Parliamo della nuova traduzione de La Compagnia dell’Anello a cura di Ottavio Fatica: quando uscirà e quali cambiamenti ci dobbiamo aspettare?

Dopo molta fatica e molte, troppe polemiche, è stata annunciata ufficialmente l’uscita de La compagnia dell’anello, tradotta da Ottavio Fatica. Successivamente, poi, verranno pubblicati anche Le due torri e Il ritorno del re, sempre con la traduzione di Fatica.

Un breve riassunto delle polemiche precedenti

Che dopo oltre sessant’anni sia lecito, giusto e assolutamente normale che un’opera della rilevanza culturale de Il signore degli anelli venga ri-tradotto non è piaciuto a molta gente. Innanzitutto, non è piaciuto a Vittoria Alliata, la precedente traduttrice dell’opera. Alliata ha addirittura querelato Fatica dopo che questi aveva fatto notare, forse in maniera un po’ iperbolica, molti errori commessi dalla precedente traduttrice. Errori o, comunque delle scelte che oggigiorno non sarebbero più accettabili per gli standard della traduzione.

Ma le polemiche su Tolkien e su come la gente lo legge, lo interpreta o lo trasporta in altri media sono una costante nella storia de Il signore degli anelli. Abbiamo visto la gente scannarsi sulle critiche mosse da Tolkien ai nazisti, fake news piovere su due parole dette da George R. R. Martin. Similmente, abbiamo visto le vicissitudini del film di animazione de Il signore degli Anelli e molte polemiche anche sul biopic Tolkien. Per fortuna, i giochi di ruolo di nuova uscita sul Legendarium tolkieniano, come Bosco Atro, sono relativamente al sicuro!

Un appello ai lettori e alle lettrici

Insomma, il Professore e le sue opere sono il campo di battaglia perfetto per fare flame. Oggi, però, speriamo che i nostri lettori e le nostre lettrici facciano un respiro profondo e si approccino alla notizia della nuova traduzione con mentalità aperta. Purtroppo, infatti, molti di coloro che amano Tolkien fanno fatica a distaccare i meriti delle sue opere dall’effetto nostalgia dell’edizione italiana che hanno letto da giovani. E lo dico includendo anche me stessa!

Tuttavia, i libri meritano nuove edizioni e nuove traduzioni, poiché un’opera, per rimanere viva e vegeta, deve essere posta in un contesto di dialogo continuo con i lettori. La nuova traduzione de La compagnia dell’anello di Ottavio Fatica, si spera, farà esattamente questo. Vediamo un po’ cosa si sa e cosa scrivono dalla redazione dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani (AIST). Infatti, la nuova traduzione ha potuto beneficiare della consulenza degli esperti tolkieniani dell’AIST.

In effetti la nuova traduzione de La compagnia dell'anello si sarebbe meritata una copertina migliore.
In effetti la nuova traduzione de La compagnia dell’anello si sarebbe meritata una copertina migliore.

Data di uscita e copertina della seconda traduzione de La compagnia dell’anello

Ormai è ufficiale: La compagnia dell’anello, nella sua nuova traduzione, uscirà il 30 ottobre. Le due torri e Il ritorno del re, invece, sono previsti rispettivamente per la primavera e l’autunno 2020.

Non sono mancate le critiche mosse alla nuova copertina, costituita da una foto satellitare di Marte. Critiche più che legittime, visto che l’immagine di copertina risulta, così, estremamente anonima, specialmente in confronto ad altre edizioni storiche de Il signore degli anelli, fra cui spicca quella illustrata da Alan Lee.

In un’epoca in cui molti libri fantasy non vanno al risparmio ed anzi mirano ad una resa estetica di alta qualità, una copertina del genere non è una gran scelta. Soprattutto se sarà in libreria accanto a, per esempio, Giuramento di Brandon Sanderson, edito in Italia da Mondadori in un volume ricchissimo.

L’opinione di AIST sulla copertina de La compagnia dell’anello

AIST scrive, in merito alla copertina:

Scelta bizzarra. Forse si è voluto suggerire un richiamo al paesaggio di Mordor… chissà. In effetti le descrizioni di Tolkien e soprattutto la resa cinematografica di Jackson richiamano un deserto roccioso. Oppure è perché quella superficie potrebbe sembrare vagamente anche corteccia o ferro arrugginito… Tant’è, a scuola qualcuno ci diceva sempre che non si giudica un libro dalla copertina. […]

Certi classici della narrativa sono “incopertinabili”, vale a dire che contengono troppa materia, troppe storie, troppi significati, per poterli sintetizzare in una sola immagine d’impatto, e forse il motivo della scelta di Bompiani potrebbe proprio essere quello di sganciare il libro da ogni associazione a un genere, sottolineando così la sua natura di “classico”.

Onestamente, non credo che un classico, per essere tale, debba essere accompagnato da una copertina brutta e anonima. Che i libri con un’estetica curata siano solo quelli di bassa qualità e super-commerciali è uno stigma che farà bene a morire presto.

