Quando si indica una donna che ricopre il ruolo di dungeon master, sarà la master, il master o la mistress? Una breve analisi linguistica per confrontare la norma e l’uso italiano e inglese, così da avere finalmente una risposta.

Visto che di linguistica si parla sempre e tutti dicono letteralmente di tutto, spesso senza molta cognizione di causa, parliamo della resa al femminile, in contesto italiano, di dungeon/game master.

Si dirà “la master”, “il master” o “la mistress”?

Scopriamolo e, come sempre quando si parla di linguistica, non aspettatevi risposte semplici.

Norma linguistica VS uso linguistico: una piccola premessa

Prima di avviarci in questa piccola avventura, è fondamentale operare una distinzione fra la norma linguistica e l’uso linguistico, poiché si tende spesso a confondere questi due piani di analisi.

La norma linguistica è, sostanzialmente, la serie di regole e fenomeni giudicati corretti dalle grammatiche e dunque coincide con tutto ciò che si trova nella varietà di lingua chiamata italiano standard.

L’italiano standard non è la sola varietà linguistica esistente, ma convive nell’uso con molte altre varietà. Alcune di queste varietà sono considerate sub-standard, poiché collocate più in basso dello standard nel diasistema dell’italiano, ossia lo schema che descrive e traccia la “geografia” della nostra lingua. Potete farvi un’idea del diasistema della lingua italiana nel libro Sociolinguistica dell’italiano contemporaneo di Dio Gaetano Berruto.

Conseguentemente, l’uso linguistico dell’italiano è il modo in cui la lingua viene effettivamente usata, a prescindere dalle regole della norma. L’uso linguistico può influenzare, col tempo, la norma linguistica, rendendo obsoleti determinati fenomeni (come l’uso di codesto, per fare un esempio) e introducendo nella norma fenomeni che precedentemente erano propri solo di varietà substandard.

Questo fenomeno è detto ristandardizzazione della lingua ed è attualmente in atto fin dal secondo dopoguerra, ossia da quando l’italiano è stato davvero parlato da sessanta milioni di persone. Quando una lingua viene utilizzata davvero per la quotidianità da una grande massa di individui, infatti, e soprattutto non viene solo scritta, ma anche parlata, è normale che subisca dei cambiamenti e delle semplificazioni. Dalla ristandardizzazione si è formato l’attuale neo-standard, che sta modificando poco a poco le grammatiche.

L’acquisizione dall’inglese del termine dungeon/game master si inserisce in questa ottica di perenne cambiamento della lingua e va inquadrata sia in relazione all’uso linguistico, sia in relazione alla norma.

Qual è davvero il ruolo del master? (fonte)
Qual è davvero il ruolo del master? (fonte)

Master o mistress? Usi inglesi

Prima di analizzare l’uso italiano, è utile dare un’occhiata a come i giocatori e le giocatrici di ruolo anglofoni/e utilizzino master e mistress in relazione al gioco di ruolo.

Infatti, una delle maggiori argomentazioni a favore dell’uso di mistress è dovuta proprio al fatto che si ritenga questa parola la corretta alternativa femminile inglese a master, nel senso di dungeon/game master.

Vediamo un po’ se sia vero.

Una panoramica dei significati di master e mistress

Sebbene mistress sia spesso considerato un termine relativamente desueto in inglese nel senso di “padrona [di persone, di una casa o attività]” e “amante di un uomo sposato”, è ancora in uso nel senso di “padrona [di un animale]” e di “persona particolarmente brava in una certa attività”.

Nel mondo del BDSM, invece, mistress è molto utilizzato per indicare la donna in controllo della situazione, come abbiamo visto anche col fumetto Sunstone. Ad ogni modo, è evidente che mistress ha una forte connotazione di genere femminile e non è utilizzato in riferimento a persone che non siano donne.

Master, invece, ha un ventaglio di accezioni più ampio. Infatti, può riferirsi sia (in accezione storica) al padrone di qualcuno o qualcosa, sia (correntemente) all’uomo in comando di un’organizzazione o di un gruppo, sia l’esperto di una disciplina, sia la persona in possesso di una laurea magistrale.

