Il 5 aprile è stata rilasciata su Netflix la seconda parte della prima stagione de Le terrificanti avventura di Sabrina. La serie è già stata rinnovata per una seconda stagione. Visto il plauso della critica e una buona ricezione da parte del pubblico, era più che naturale che ciò avvenisse. Tuttavia mi trovo a dover dissentire con il grande pubblico, poiché trovo che questa serie sia uno spreco di attori talentuosi.

La trama della seconda parte di Sabrina spiega finalmente la prima

La società delle streghe e degli stregoni ci viene presentata come rigidamente costruita, con tradizioni millenarie a sorreggerla. L’arrivo di un adolescente, evidentemente l’unica con un briciolo di spirito, basta a sconvolgere un mondo vecchio quanto l’essere umano. Mi sono sempre chiesto perché, con tutte le sue interferenze, il suo infrangere le regole e il suo disprezzare il mondo occulto, Sabrina non fosse mai stata punita. La seconda parte della prima stagione spiega, finalmente, perché grandi trasgressioni della legge magica siano state perdonate.

I Villain della serie rimangono poco realistici

Padre Blackwood

Considero Richard Coyle un attore talentuoso, con un curriculum di tutto rispetto alle spalle, e unico punto positivo del personaggio di Faustus Blackwood. Il principale antagonista della serie, che in questa seconda metà di stagione raggiunge livelli tragicomici, non ha una punta di spessore in queste nuove puntate. Si tratta semplicemente di un villain, nello specifico un sessista cattivo. In una società dove i ruoli tendono ad essere già abbastanza divisi, padre Blackwood è quello che vuole sottomettere le streghe agli stregoni (non si capisce bene perchè) arrivando a scrivere un Nuovo Testamento. Ci sarà un momento in cui, addirittura, si prospetterà una bella promozione per lui, in virtù di qualcosa che non conosciamo. Tuttavia il suo ruolo di antagonista si ferma alle pure chiacchiere, poiché tutte le volte che potrebbe fare qualcosa contro Sabrina, puntualmente desiste.

Satana

Non parliamo neanche del ruolo di Satana, che in questa seconda parte ha un ruolo molto più attivo. Nonostante possieda l’anima della mezza strega, i suoi intenti rimangono macchiettistici. Vuole ovviamente liberarsi, scatenare l’apocalisse e regnare su quello che resta del piano mortale e infernale. Dopo numerose puntate a spiegarci come lui sia il supremo ingannatore, come nulla gli sfugga e tutto stia proseguendo perfettamente secondo i suoi piani, Satana perde tutta la sua arguzia nel finale.

Il tema del Femminismo inserito per un solo personaggio

Il tema del Femminismo, le sue battaglie e la sua storia mi sono molto cari. Apprezzo quando si fanno richiami, più o meno espliciti, a tali argomenti. In questa serie tutto ciò non avviene, a fronte di una noiosissima battaglia dei sessi che vede come UNICI combattenti Sabrina e Padre Blackwood. È una lotta senza senso, poiché il problema non è il sessismo nella società magica ma il ruolo di villain di Faustus. In tantissime occasioni vediamo Sabrina venir supportata da personalità della società magica sia più in alto sia inferiori di grado a Padre Blackwood, segno evidente che il problema non sia la mentalità di un gruppo ma di un singolo. Il problema di questo approccio è che le discussioni sembrano ridicole e forzate e puntano tutto alla dicotomia tra il padre di Sabrina, visto come un capo progressista, potente e lungimirante, e Faustus, visto come arretrato, sessista e senza meriti.

Molto meglio gestita è la dinamica Susie-Theo, presentata sì come un processo difficile, che ha bisogno di supporto e riconoscimento, ma in maniera molto più naturale rispetto ai “problemi” della società magica. Unica nota dolente di questa sottotrama è il fatto che Theo prenda coraggio da una bugia, ma immagino che per queste persone sia già abbastanza difficile senza stare a far troppo la morale.

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