Il Gaffiere al Drago Verde
Il Gaffiere al Drago Verde

Una nuova resa dei nomi propri ne La compagnia dell’anello

Da ciò che scrive la redazione dell’AIST, è evidente che un certo numero di nomi propri (di luoghi o persone) de La compagnia dell’anello cambierà, rispetto all’edizione della Alliata.

Fatica, infatti, seguirà più da vicino le indicazioni di traduzione date dallo stesso Tolkien. Pertanto, renderà in maniera diversa termini come “Decumano” (Farthing) e “Gaffiere” (Gaffer). Anche termini come “sovrintendente” (steward), “lupi mannari” (warg) o “assemblea nazionale” (Shire-muster) saranno cambiati per aderire di più al significato originale. Inoltre, non avremo più traslitterazioni fonetiche, come Tuc per Took.

Sicuramente, per chi è abituato da qualche decennio a pensare ad Hamfast Gamgee come al Gaffiere sarà difficile abituarsi ad una nuova resa. Tuttavia, come dicevo prima, l’effetto nostalgia non dovrebbe essere il metro con cui giudichiamo una nuova traduzione. Magari, nella nostra testa potremo sempre dire “il Gaffiere”, ma la diversità dalla resa storica non significa, di per sé, che la scelta di Fatica sarà sbagliata.

Galadriel ne La compagnia dell'anello, di Incantata
Galadriel ne La compagnia dell’anello, di Incantata

Uno stile più vicino a quello di Tolkien

Il cambiamento maggiore, però, pare che starà nello stile. Infatti, per chi ha letto sia la versione originale, sia quella della Alliata, sarà già noto che la precedente traduttrice ha avvicinato lo stile di Tolkien a quello di certa letteratura italiana ottocentesca, con periodi lunghi e uno stile generalmente elevato.

Tuttavia, Tolkien non scrive sempre con un registro elevato, ma tende ad utilizzarne uno medio, spostandosi poi verso l’alto o verso il basso a seconda della situazione e di chi sta pronunciando un certo dialogo. Il Gaffiere, infatti, dice che “Mr. Bilbo learned him [Sam] his letters“, non “Il padrone gli ha anche insegnato a leggere e a scrivere”. Già da questo passaggio, poi, possiamo vedere il tipico raddoppiamento della Alliata nel rendere una singola parola inglese.

Quindi sì, la nuova traduzione de La compagnia dell’anello sarà più ariosa e scorrevole, come scrivono dall’AIST. Quindi, si dice già che Fatica tradurrà il precedente passaggio con “Il signor Bilbo gli ha imparato a leggere e a scrivere”.

Uno stile più semplice (perché più vicino all’originale) non significa banalizzare l’opera

Quando in molti e molte dicono che hanno provato a leggere Il signore degli anelli, ma non sono riusciti a finirlo a causa dello stile troppo pesante, mi vien da pensare che forse la traduzione di Fatica potrebbe rendere l’opera di Tolkien più accessibile anche a questi lettori occasionali. Ciò non significa, ovviamente, che il testo venga banalizzato o semplificato. Dopo tutto, se lo stile di Tolkien è de facto più accessibile di quello della Alliata, non si può parlare di instupidimento dell’opera.

Infatti, quando poi si sale verso un registro aulico, anche Fatica si è adeguato alle scelte lessicali di Tolkien. Pertanto, certe canzoni sono rese con uno stile arcaico, con Fatica molto attento alla metrica e alla sonorità del testo. Pare, dunque, che verrà reso in modo differente anche il famoso “All that is gold does not glitter…“, che la Alliata ha tradotto con “Non tutto quel ch’è oro brilla”.

La copertina dell'edizione originale de La compagnia dell'anello
La copertina dell’edizione originale de La compagnia dell’anello

Considerazioni finali sulla nuova traduzione de La compagnia dell’anello

Serve. È necessaria. È un notevole spunto di riflessione sull’opera, su cosa voglia dire tradurre Tolkien e sul nostro rapporto con Il signore degli anelli.

Se conterrà errori o scelte discutibili, sicuramente la traduzione de La compagnia dell’anello di Ottavio Fatica verrà criticata, giustamente. Ma l’importante è approcciarsi a questa nuova traduzione senza colpi di testa, senza un’ostilità di default dovuta all’effetto nostalgia.

Sicuramente, poi, non bisogna approcciarsi a questa traduzione adducendo argomentazioni quantomeno ridicole, quali “è un complotto della sinistra per inserire la teoria ggggender in Tolkien!”. Non credete che qualcuno lo abbia detto? Andatevi a leggere l’intervista ad Alliata in Guerra e querela alla traduzione di Tolkien.

Qui in redazione speriamo di avere il tempo di leggere La compagnia dell’anello di Fatica e, se si riesce, di confrontarla con l’originale inglese e con la traduzione di Alliata. Vi terremo aggiornati!

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