Perché Joker – Re per una notte? Perché è così.

Questo articolo non vuole essere una recensione del film, ma solo un ragionamento sulla pellicola di Todd Phillips vincitrice del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Non mi sento di fare una recensione vera e propria perché, una sola visione del film, non può bastare per cogliere ogni singola sfumatura dell’opera.

Tuttavia mi sento di affermare che, nonostante il film non sia scevro da errori e non sia un capolavoro o un miracolo, questo lungometraggio su Joker deve essere visto. In particolare per la prova recitativa magistrale di Joaquin Phoenix.

Ma prima di parlare dell’attore vorrei spendere due parole sulle similitudini con il film “Re per una notte” diretto da Martin Scorsese.

Similitudini tra Joker e Re Per Una Notte

Appena uscito dal cinema e dopo essere rientrato a casa ho messo il dvd del film di Scorsese, perché qualcosa frullava nella testa. È superfluo affermare che Todd Phillips trova ispirazione molto di più in “Re Per Una Notte” che in qualsiasi altro, fumetto, film, cartone dedicato al personaggio di Joker. In questo mondo, ormai, le creazioni originali sono molto rare. Ogni cosa è un riarrangiare, un ispirarsi, un rendere omaggio a un film già visto o un libro già letto.

In questo film abbiamo un presentatore di uno show comico che è Jerry Lewis, che nel 1982, viene affiancato da un comico, non molto capace, interpretato da Robert de Niro. Come un cerchio che si chiude, Robert de Niro interpreta il presentatore di uno show televisivo molto seguito da Joaquin Phoenix.

Ma le similitudini non finiscono qui. La città, i vestiti, gli occhiali indossati da De Niro, il collaboratore del presentatore, tutti questi elementi, e molti altri che non voglio elencarvi, sono un palese richiamo al film del 1982.

Il messaggio sicuramente è diverso, i soggetti sono diversi, sono diverse le intenzioni e quello che spingono i protagonisti delle due pellicole. Ma non sono diversi i tempi del film.

Eppure si percepisce un sottile filo che li unisce. E questo filo è la follia.

Joker di Joaquin Phoenix

La maschera di Joker

Non vi nascondo che Joaquin Phoenix sia uno dei miei attori preferiti. L’ho adorato in “Her”, ho cantato con lui in “Walk The Line”, quando interpreta “Man in Black Johnny Cash, uno dei miei musicisti folk e country preferiti, e mi sono ritrovato senza parole di fronte all’interpretazione di questo Joker e non mi è dispiaciuto nemmeno nella parte di Commodo ne “Il Gladiatore”.

Ma sono anche un figlio degli anni ’80 del secolo scorso, ho avuto modo di vedere il Joker (o sarebbe meglio di il Jolly) di Jack Nicholson, ho visto Cesar Romero interpretare il personaggio nella serie televisiva e rimasi impressionato da Heath Ledger. Io non farò paragoni perché non possono, ma soprattutto non devono essere fatti. Ogni attore da qualcosa al personaggio e noi lo ricordiamo per questo. Ogni attore lasciato fuori da questa lista riguarda una scelta voluta.

Alcuni Joker del grande e piccolo schermo
Uno su Cinque non ce la faaaaa!

Ricorderò questo Joker per la follia, la disperazione, il dubbio e la drammaticità che ha instillato in me. Poche volte ho visto un attore piangere e ridere allo stesso tempo e la prova recitativa di Joaquin Phoenix è così forte e straziante da lacerarti dentro.

Conclusioni

Joker in una scena del film
Tutto Brucia… a no, quello era un altro film

Come dicevo all’inizio, il film non è perfetto, ti lascia interrogativi che possono farti storcere il naso, ti assale con la sua violenza brutale, ma mai gratuita e ti incanta con la sua colonna sonora azzeccata e, a tratti, dolcissima.

Joaquin Phoenix ci ha donato la sua follia in questo film e, non avendone assunta abbastanza, sono certo che ritornerò a vederlo, magari in lingua originale, per cogliere sfumature che possono perdersi in un doppiaggio molto ben riuscito.

Vi lascio con una frase che trovo molto appropriata per questo film e di cui ringrazio Matteo Cortini e Leonardo Moretti:

Scivolando nel baratro della follia, mi godo questi momenti in cui il sonno della ragione genera recessi di felicità

William Dusty – Sine Requie

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