Il vampiro ha sempre popolato l’immaginario collettivo dell’uomo, tanto da ritagliarsi uno spazio, oltre che nei libri e nei racconti, anche in film, giochi, serie televisive e molto altro.

Ma come nasce la figura del vampiro e come mai ha così tanta presa sui lettori e sugli spettatori?

Un po’ di storia

Fin dall’antichità il sangue è assurto a ruolo di sede della vita. Per questo suo valore “sacrale” molte religioni, come ad esempio quella azteca, sacrificavano il sangue in segno di pietà e affetto: il far sgorgare sangue, nella loro cultura, presiedeva al movimento del sole.

“…Il globo infuocato rosso sangue, così che la terra vivesse”

preghiera Azteca al Sole

Il sangue, in passato, era quindi visto come un media tra il divino e l’uomo. Culti quali quello di Cibele, i Dionisiaci o quelli Orfici, prevedevano il morso reciproco e l’abbandonarsi ad ogni sorta di comunione tra carne e sangue.

Il sangue diventa simbolo di vita e salvezza con l’apparizione di testi sacri quali la Bibbia (Genesi e Levitico), dove l’atto di consumare sangue assume una valenza negativa.

Qui potremmo porre l’inizio del mito del vampiro.

Se una divinità, attraverso il dono del proprio sangue, concede salvezza e preservazione dei propri fedeli, il vampiro tramite il furto di sangue cerca la salvezza individuale e mina la preservazione dei fedeli della divinità. Questa sorta di opposizione alla divinità salvatrice ha portato l’essere umano a mitizzare questa figura opponendola a quanto di sacro e beato, ma al tempo stesso venendone “attratta“.

il vampiro e la seduzione

Di questa attrazione parleremo tra qualche paragrafo

Il vampiro nel mondo

Il Signore soccorra chi va per le strade di notte,
quando ulula il lupo,
quando il topo corre a rifugiarsi nella fogna,
quando tremano le foglie degli alberi,
quando la luna gronda sangue.
Ogni viandante può essere lo spettro del Vampiro,
e tu guardati dall’incrociare il suo sguardo col suo.
Può succhiarti il sangue fino all’ultima stilla;
battendo l’ali nel suo mantello nero,
il maledetto figlio del Demonio,
che non riposa in pace nella sua tomba.

Canto popolare della Transilvania

Molti sono i vampiri che ci sono stati tramandati nel corso dei secoli e, azzardando un’ipotesi, la maggior parte di essi (almeno i più famosi) sono presenti nei paesi di origine slava o in quelli baltici. Non temete! Possiamo trovarli anche in India, Cina, Malesia e in buona parte del mondo. I nostri, insomma, sono immigrati o importanti!

Il Drakul, il Blautsauger, il Kuzlak, il Mulo, lo Strigoi, sono soltanto alcuni dei vampiri che popolano le zone della Boemia, la Dalmazia e i Balcani, ma non dimenticatevi il Ch’Ing Shi (indovinate da dove viene), la Bruxa portoghese (non la nemica dello Strigo di The Witcher, sebbene anche quella sia una vampira) e molti molti altri.

Quindi come scacciarli? Se trovate qualcuno di quelli baltici e slavi, non dovete far altro che avere un po’ di biancospino con voi e infilarlo, con veemenza, nel loro ombelico. Una valenza molto simbolica, come a recidere la sua seconda vita, e poi il classico paletto nel cuore, che male non fa mai, anzi!

Quindi ricordatevi che prima di mettervi in viaggio in determinate zone, informatevi su quale kit anti-vampiro dovete portare con voi.

kit anti vampiro

Il Vampiro nella realtà

In questa parte di articolo tratteremo le storie di alcuni dei più famosi vampiri conosciuti e, molto spesso, condannati dalla legge dell’uomo.

Il Maresciallo Gilles de Rais e la Contessa Erszebet Bathory

Queste due figure, molto demonizzate ai loro tempi, sono stati il primo prototipo di “vampiro” della storia moderna.

Il primo, un generale francese del XV secolo, fu accusato di praticare l’occulto e di essere un omicida di bambini. La sua figura, forse, fu addirittura ispiratrice per il personaggio della fiaba di Barbablù.

Veniamo alle parentesi macabre. Consigliamo, ai lettori più deboli di stomaco di evitare la lettura di quanto scritto qui sotto:

Similmente al suo “collega“, anche Erszebet Bathory venne accusata di stregoneria, magia e tanti altri atti occulti, ma una verità oggettiva non ci è pervenuta. La contessa infatti venne accusata, dalla chiesa del tempo, di questi atti per motivi principalmente politici ed ecclesiastici.

Anche lei fu ispiratrice di un personaggio del libro Carmilla ed è presente come personaggio secondario in un libro di cui abbiamo parlato sul nostro sito. La Contessa è infatti uno dei primi esempi di vampiro al femminile nella letteratura.

Mito? Realtà? Politica? Tutto è possibile. Pensate soltanto che la Chiesa li depredò dei loro averi e incamerò le terre dei condannati.

Ma sapete che altre figure, ben più vicine a noi, sono state bollate come “vampiro”?

Peter Kurten, il Mostro di Dusseldorf

Noto ai più per il bellissimo film di Fritz Lang “M – Il Mostro Di Dusseldorf“, con uno straordinario Peter Lorre nei panni del protagonista, Peter Kurten fu una figura realmente esistita.

Una situazione familiare compromessa, amicizie con un accalappiacani sadico, fino alla svolta del servizio militare. L’atto di combattere sublimò, per un periodo di tempo, la violenza dell’uomo che, dopo la fine della guerra, si costruì una vita come sindacalista, sposando una donna e vivendo in relativa pace.

