Nel lungo e complesso rapporto tra televisione e YouTube, si aggiunge un nuovo tassello: Mediaset, durante il programma Studio Sport, ha mandato in onda spezzoni di video di alcuni youtuber italiani, promuovendo la serie animata Adrian. Peccato che gli youtuber avessero detto tutt’altro.

Ci risiamo. La solita dicotomia fra YouTube (e internet in generale) e televisione italiana tradizionale si è riacceso, questa volta in merito alla serie Adrian.

Ma più che indignazione, questa volta pare esserci una generica rassegnazione, perché tanto ormai lo sappiamo che le emittenti televisive possono permettersi di manipolare il lavoro altrui senza ulteriori conseguenze. Vediamo un po’ che è successo e commentiamo la vicenda.

Adrian: la serie evento di Mediaset

Qualora non lo sapeste, Adrian è una serie animata ideata e scritta da Adriano Celentano, con i disegni di Milo Manara e le animazioni del nordcoreano Studio SEK.

No, vabbe’, lo sapete meglio di me che diavolo sia Adrian, la serie più cringey e più disagiante del 2019 (speriamo!). Può essere digerita solo se accompagnata da un Lagavulin ed è decisamente costata troppo per la qualità infima che è riuscita a raggiungere alla fine.

Prima o poi forse la recensiremo, ma per il momento ci siamo limitati a commentarne il primo episodio con una serie di live-tweet (ne potete vedere alcuni qui e qui). Ci sarebbe troppa roba da dire e troppo disagio da provare, scrivendo la recensione completa e accuratissima; comunque, ci proveremo, in futuro.

Come si fa a non recensire una cosa del genere?
Come si fa a non recensire una cosa del genere?

Le reazioni su YouTube

Come avrete benissimo potuto vedere, gli spettatori italiani che frequentano il web hanno subito fatto sentire la loro voce, in merito alla vicenda di Adrian. E le uniche reazioni entusiaste sono state quelle degli amanti dell’orrido, che alla visione di tale bruttezza e tali imbarazzanti manie di protagonismo, non hanno potuto far altro che stappare lo spumante.

Sebbene ci siano state molte recensioni e commenti scritti di spessore (citiamo le due recensioni di Nerd Movie Production e quella di Just Nerd), a noi oggi interessa soprattutto l’opinione di alcuni youtuber, che hanno colto al balzo l’occasione di parlare di Adrian. In particolare, ci interessa l’opinione di WesaChannel, GioPizzi, Memorie a 8bit, Snitecs, LA SOFFITTA DI PIPPO e victorlaszlo88.

I sei youtuber hanno commentato e recensito più o meno ironicamente Adrian, sottolineandone la bassa qualità e la natura pesantemente narcisistica. Tutti, bene o male, hanno definito la serie di Celentano come un’opera trash, buona solo per divertire chi ha un gusto per l’orrido e per farci i memini bellini. Citando infatti il video di Snitecs il panorama dei meme italiani nelle ultime settimane era abbastanza desolante, ma ora, grazie ad Adrian e a Celentano, sta prosperando e vivendo un nuovo Rinascimento (o RinasciMEME?).

In generale, i loro commenti sono al vetriolo, anche se detti sempre con grande diplomazia.

LA SOFFITTA DI PIPPO descrive Adrian come “un tizio con la faccia che ricorda Celentano da giovane, il corpo ricorda Ken il Guerriero e parla con la voce di un anziano” e commenta il doppiaggio di Celentano come “manco a mettersi d’impegno a farla così fuori sincrono”. Victorlaszlo88 ha prodotto ben due video di recensione impegnata e puntuale sulle due puntate della serie, sottolineandone le animazioni imbarazzanti e il messaggio paternalistico e misogino della sceneggiatura.

Dal canto suo, Memorie a 8bit critica la sceneggiatura che “fa acqua da tutte le parti” e cringia fortissimo sulla performance di Adrian come eroe mascherato da Volpe (n.d.r.: che in spagnolo non si traduce mica come Zorro! Assolutamente no!). GioPizzi, invece, afferma con sicurezza che “Adrian è bellissimo” e per tutto il video tesse delle taglienti lodi sarcastiche nei confronti della serie, che è “l’esondazione dell’egocentrismo e dell’egomania di un protagonista fondamentale del panorama culturale italiano”. Infine, WesaChannel commenta sconsolato il gentismo e il populismo di Adrian e di quanto Celentano, come figura pubblica, sia per certi versi stato il precursore dei leader populisti odierni.