In molte delle sue accezioni, quindi, master ha una sentita connotazione di genere maschile, compresa quella propria del mondo BDSM. Tuttavia, nel senso di “esperto” e di “laureato magistrale”, master è utilizzato in maniera neutra e viene correntemente applicato anche alle donne.

È poi interessante notare come mistress sia stato storicamente usato come femminile di master. Secondo un articolo scientifico di Amy Erickson (2014) su History Workshop Journal, riepilogato in questo articolo divulgativo, mistress sarebbe alla base dei moderni Mrs, Miss e Ms, sebbene inizialmente fosse stato abbreviato solo in Mrs come equivalente di Mr.

Quando si parla di mistress, è a questo che di solito si pensa! (fonte)
Quando si parla di mistress, è a questo che di solito si pensa! (fonte)

Norma: in inglese mistress è accettabile ma, forse, non obbligatorio

Tuttavia, nel senso di dungeon master o di game master, questo termine non ha l’accezione di “padrone del dungeon/gioco”, bensì “esperto del dungeon/gioco”. Di conseguenza, master in questo caso potrebbe essere usato senza una valenza di genere e applicato anche alle donne. Certo, volendo si potrebbe utilizzare anche mistress con la stessa valenza, ma non sarebbe obbligatorio.

Però bisogna anche dire che il ruolo del dungeon/game master è spesso anche gestionale e dunque, soprattutto se riferito al dungeon, potrebbe anche veicolare un senso di autorità e di responsabilità. In tal senso, master è specificamente maschile e il corrispettivo femminile dovrebbe essere mistress, da usare obbligatoriamente nei confronti di una donna.

In tal senso, secondo Oxford Dictionaries il gamemaster avrebbe un significato più vicino a quello gestionale:

A person who organizes and oversees a role-playing game, in particular by narrating the details of the story that are not controlled by the players.

Similmente ne parlano anche alcuni articoli accademici, come The Game Master (2005) di Tychsen, A. et al. in Proceedings of thesecond australasian conference on interactive entertainment (pp. 215–222), Sydney, Australia.

Tuttavia, il ruolo di facilitatore e di organizzatore del gioco presuppone la conoscenza del regolamento, cosa che rende l’effettiva semantica di game master piuttosto opaca. Nemmeno troppo sorprendentemente, comunque: l’effettivo ruolo del master nei giochi di ruolo è stato al centro di molte discussioni, nel corso degli anni.

Insomma, basandosi sulla semantica di dungeon/game master è complesso dire se mistress debba essere, secondo la norma linguistica, utilizzato obbligatoriamente nei confronti di una donna. Di certo, mistress è una scelta accettabile e non erronea.

Deborah Ann Woll è sempre "the Dungeon Master", ad esempio
Deborah Ann Woll è sempre “the Dungeon Master”, ad esempio

Uso: mistress è poco usato e gli anglofoni preferiscono master anche per le donne

A questo punto, quindi, bisognerebbe andare a vedere come game/dungeon master/mistress siano effettivamente utilizzati nello scritto (più semplice da analizzare rispetto al parlato, in questo caso).

Precisiamo però che in questo momento non è possibile dare statistiche precise sull’uso effettivo di dungeon/game master e dungeon/game mistress. Infatti, per avere i numeri sulla frequenza di questi termini servirebbe un corpus apposito, o bisognerebbe fare una ricerca con la strategia del “web as corpus”. Tuttavia, quest’ultima strategia ci darebbe dei dati falsati, poiché troveremmo principalmente gli usi di dungeon master/mistress in relazione al mondo BDSM. Quindi, al momento ci si baserà su alcuni campioni molto piccoli, che però credo siano comunque piuttosto significativi sulla diffusione di master e mistress nel mondo inglese dei giochi di ruolo.

Le donne sono quasi sempre “the Dungeon Master”

Ad esempio, nelle notizie che riportano la campagna Relics & Rarities di Deborah Ann Woll, quest’ultima non è mai chiamata dungeon mistress.

L’annuncio ufficiale dello show definisce Woll prima “Dungeon Master and storyteller”, poi “female Dungeon Master”, mentre nei commenti all’articolo è chiamata “GM”, “storyteller”. Sono molti gli articoli (questo, questo, questo, questo, questo, questo, questo) che definiscono poi Woll semplicemente “Dungeon Master”, “DM” e il suo lavoro “Dungeon Mastering” (qui). Anche in alcuni forum in cui si è discussa la passione della Woll per D&D non la si è chiamata mistress, ma si è usato “DM”.

