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La musica di Erich Zann e altri racconti” è l’ultima pubblicazione delle Edizioni NPE per la collana Horror da lei prodotta. Per quest’ultimo fumetto, come sempre cartonato e totalmente a colori, la casa editrice ha nuovamente “disturbato” il solitario di Providence Howard Philip Lovecraft.

Due parole sull’opera “La musica di Erich Zann e altri racconti”

Come la NPE ci ha abituato nel corso delle sue pubblicazioni precedenti, anche questo volume presenta le classiche impeccabili qualità per quanto riguarda la scelta della carta e la ricchezza dei colori. Le centosei pagine, che compongono il volume, sono tenute assieme da una robusta brossura cucita tipica dei volumi editoriali della casa editrice.

La prefazione di Giovanni Masi oltre a presentarci l’opera, spende due parole per disegnare nella nostra mente un’attenta analisi di Lovecraft facendo un excursus su come le sue opere abbiano ispirato i più disparati artisti. In campo musicale con pezzi quale “The Call of Ktulu” dei Metallica, o album interi come quello dei nostrani Ingranaggi della Valle con la loro opera “Warm Spaced Blue”, ma anche le opere cinematografiche di Gullielmo del Toro. L’orrore che permea le storie ha altresì ispirato giochi di ruolo e da tavolo rendendo immortale quest’artista.

Le storie che compongono l’opera “La Musica di Erich Zann e altri racconti”

La musica di Erich Zann di Andrew Brosnac
Una vecchia rappresentazione dell’opera a cura di Andrew Brosnac

Il volume è costituito da tre storie curate da D.D. Bastian e da Sergio Vanello. La prima e l’ultima di queste storie sono tratte dalle opere giovanili di HPL e sono rispettivamente “La musica di Erich Zann” e “Un’illustrazione e una vecchia casa”, mentre la storia mediana è un’opera originale di Sergio Vanello dal titolo “Samsara”.

Le due storie di HPL sono ben note, ma un ripasso non fa male a nessuno. “La musica di Erich Zann” parla di un violinista che è costretto a suonare per tutta la notte e la cui musica è talmente maestosa (?), oscura (?) da attirare le attenzioni di Azatoth in “persona” e al contempo bloccarlo.

La seconda, invece, si svolge nelle campagne del New England dove lo sperduto protagonista, colto da una tempesta, si rifugia in una casa abitata da un losco contadino che possiede alcuni particolari gusti di carattere letterario.

Il terzo racconto, “Samsara”, è stato un’interessante scoperta. L’autore narra la discesa nella follia del suo io in terza persona, con rimandi agli insegnamenti del monaco buddista Hakuin, alla cultura cinematografica del secolo scorso, raffigurando la scena finale de “Il Settimo Sigillo” di Ingram Bergman in una vignetta, e agli haiku del poeta giapponese, del periodo Edo, Matsu Basho.

Conclusioni

Questo volume, che potete trovare su Amazon a questo link, come tutti gli altri usciti in precedenza nella collana Horror, sono prodotti ragionati e con un’attenzione al dettaglio molto alta. La scelta dei racconti che compongono la raccolta, in ogni nuova pubblicazione, dona qualcosa di nuovo al lettore. Nei vecchi prodotti i racconti esaminati erano singoli, qui ne troviamo addirittura tre, di cui uno inedito di un autore italiano. Forse la scelta del racconto “Un’illustrazione e una vecchia casa” può sembrare una scelta azzardata ma i colori, i disegni e la sensazione di immanenza nei confronti di qualcosa di orribile si percepisce in ogni vignetta.

Sinceramente speriamo che la collana prosegua e che la NPE possa donarci altro materiale per rendere più paurose le nostre notti e i nostri giorni.

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