Kara no Kyōkai esce nell’ottobre dello stesso anno di pubblicazione di Notes. Nasu pubblicò sul proprio sito web una novella suddivisa in cinque capitoli intitolata “Kara no Kyōkai” (letteralmente “Il Confine del Vuoto”) sotto targa Type-Moon, illustrata da Takashi Takeuchi.

Conosciuta anche come Rakkyo e per la sua tagline, “The Garden of Sinners”, la serie di narrazioni è considerata parte di un universo alternativo alle serie di Tsukihime e di Fate/stay night, nonostante talvolta esse vi facciano riferimento, specialmente nel funzionamento di alcuni specifici concetti del Nasuverse.

Storia Editoriale

Pur essendo stata rilasciata nel 1998 come web novel, Kara no Kyōkai acquisì notorietà tra i fan solo successivamente, inizialmente in modo appena accennato con la sua inclusione parziale nel fandisk di Tsukihime PLUS-DISC nel 2001, che fece lievitare la fama e l’interesse nei suoi confronti a sufficienza da permetterne la distribuzione commerciale sotto Kōdansha in 2 volumi a partire dal 6 agosto 2004, vedendo le 5.000 edizioni limitate esaurirsi immediatamente dopo la loro uscita e, entro la fine dell’anno, piazzando la vendita di ben 500.000 copie ordinarie.

La popolarità di Kara no Kyōkai esplose completamente nel 2007 grazie all’inizio della pubblicazione di 7 film d’animazione che ne raccontassero le vicende ad opera dello studio Ufotable, conclusasi nel 2009 on un OAV d’epilogo nel 2011 ed una serie TV animata di 13 episodi nel 2013, seguita da un ultimo film.

Kara no Kyokai

Il prototipo dell’universo narrativo

Nonostante sia tecnicamente la seconda opera del Nasuverse in ordine cronologico, come accaduto con Notes. il grande pubblico è entrato in contatto con questa novella solo in seguito al successo raggiunto grazie ai due franchise principali di Type-Moon. Nonostante ciò, è evidente come essa rappresenti la versione prototipo dell’universo narrativo presentando al lettore elementi narrativi che faranno da costante in tutti i lavori successivi di Nasu: l’atmosfera cupa, l’alone di mistero, la trama basata su elementi sovrannaturali e l’ispirazione da varie filosofie, religioni e concetti psicologici, l’anima e la morte, senza paura di trattare temi maturi e disturbanti come lo stupro, l’assassinio, l’incesto ed il suicidio.

Trama

Gli eventi hanno luogo presso la città fittizia di Mifune, nel Kantō, tra il 1995 ed il 1999, e vedono come protagonista Shiki Ryōgi, una ragazza distaccata e poco socievole ed il suo amico Mikiya Kokutō, che le si avvicina intrigato dal mistero che la circonda.

La ragazza è infatti in possesso, come altri membri della sua famiglia, di una doppia personalità, una maschile ed una femminile che, insieme all’educazione impartitale, l’hanno portata a rifiutare gli esseri umani.

Shiki entra dunque in un forte stato di dissociazione quando, attraverso il suo incontro con Mikiya, scopre la felicità della loro relazione fino a quando, a causa di un incidente stradale, finirà in coma per due anni.

Al suo risveglio, incapace di collegare i suoi ricordi passati con la sua identità, Shiki scoprirà di aver ottenuto uno strano potere chiamato “Occhi Mistici della Percezione della Morte”, che la rendono in grado di percepire le fessure di mortalità, normalmente invisibili, che permeano ogni cosa, vivente e non.

In cerca di una ragione per vivere, Shiki si ricongiunge a Mikiya, ora impiegato presso l’agenzia investigativa “Il Santuario Vuoto” di proprietà della maga provetta Tokō Aozaki e decide di assistere ai casi sovrannaturali di cui il duo si occuperà.

Universi paralleli

Sebbene sia, secondo il canone ufficiale, collocata in un universo parallelo rispetto alle altre serie, Kara no Kyōkai cita per la prima volta alcuni elementi fondamentali per l’intero Nasuverse quali la Radice, la Forza Deterrente ed i primi concetti fondamentali sul funzionamento e la natura della magia, le Arti Magiche, le Vere Magie e le Origini, la presenza e natura di diverse creature magiche e sovrannaturali, premesse che rendono evidente la sua natura di prototipo o, meglio ancora, di prima introduzione al Nasuverse, soprattutto se si considerano anche la presenza  del potere magico di Shiki, un dono che condividerà con l’omonimo Shiki Thōno, il protagonista di Tsukihime e la presenza nella storia delle sorelle Aozaki, la cui minore è un personaggio fondamentale dell’universo narrativo.

Per questa ragione e per il fatto che il lasso di tempo percorso dalle vicende è privo di eventi in grado di portare problemi di continuity, i fan tendono ad inserire Kara no Kyōkai nel filone cronologico principale sia per semplicità di lettura e analisi sia per accessibilità per i neofiti.

Conclusioni

In retrospettiva Kara no Kyōkai, insieme al suo predecessore Notes., ha rappresentato un contributo decisivo alla formazione del Nasuverse ed alla definizione delle sue regole, definendone la struttura ed i toni già nelle prime fasi di pubblicazioni, tanto che si può consigliarne la visione o lettura come opera introduttiva al Nasuverse prima ancora di toccare Tsukihime o Fate/stay night, anche grazie alla sua natura “standalone” che permette a tutta la saga di sorreggersi senza fare riferimenti diretti o indiretti agli altri lavori Type-Moon, ma anzi facendone spesso da fonte referenziale laddove alcuni concetti non vengano spiegati pienamente perché ritenuti superflui ai fini della narrazione.

L’importanza di Kara no Kyōkai non toglie tuttavia il fatto che il primo vero sguardo su questo vasto universo da parte del grande pubblico arriverà due anni dopo la sua prima pubblicazione, quando il primo lavoro da sviluppatore di Nasu fa da esordio per la sua praticamente neonata Type-Moon iniziando a manifestare le prime avvisaglie di una struttura che diventerà poi uno standard consistente di tutti i franchise della software house.

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