Anche in relazione ad altre master donne, le utenti tendono ad utilizzare il termine game master o dungeon master. Nel suo articolo, Kristine Hassler si definisce generalmente “GM” (e definisce “GM” anche il proprio ragazzo), usando “female GM” solo per specificare di non essersi sentita giudicata per il fatto di essere donna. Similmente, anche l’autrice di questo blog, raccontando la propria esperienza come master ha usato principalmente i termini “Dungeon Master” e “DM”. “GM” si è rivelato un termine ombrello anche nell’articolo di Katrina Ostrander, che non si è mai definita game mistress, ma solo game master.

In una discussione su Reddit riguardo alle sfide delle master donne, l’utente iniziale usa il termine “female Dungeon Master” per sottolineare l’appartenenza di genere. Successivamente, le altre donne coinvolte nella discussione si sono sempre definite “DM” o “GM” quando volevano parlare del proprio ruolo in maniera neutrale, o “female DM” per specificare il proprio genere. Similmente, anche master uomini, quando volevano specificare il proprio genere, si definivano “male DM”.

Gli usi di Dungeon/Game Mistress: si sottolinea che il master è una donna

Ciò non significa che mistress non sia utilizzato. Tuttavia, pare che il suo uso non sia neutro, ma posto in contesti in cui si vuole sottolineare che la master sia una donna, nonostante le precedenti aspettative o abitudini.

Ad esempio, in questo articolo di The Mary Sue, noto sito di informazione geek e femminista, si usa “Dungeon Mistress” in contrasto con “Dungeon Master”, proprio per sottolineare una master donna. Tuttavia, anche in questo caso si tratta di un uso isolato, fatto per attirare l’attenzione, e all’interno dell’articolo si usa “Dungeon Master” nei confronti di una donna.

Pure nella Wiki di Dexter’s Laboratory si usa il termine “Dungeon Mistress” nei confronti di un personaggio femminile, sebbene lo si usi in un contesto di specificazione: “Dee Dee manages to become Game Master (or rather, Game Mistress)“. Sempre in termini di contrasto, dungeon mistress viene utilizzato in relazione a Lysa Chen, una delle organizzatrici di Dungeons & Dragons Adventurers League. In questo caso, leggiamo che “Lysa also is proud to be the first female dungeon mistress at her friendly local game shop“.

È poi interessante questo annuncio su Roll20, dove si propone una campagna a Waterdeep: Dragon Heist (di cui abbiamo parlato qui!), sottolineando che è gestita da una “DUNGEON MISTRESS”, scelta fra una serie di “lovely Dungeon Mistresses” o “lovely lady DMs”. Questa attenzione pubblicitaria e martellante al genere delle master mostra come questo fattore non sia considerato in maniera neutrale, ma voglia essere presentato come un pregio allettante della campagna proposta (a pagamento). Tuttavia, l’annuncio sottolinea poi che “Lovely as they are, they will gladly TPK you as easily as any other DM“.

In un altro caso ancora, dungeon mistress è stato utilizzato per riferirsi ad un annuncio intitolato “FEMALE DUNGEON MASTER WANTED” per un addio al celibato. In questa occasione, una donna esperta di giochi di ruolo avrebbe dovuto fare da master al futuro sposo e ai suoi amici in topless, sottolineando però che nessuno avrebbe richiesto servigi di tipo sessuale. L’autore del post (non dell’annuncio) inizialmente si è mostrato incerto sul titolo da dare alla master, scrivendo “he wanted a young woman to administer (serve as Dungeon Master (Mistress?)) the session“, poi è passato direttamente a “He also wanted the lady (Dungeon Mistress) to play out the night topless“.

Insomma, in tutte queste occasioni dungeon mistress è stato utilizzato non come termine neutro, ma in un contesto in cui si vuole sottolineare il genere della master. In alcuni casi, questo focus è contrastivo e fatto per sottolineare come ci siano anche master donne nonostante gli stereotipi o l’abitudine, in altri casi il focus è fatto per rendere allettante la prospettiva di giocare di ruolo con una master.

Il solo esempio neutro è quello del soprannome di una delle organizzatrici del WagonCon 2019, la quale si fa chiamare “The Dungeon Mistress”.