Insomma, niente che vada oltre la lode sarcastica alla trashaggine e la critica spassionata. Cosa c’entrano dunque Mediaset e Studio Sport?

Le mani nei capelli, proprio. Dal video Adrian: The Volpe Begins di victorlaszlo88
Le mani nei capelli, proprio. Dal video Adrian: The Volpe Begins di victorlaszlo88

Mediaset si prende quel che vuole e lo rigira come vuole

Visto che Adrian è andato in onda su Canale 5, Mediaset ha tutto da guadagnarci nel pubblicizzare il proprio prodotto, come mi dicono abbia aggressivamente fatto con una pubblicità martellante e dai volumi quantomai aggressivi. Capitemi, non ho la televisione, quindi non l’ho mai né vista, né sentita.

Inoltre, dopo le pesanti critiche che la serie di Celentano ha ricevuto, Mediaset ha un disperato bisogno di proporre al pubblico un’immagine della realtà completamente diversa, fatta di approvazione ed entusiasmo. Soprattutto da parte dei giovani, che probabilmente sono stati la fascia che più ha distrutto Adrian, trattando l’omaggio all’ego di Celentano per quello che è. Ossia, il patetico tentativo di un vecchio di far passare un’immagine di se stesso eroica, giovane, bella e infallibile, senza però averne le competenze.

Ecco, forse, perché Studio Sport, il telegiornale sportivo di Italia 1, ha mandato in onda un piccolo approfondimento su Adrian. Sorvoliamo su quanto sia triste che abbiano tirato in ballo la serie animata con la scusa che Celentano sia interista, perché questi mezzucci sono di una tristezza infinita.

Comunque, non ci sarebbe stato nessun problema se lo spot-mascherato-da-approfondimento si fosse limitato ad un’intervista a qualche calciatore e a riproporre alcuni frame di Adrian: questo è legittimissimo, per carità. Il problema è che Mediaset ha voluto mostrare come i giovani siano stati positivamente entusiasti per la serie, e allora ha iniziato a mostrare, in una carrellata velocissima e indistinta, una serie di tweet: se parlano di te su Twitter, il popolo del web ti ama!

Ma poi, non contenta di fare la cronaca dei meme, Mediaset è andata a spulciare tra i video degli youtuber che hanno commentato i due episodi di Adrian e, sicuramente notando come nessuno di loro parlasse bene della serie, ha deciso di correre ai ripari. Così, Mediaset ha preso i video dei sei youtuber di cui sopra e ne ha selezionato solo delle brevissime parti che, estrapolate dal loro contesto, parevano esprimere un parere positivo verso Adrian.

De facto, Mediaset ha preso contenuti non suoi, li ha (per citare GioPizzi) “ritagliati e infiocchettati” per far passare il messaggio che i giovani (e questi sei youtuber) amano Adrian. Messaggio ovviamente falso ed evidentemente (e volutamente) traviato. Gli youtuber ovviamente non sono stati dovutamente citati e, sempre ovviamente, non avranno visto il becco di un quattrino dei soldi che Mediaset e Studio Sport hanno guadagnato dalle pubblicità di quel servizio.

Studio Sport può
Studio Sport può

E chi osa fare reclamo a Mediaset?

Come WesaChannel e GioPizzi hanno fatto notare nei loro video sul questa questione (li trovate qui e qui), Mediaset non si è fatta problemi ad appropriarsi dei contenuti originali dagli youtuber senza chiedere il permesso a nessuno. Permesso che, teoricamente, sarebbe dovuto essere concesso proprio dagli youtuber stessi, che dovrebbero essere i proprietari dei video che producono e che condividono su YouTube.

Tuttavia, questa appropriazione risulta particolarmente disturbante, se si pensa al fatto che i suddetti youtuber non avrebbero mai potuto pubblicare video con spezzoni di Studio Sport, pena la cancellazione del pezzo e l’intervento delle forze speciali di Adrian.

Certo, si potrebbe anche obiettare che in questo modo Mediaset stia facendo pubblicità gratis a questi youtuber, secondo la solita filosofia del “vi paghiamo in visibilità”. Ma la verità è che, a quella velocità e senza citare i loro nomi, questi creatori di contenuti possono essere riconosciuti solo da chi già, appunto, li conosce.

E il vero problema è che, come dice GioPizzi, “chi glielo va a dire” a Mediaset che sgraffignare i contenuti originali altrui, ritoccarli, cambiarne il senso e usarli per promuovere un prodotto durante un programma che guadagna soldi dalle pubblicità è sbagliato? Certo, gli youtuber colpiti potrebbero andare sotto gli studi Mediaset con i propri avvocati a reclamare giustizia, ma la verità è che probabilmente il tutto si concluderebbe con un nulla di fatto e con troppe spese per gli youtuber. Spese che invece per Mediaset sono bruscoline.