Questo fino al forzato ritorno nella sua città natale Dusseldorf. Qui, a seguito della visione di un tramonto rosso sangue, la mente dell’uomo ebbe una frattura e cominciò a girovagare di notte armato di un ascia e svariati coltelli. Gli atti mostruosi, di cui si macchiò vennero compiuti nella più completa lucidità e razionalità.

La cosa che più mi ha colpito di questo personaggio è che dopo l’arresto, come si può leggere nei verbali della polizia, lui parlò dei suoi incubi, lucidi e apocalittici. Diceva di aver visto la caduta della Repubblica di Weimar e raccontava di un futuro che oggi abbiamo potuto ricollegare alla Germania Nazista. Questo accadeva nel 1930, ben prima della salita al potere di Adolf Hitler.

Altre figure nel corso degli anni hanno dimostrato una passione innegabile per il sangue, ma se dovessimo elencarle tutte non finiremmo più.

Passiamo al simbolismo della figura del vampiro

Il vampiro e la sua opposizione al Cristo

A tutti gli effetti è Bram Stoker, con il suo Dracula, a fissare alcuni parametri che oppongono la figura del vampiro a quella del Cristo Salvatore. Vi parlo da completo agnostico, quindi perdonate eventuali errori o errate interpretazioni.

Prima di cominciare è giusto fare una precisazione. Abraham Stoker, l’autore del libro culto Dracula, era uno scrittore irlandese, nato da una famiglia inglese protestante, cresciuto in un ambiente profondamente cattolico e religioso. Questa sua fede è ben visibile nel personaggio di Abraham Van Helsing.

Veniamo alle contrapposizioni che sono riscontrabili in vari punti.

1. Propagazione

Attraverso il sangue rubato dal vampiro la sua genia si propaga, attraverso il sangue offerto dal Salvatore, il Cristianesimo si propaga.
Il Cristo ha offerto il suo sangue per la remissione dei peccati dell’uomo, al contrario il vampiro offre il suo sangue affinché i peccati aumentino.
Il Cristo è risorto attraverso la sua carne e il suo sangue, il vampiro risorge la propria carne attraverso il sangue altrui.

2. Consequenzialità

Il vampiro è dominato dai quattro elementi: teme il fuoco, non può attraversare l’acqua, vola in maniera limitata nell’aria e risorge nella terra.
Il Cristo li domina: non teme il fuoco, cammina sull’acqua, si sposta illimitatamente nell’aria e risorge dalla terra.

Il Cristo è luce, è il colore bianco, il vampiro è tenebra ed è colore nero.

3. Il Culto

La sofferenza è presente in entrambi i “culti”. Il Cristo ha sofferto su di una croce, il vampiro soffre alla vista di una croce.
La corona di spine è simbolo della sua sofferenza per gli altri, la corona dentale del vampiro è simbolo del suo piacere per la sofferenza degli altri.

Jesus Christ Vampire Hunter

Un occhio allenato può riscontrare in questa dualità alcuni dei dettami della filosofia ermetica dove possiamo ritrovare il principio di corrispondenza e il principio di causa ed effetto.

Letteratura, film e altri media

Sono stati fatti decine e decine di lungometraggi sulla figura del vampiro, alcuni più interessanti e ben fatti di altri, ultimo dei quali la serie televisiva Dracula da poco rilasciata su Netflix e BBC One, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Ma oltre a Bram Stoker, Polidori, altri scrittori e scrittrici hanno interpretato il loro ideale di vampiro. Vogliamo ricordare Anne Rice che dal 1976 porta avanti le sue Cronache dei Vampiri dal più conosciuto “Intervista col Vampiro” (qui potete trovare il libro e qui il film) al suo ultimo lavoro “Il Principe Lestat e il Reame di Atlantide“. Vi giuro non sapevo ci avesse invaso, ma forse così si spiega la mia enorme vita notturna!

Ma come dimenticare George R. R. Martin con il suo “Il Battello del Delirio“, una buona opera che si svolge sul fiume Mississipi?
Sinceramente vi consiglio di leggerlo (trovate qua il libro), anche solo per capire che Martin può fare ben altro che “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco“, per fortuna!

E mentre penso a queste opere, una canzone mi risuona in testa con un ritornello che fa:

I only wanna do bad things with you

Bad Things – Jace Everett

Ricordate True Blood? Vi era piaciuta? A me fino ad un certo punto, ma il jingle mi è rimasto impresso!

Conclusioni

Il vampiro, con la sua carica negativa, con il suo fascino, stimola le nostre passioni e i nostri desideri repressi, desideri che spesso releghiamo ai nostri sogni, perché “i sogni sono un rifugio in cui pecchiamo senza conseguenze“, no?

Ma cosa altro ha ispirato il vampiro? Ha ispirato molte persone a giocare, a darsi all’interpretazione e lanciarsi nel mondo di Vampiri: La Masquerade, per interpretare il proprio io più oscuro e imparare, forse, qualcosa di nuovo su noi stessi.

Oppure, più semplicemente, ci siamo lasciati spaventare dalla letteratura gotica e ammaliare, non il sottoscritto personalmente, dallo “sbrillucciare” alla luce del sole (ogni riferimento a  Twilight è puramente voluto).

Sta di fatto che il vampiro resterà uno dei “mostri” della cultura pop per eccellenza, nell’attesa che si verifichi quanto preannunciato da Richard Matheson nel suo libro “Io Sono Leggenda“.

Ci sarebbe da scrivere interi trattati e libri sui vampiri del mito, sul vampirismo come malattia fisica, psicologica o psichiatrica, ma non è questa la notte adatta e quindi, per ora, vi auguro solo buona caccia a voi tutti, vampiri e non…

il vampiro nosferatu a caccia

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