Chiara di Morgengabe è un noto esempio italiano di master donna (fonte)
Chiara di Morgengabe è un noto esempio italiano di master donna (fonte)

Ma quindi noi italiani che dobbiamo dire?

Ora che abbiamo chiarito l’uso di master e mistress nell’inglese (ossia: mistress si può usare, ma generalmente non si usa, se non per sottolineare il genere della master), veniamo alla parte che più ci interessa: l’italiano.

Partiamo da un’altra premessa: i prestiti da altre lingue in italiano sono invariabili. Ciò significa che non devono subire modifiche né a seconda del loro genere, né a seconda del fatto che siano usati al singolare o al plurale.

Referenti non sessuati: car, spoiler, emoticon e altri

Teniamo poi conto del fatto che il lessico inglese non prevede l’assegnazione delle parole alla categoria del genere: sedia in italiano è femminile, ma chair in inglese non ha genere. Tendenzialmente, quindi, quando trasportiamo in italiano parole inglesi dobbiamo assegnare loro un genere, senza però modificare la parola inglese, ma accostando loro gli articoli e gli aggettivi nella forma giusta. Tuttavia, se le parole inglesi non hanno genere, che genere dobbiamo assegnare loro?

Generalmente, come sottolinea l’Accademia della Crusca, il genere dei prestiti (non solo inglesi) viene assegnato seguendo due modalità. Nel primo caso, si assegna il genere per analogia ad un corrispettivo italiano che sentiamo come traduzione: la citycar è femminile come automobile, il bug è maschile come errore. In altri casi, più nebulosi, il genere assegnato è automaticamente quello maschile, poiché percepito come meno marcato rispetto al femminile: lo spoiler è maschile nonostante anticipazione sia femminile. In altri casi ancora, il genere è ancora ballerino: abbiamo sia “gli emoticon”, sia “le emoticon”.

Referenti sessuati: leader, fan, master e mistress

Tuttavia, i referenti sessuati (horse e mare, sister e brother, cow e bull, master e mistress) in inglese possiedono un genere, sebbene questo genere non sia espresso nella forma morfologica della parola, a differenza dell’italiano. Questo significa che se infermiere e infermiera appartengono allo stesso lessema, ossia alla stessa unità lessicale di base alla quale viene solo cambiato il morfema finale, master e mistress appartengono a due lessemi diversi.

In questo caso, così come nel caso di anglicismi che si riferiscono a persone (come leader), il genere assegnato in italiano corrisponde a quello della persona di riferimento. Quindi Angela Merkel è una leader, laddove Sergio Mattarella è un leader; la Cercatrice G è una fan, il Cercatore Y è un fan; Francesca è una boy scout, Andrea è un boy scout; mia sorella è la sister, mio fratello è il brother.

Per maggiori informazioni su tutta la questione dell’assegnazione del genere in italiano ai forestierismi, si veda il saggio di Dio Anna Thornton, L’assegnazione del genere in italiano (2003), visibile qui.

LA master, please!
LA master, please!

Norma: noi dobbiamo dire “la master”

Ora, se ricordate, master e mistress sono due parole diverse, appartenenti a due lessemi differenti. Non sono la stessa parola, alla quale sono stati assegnati generi differenti, come leader o storyteller.

Noi, quando abbiamo importato il gioco di ruolo dai paesi anglofoni, abbiamo importato anche le parole master, dungeon master o game master. Non abbiamo mai importato mistress, dungeon mistress o game mistress, anche perché pare non sia nemmeno utilizzato molto in ambito anglofono.

Si può pensare che, essendo l’alternativa femminile di master, mistress faccia per certi versi parte del pacchetto, e che noi parlanti l’abbiamo presa in prestito insieme a master. Ma non è così: mistress è una parola che, nel contesto dei giochi di ruolo, non abbiamo mai preso in prestito dall’inglese.

Di conseguenza, nel nostro lessico italiano relativo ai giochi di ruolo esiste solo il termine master. Termine che, se lo vogliamo declinare al femminile, dovrà rimanere invariato nella sua forma.

Ciò significa che noi italiani, da regole, dovremmo dire “la master” per indicare una master donna, così come diremmo “la leader” e “la player”.

