia della probabilità, proponendo più scenari possibili come in  base agli eventi che si verificano: abbiamo così un mondo completamente morto, un mondo privo di magia ma pregno di umanità, un mondo in cui gli uomini hanno subito il declino ma la magia persiste o, addirittura, un futuro in cui gli uomini abbandonano la Terra dedicandosi alla scoperta dell’ignoto a milioni di anni luce di distanza.

Questi sono i mondi paralleli del Nasuverse, attraverso cui l’autore spesso racconta lo stesso frammento di tempo nella storia del suo mondo variandone drasticamente gli eventi.

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Nasuverse: Tutte le opere

Le sei opere chiave di tutto l’universo narrativo creato da Nasu spaziano sia nella loro tipologia sia nel loro medium: si va dalle novelle ai picchiaduro, dalle visual novel agli rpg, dai fumetti ai giochi Gacha e se alcuni di questi sono vere e propri lavori a sé stanti, altri sono veri e propri franchise, composti da prequel, spin-off e sequel, strutturati a loro volta secondo i propri canoni, diramando l’intero universo condiviso in modo sempre più complesso ed elaborato andando a costituire un puzzle accomunato dalle regole, atmosfere e tema di fondo.

Essi sono, in ordine cronologico di creazione:

Il racconto Notes.

Notes è un racconto breve scritto da Kinoko Nasu nel 1998 e pubblicato nell’antologia multimediale dōjin Angel Voice, uscita per la prima volta durante il festival Comitia 48, il 4 maggio 1999 e ristampato il 30 settembre dello stesso anno. Andata dispersa per diversi anni, l’opera è tornata alla ribalta verso l’inizio del secondo decennio del 2000 venendo riscoperta dal grande pubblico e tradotta per vie amatoriali nelle principali lingue occidentali, compreso l’italiano.

La trilogia di novelle di Kara no Kyōkai

Kara no Kyōkai è uno dei primi lavori di Nasu, nella quale si possono trovare elementi narrativi che ritorneranno nelle opere successive dell’autore come l’atmosfera cupa e la trattazione di temi maturi e disturbanti come il suicidio, lo stupro, l’incesto e l’assassinio, il tutto inserito in una trama basata sul soprannaturale e che trae inspirazione dalle varie filosofie religiose e concetti psicologici come le personalità multiple, l’anima e l’animosità, la natura del peccato, la morte e la reincarnazione, e la natura paradossale del Taiji.

Il franchise multimediale di Tsukihime

La fama di Tsukihime e il suo successo vanno attribuiti all’incredibile profondità narrativa dell’opera e allo stile di scrittura unico e caratteristico del suo autore Kinoko Nasu, qui al suo primo lavoro come sviluppatore.

Shiki Tohno torna alla casa della famiglia d’origine dopo aver trascorso ben otto anni con alcuni zii, di un ramo cadetto dei Tohno. Ad accoglierlo vi è Akiha, sua sorella minore ed attuale capofamiglia e le due fedeli cameriere Hisui e Kohaku. I due Tohno sono ormai gli unici eredi e discendenti della famiglia, da sempre legata ad oscuri avvenimenti misteriosi legati al paranormale.

Il franchise multimediale di Fate/Stay Night

Fate/stay night è una visual novel, concepita da Kinoko Nasu e illustrata da Takashi Takeuchi. È l’opera cardine della saga Fate e come tale la prima a presentare le dinamiche del conflitto soprannominato Guerra del Santo Graal, più precisamente narrando le cronache della quinta Guerra del Santo Graal di Fuyuki.

La Visual Novel Mahotsukai no Yoru

Mahotsukai no Yoru è una visual novel pubblicata su pc nel 2012. A differenza delle precedenti, questa è adatta ad un pubblico di tutte le età.

All’avvicinarsi della fine dell’Era Showa, intorno al 1980, nella città di Misaki c’è una Magione che si dice sia stregata. Dopo essersi trasferita nella Magione, Aoko Aozaki comincia a studiare le arti arcane da un giovane mago, Alice Kuonji, la chiacchierata strega del luogo.

Il racconto Tsuki no Sango

Tsuki no Sango è una light novel. Gli eventi di Tsuki no Sango si svolgono circa durante l’anno 3000, in cui l’umanità è arrivata al culmine della civiltà, ma sta perdendo la voglia di continuare a vivere. In questo mondo, molto simile alla Terra d’acciaio di Notes., gli eventi avvenuti in Tsukihime non si sono verificati ed è “un mondo degenerato dove la magia ancora permane”.

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