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Lucifer, come ben sappiamo, era stato cancellato da Fox poco meno di un anno fa. Fortunatamente Netflix ha deciso di salvare la serie per una quarta stagione che potesse terminare quanto era stato iniziato. L’8 Maggio 2019, Netflix ha rilasciato per intero tutti gli episodi di questa quarta (e mi auguro ultima) stagione. La qualità degli episodi è migliorata generalmente in tutte le direzioni a scapito del loro numero, che si attesta solo sulle dieci unità.

Origini di Lucifer

Lucifer è una serie televisiva creata da Fox su libera ispirazione dell’omonimo fumetto DC Vertigo, creato da Neil Gaiman. A differenza della controparte cartacea, la serie si concentra sul paradigma delle serie poliziesche con il detective tutto d’un pezzo e l’aiutante sopra le righe. Questo ha portato a trattare temi molto più adatti alle famiglie e a decretarne il successo per il grande pubblico.

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I problemi di Lucifer al termine della terza stagione

La terza stagione (SPOILER ALERT) aveva lasciato il pubblico in attesa di un seguito, dopo che finalmente l’angelo caduto era stato scoperto da Chloe per la sua vera natura. Dopo così tanto tempo e così tanta attesa, le ultime due puntate si erano rivelate poco più che filler. Il pubblico voleva una conclusione alla storia che non fosse un cliffhanger ma Fox, visto probabilmente il ritorno che la serie dava, ha ben pensato di cancellare il progetto. Immediatamente è partita la petizione per chiedere a Netflix di salvare il marchio e di regalare altre stagioni. La famosa compagnia di streaming ha infine accettato la proposta e recuperato Lucifer.

Poche ma buone puntate

Le serie Netflix non hanno mai un numero di episodi esagerato, essendo caratterizzate da alto budget, e di solito si attestano sulla decina per stagione. Anche in questo caso, la compagnia ha tenuto fede al suo nome. La quarta stagione di Lucifer conta dieci episodi esatti e si pone come ottima conclusione per tutta la serie. Il focus della singola puntata non viene posto sull’omicidio, in molti casi marginale, ma sul tema della stagione. Questo approccio permette di affrontare e dare degno spazio alle questioni non ancora risolte e a darci degli antagonisti degni di una stagione conclusiva.

La serie non perde il suo mood

Molti avevano auspicato, con il passaggio a Netflix, una quarta stagione molto più matura, piccante e dedita all’eccesso. Nonostante l’emittente non sia noto per censure o per adattare forzatamente le serie per un pubblico di famiglie, Lucifer mantiene il suo stile. Le uniche differenze rispetto alle stagioni precedenti sono un paio di inquadrature aggiuntive al sedere di Tom Ellis. Per assurdo, forse c’era una presenza maggiore di sesso sotto la Fox.

lucifer

La storia di Lucifer è finalmente chiusa

Come già accennato precedentemente, in questa stagione Lucifer raggiunge il termine del suo sviluppo come personaggio. Lui stesso e le persone attorno a lui si accorgeranno della cosa, dunque non deve sorprendere il mio considerare questa serie come effettivamente conclusa. La sfida a Dio viene finalmente meno, laddove la consapevolezza della terza stagione raggiunge il suo punto cardine: sono gli angeli a determinare il proprio destino. La scelta che caratterizza l’ultima puntata è dunque perfettamente coerente e ben contestualizzata.

Ci sono ampi spazi per degli spin-off

Come detto precedentemente, è la storia di Lucifer ad essere chiusa. Questo vuol dire che, sebbene ovviamente secondari, diversi personaggi potrebbero avere ancora molto da dire. Eva e Mazikeen in prima fila. Questi due personaggi, di cui la prima viene presentata proprio in questa stagione, devono ancora trovare la loro strada dopo essersi emancipate entrambe da Lucifer. Eva, nonostante non venga introdotta nelle prime puntate, si dimostra un personaggio scritto veramente bene e con un sacco di potenziale per la serie futura. L’attrice è incredibilmente brava, lo si nota in più occasioni, e riesce a far innamorare del personaggio e delle sue idee. Non penso sia abbastanza per creare una serie longeva ma un’altra decina di puntate potrebbero essere l’ideale. Chloe, Linda e Amenadiel potrebbero essere degli ottimi comprimari, anche se tutti e tre hanno esaurito il loro percorso come personaggi.

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