In tal senso, “la mistress” sarebbe un ipercorrettismo erroneo, come nel caso dell’aggiunta della “s” nei plurali delle parole inglesi, usate in un contesto italiano: anche qui, sono “i fan”, non “i fans”. Applicare correttamente le regole inglesi non significa aderire alle regole italiane, che ancora nella nostra lingua dovrebbero avere la priorità.

Uso: fate un po’ quel che vi pare

Ora, come si era detto nel primo paragrafo, norma e uso sono due cose diverse e l’uso può influenzare la norma.

Se al momento pare proprio che il prestito preso dal mondo anglofono dei giochi di ruolo sia master, questo non significa che in futuro non useremo attivamente anche mistress. Tuttavia, visto che questo termine pare sia usato poco anche in ambito anglofono, personalmente trovo difficile che attecchisca davvero in Italia.

Inoltre, bisogna tener conto del fatto che mistress, nel nostro Paese, è principalmente associato alle pratiche BDSM: notare questo articolo de L’Espresso e la definizione di dominatrice su Wikipedia. Dunque, mistress porta tutta una serie di significati sessuali che non tutte le master apprezzerebbero.

Ad ogni modo, questo non significa che ognuno di noi non sia libero di usare “il master” o “la mistress”: alla fine, nell’uso possiamo esprimerci come preferiamo. Bisogna solo tener conto del fatto che la nostra libertà di espressione non obbliga gli altri a non giudicarci: in alcuni ambienti, usare “la mistress” può provocare sguardi torvi. In tal senso, nel rivolgersi ad una master potrebbe essere saggio prima chiederle come voglia essere chiamata.

Di sicuro, ogni master può definirsi come meglio crede.

Ma vediamo un po’ com’è la situazione dell’uso in Italia.

Queste precisazioni servono perché i giochi di ruolo stanno ampliando molto il loro pubblico (fonte)
Queste precisazioni servono perché i giochi di ruolo stanno ampliando molto il loro pubblico (fonte)

Mistress: poco frequente e di uso dubbio (o ironico)

Nel mondo del gioco di ruolo italiano, dungeon/game mistress è un termine praticamente inesistente negli articoli dedicati a queste tematiche, i quali preferiscono altre soluzioni, come vedremo.

Il solo articolo in cui si parla di game mistress è questo, dedicato all’analisi di Kagematsu, un gioco di ruolo in cui la master è sempre una donna che interpreta un ronin e gli altri giocatori vestono i panni delle donne del villaggio. In tal senso, game mistress è usato solo una volta, e sempre in chiave contrastiva, come avevamo già visto per gli usi inglesi. Nel resto dell’articolo, il ruolo del game master è espresso al maschile.

Il resto degli usi di mistress che si sono trovati provengono dai gruppi Facebook di alcune grosse comunità italiane di giochi di ruolo. In questi gruppi, tendenzialmente mistress, game mistress e dungeon mistress sono raramente usati da donne per descrivere se stesse.

Molto più frequente, invece, è vederli usati in domande (anche poste da donne), in cui ci si chiede se si debba chiamare la propria master dungeon mistress.

[…] moglie e co-master (mistress?)

[…] e una master donna? È una mistress?!? XD

[…] sono un’ottima Master (o si dice mistressnel mio caso..boh..mai capito)

Similmente frequenti sono anche i post semi-ironici in cui degli utenti (sempre uomini) chiedono se il master donna sia la dungeon mistress, o invitano le donne a reclamare per sé questo termine:

É tempo che le giocatici rivendichino una corretta uso nei termini di gioco : come ai personaggi femminili ci si riferisce con guerriera/maga/chierica ecc. se la campagna viene arbitrata da una ragazza questa è una dungeon MISTRESS e non master.

[Segue citazione da Wikipedia sul significato di mistress]

In generale, pare che anche in Italia l’uso di mistress non sia né frequente, né privo di doppi sensi, né utilizzato senza una pesante dose di dubbio.

“La master” o “il master”: oscillazioni fra ruolo e referente

Come poi capita per molte cariche istituzionali, anche quando si utilizza correttamente il prestito inglese ci sono delle oscillazioni nella sua resa quando coinvolge delle donne.