Quindi, Mediaset sa benissimo di potersi appropriare dei contenuti degli youtuber italiani mediamente conosciuti, perché sa che non subirà alcun genere di conseguenza. E perché c’è ancora la percezione che internet sia un Far West senza legge, dove tutto è concesso e niente è di qualcuno. Quindi gli youtuber, i vlogger, i twitcher e gli streamer sono entità anonime, insignificanti, anche perché non hanno l’appoggio di una società potente dietro. Dunque, ciò che fanno non ha valore, perché nel mondo della televisione classica nessuno diventa famoso senza fare la gavetta dello stagista schiavo sottopagato e che deve stare muto (cit.).

Certo, un paio di anni fa uno youtuber, Shooter Hates You (aka Shy, aka Alessandro Masala), riuscì a convincere SkyTG 24 a rimuovere un video che lo riguardava e che lo presentava, forse involontariamente, come uno sciacallo che lucrava sulla morte di Tiziana Cantone. Dopo aver ricevuto svariate lamentele su Twitter, infatti, SkyTG 24 avrebbe rimosso il video incriminato, sostituendolo con un altro che specificava che “alcuni youtuber creavano contenuti di taglio giornalistico” sulla vicenda, lasciando sottinteso il riferimento a Shy. Niente scuse, ovviamente, ma meglio di niente.

"Noi non possiamo fare un cazzo, ma loro ci fanno un culo della Madonna", cit. GioPizza in ITALIA 1 Usa i Miei Video Per Promuovere ADRIAN
“Noi non possiamo fare un cazzo, ma loro ci fanno un culo della Madonna”, cit. GioPizzi in ITALIA 1 Usa i Miei Video Per Promuovere ADRIAN

Mediaset VS YouTube, televisione VS internet

Forse SkyTG 24 aveva preferito evitare il rischio di una querela (e questa avrebbe avuto senso, invece di quella di Alliata, eh!), o forse una querela per diffamazione fa più paura rispetto ad una violazione del copyright. Non lo sappiamo.

Sappiamo però che la televisione tradizionale non vive bene il fenomeno di YouTube, come è evidente ormai da molti anni e come è stato ripetutamente dimostrato anche con le interviste televisive ad alcuni youtuber famosi, come CiccioGamer89.

Con quasi tre milioni di iscritti sul proprio canale e seguito da un enorme stuolo di fan giovanissimi, CiccioGamer89 è stato ospite di uno show televisivo su Italia 1 (sempre Mediaset torna!), dove è stato messo in ridicolo dai presentatori proprio per il fatto di essere uno youtuber. Non senza una bella dose di fat shaming, oltretutto. Qui c’è il commento di CiccioGamer89 alla questione, se voleste vederlo.

Comunque, anche vicende come queste mostrano come l’asimmetria fra reti televisive tradizionali e utilizzatori di nuove piattaforme in rete sia ancora molto forte, nonostante siano anni che si dà per scontata la morte delle TV in favore di YouTube. E, apparentemente, reti come Mediaset hanno ancora una marcia in più, quando si tratta di fare la voce grossa e sgraffignare contenuti agli altri, soprattutto se si tratta di privati soli, non milionari e facenti parte di una categoria di artisti che le televisioni non rispettano.

La verità, però, è che se non si può pretendere che monoliti inamovibili come Mediaset portino rispetto per questi “ragazzini” che fanno i soldi e le views dalle loro camerette, si dovrebbe pretendere il rispetto del copyright e della proprietà intellettuale. Soprattutto quando si ha a che fare con i professionisti della comunicazione e dell’intrattenimento.

Ma la verità è anche che non avremo questo genere di rispetto per la legge da parte di Mediaset e dei suoi simili, a meno che non si crei un enorme casino mediatico, in cui i giornali si coalizzano contro le reti televisive. Cosa, onestamente, di difficile realizzazione.

E nemmeno possiamo pretendere che questi sei youtuber si sobbarchino della crociata giudiziaria anti-Mediaset: il massimo che possono fare è girare un video, intascare visualizzazioni e soldini relativi e farsi una risata. E fanno anche bene.

Noi stessi possiamo fare ben poco, se non riportare e diffondere la notizia nella speranza di sensibilizzare il pubblico su questa dicotomia tossica.

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