La regola vorrebbe che ci si comportasse come con altri anglicismi riferiti a persone, come il già visto leader, e si accostino alla parola master articoli e aggettivi al femminile. Quindi dovremmo avere “la brava master”, “la master si è dimenticata” e “Deborah Ann Woll sarà la dungeon master”.

Tuttavia, non sempre è così, perché spesso si tende a mantenere dungeon/game master al maschile. Ciò avviene poiché, come capita anche a molti nomi di professione, le donne si riconoscono “piuttosto in una funzione o una condizione in quanto tale, a prescindere dal sesso di chi la esercita”, come dice Dio Luca Serianni in questo articolo. È lo stesso motivo per cui si sente dire più spesso, riferito ad una donna, “il capo dipartimento” invece di “la capo dipartimento” (entrambi ugualmente accettabili, comunque), come si fa notare in questa voce dell’Enciclopedia dell’italiano.

Però, come si ribadisce anche in questo e in questo articolo dell’Accademia della Crusca, declinare al femminile (ovviamente seguendo le giuste regole di formazione delle parole) i nomi delle professioni è non solo corretto, ma anche auspicabile, poiché si renderebbe la lingua più trasparente. Quindi sarebbe auspicabile anche declinare al femminile il prestito inglese master, chiamando le donne che fanno da narratrici di un gioco di ruolo “le game master”, “le dungeon master” o “le master”.

Ma, come si è ribadito anche prima, le dungeon master dovrebbero essere libere di chiamare se stesse come vogliono, quindi se preferiscono essere “il master” (o “la mistress”) non ci dovremmo fare problemi.

Uso effettivo di “la master” e “il master”

Sempre prendendo come riferimento gli articoli dedicati a Relics and Rarities di Deborah Ann Woll, vediamo che terminologia viene usata nei suoi confronti.

Ora, come c’era da aspettarsi, dato il tenore delle notizie inglesi alle quali i siti italiani si sono rifatti, Woll non è mai chiamata mistress nemmeno in italiano. Tuttavia, gli articolisti nostrani hanno oscillato un po’ tra “il master” e “la master”.

Su nove articoli consultati, due (questo e questo) non nominano il ruolo del master, quindi sono esclusi dai giochi. Dei rimanenti sette, quattro articoli (questo, questo, questo e questo) definiscono Woll “il Dungeon Master”, uno dei quali addirittura la chiama persino “narratore”. Gli ultimi tre articoli (questo, questo e questo), invece, definiscono Woll come “la Dungeon Master”.

Nonostante anche gli articolisti siano liberi di fare come vogliono, il fatto che l’italiano giornalistico dovrebbe coincidere con l’italiano standard o neo-standard dovrebbe spingere chi scrive questi articoli ad attenersi alle norme linguistiche. Quindi, tendenzialmente chi scrive articoli, per essere corretto, dovrebbe usare “la master”.

Sì, dovreste chiamarla "la dungeon master", se vogliamo essere corretti
Sì, dovreste chiamarla “la dungeon master”, se vogliamo essere corretti

Riepiloghiamo: “la master” è la forma più corretta. Non usate le regole inglesi per giustificare il modo in cui scrivete in italiano

Come scriventi, voi siete completamente liberi di scrivere come volete e dunque potete scegliere di usare “la master”, “il master” o “la mistress”.

Tuttavia, se usate “il master” o “la mistress” lo state facendo perché seguite un vostro (legittimo!) gusto personale, non perché volete essere in qualche modo più corretti.

Se usate “la mistress” perché “è così che si dice in inglese”, sbagliate: in inglese la norma è poco chiara e l’uso attesta poco dungeon/game mistress. Inoltre, per quel che riguarda l’uso italiano, la norma inglese non ci interessa: noi italiani, quando scriviamo in italiano, aderiamo alla norma della nostra lingua. Questo non ci rende ignoranti in inglese, ma ci rende solo consapevoli di come funziona l’italiano.

Se usate “il master” perché volete soffermarvi più sul ruolo che ricoprite, che sul vostro genere, va bene, ma tenete conto del fatto che l’articolo al femminile davanti non compromette in alcun modo la serietà del vostro ruolo.

Tendenzialmente, “la master” è la scelta più corretta, poiché usa la vera parola inglese che abbiamo preso in prestito e le applica tutti i modificatori di genere appropriati, lasciandone la forma invariata.

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