Con “Il destino di Keyra” avevo millantato una vacanza, una scampagnata sull’Isola degli Orchi, per i nostri eroi fin qui duramente provati, ma mai previsione fu più errata!

A che punto siamo della Ribellione? Abbiamo visto come sia iniziata (qui) e le conseguenze che questi sconvolgimenti hanno avuto sui vari personaggi (in questi due articoli), e soprattutto con il vibrante racconto con Sera protagonista (qui), ed il mondo in cui vivono (qui). L’albo di questo mese unisce sia le vicende personali, che i mutamenti e le evoluzioni di stampo sociopolitico.
Vai con l’intro!

Manonera: Per gli orchi non c’è altra vita che la guerra.

Warcraft – L’inizio

Il destino di Keyra

Copertina dell'albo numero 7 di "Dragonero, il Ribelle": "Il destino di Keyra"
Quale mai sarà il destino di Keyra?

Il destino di Keyra” va ad arricchire il già ampio mosaico della situazione che imperversa per l’Erondár e le terre oltre la sua influenza, dopo la Guerra contro le Regine Nere, la nascita della Teocrazia e la conseguente Ribellione.

A parte qualche pagina che ci accenna alla difficile situazione che l’Impero si trova a dover fronteggiare contro l’Enclave della Montagna e Candarya, il resto della nostra attenzione è focalizzato sugli Orchi, forse la razza che più di tutte ha da sempre subito le angherie degli Erondariani, come ci è stato raccontato fin dai primi numeri di Dragonero.

Gli Orchi temono uno scontro futuro con l’Impero, decidono quindi di mettere da parte le loro divisioni ed eleggere un capo unico, come da antica tradizione, che li guidi in questo tempo incerto. Ian, Gmor, insieme ad Aura, accompagneranno la loro vecchia amica Keyra all’Isola degli Orchi affinché possa affrontare tali prove, ma non solo lei si troverà a dover affrontare pericoli ed insidie…

Keyra, chi è costei?

Vietti ed Enoch hanno dimostrato di possedere l’indiscussa capacità di sapere tessere un arazzo vivo, che spazia i confini di Dragonero e che abbraccia le vicende di Ian e compagni in ogni loro incarnazione (serie classica, la serie young adult che narra l’adolescenza di Ian “Dragonero Adventures“, “Senzanima” e romanzi).
Abbiamo conosciuto Keyra durante la gioventù di Ian e Gmor, di cui è diventata amica, per Gmor qualcosa di più, dato anche “l’appassionato” inizio dell’albo!

Keyra, prima di affrontare il proprio destino, si lascia a qualche tenerezza con Gmor
Effusioni orchesche

Sono ormai lontani gli anni spensierati, Keyra, grazie alle sue imprese, è molto rispettata tra la sua gente, nonché è “capo di guerra” del primo e unico (per ora) battaglione di orchesse guerriere, nato durante la battaglia contro le Regine Nere, e ora, nel momento della chiamata, lei che possiede il sangue dei primi, è pronta ad affrontare il Tagh-Hak.

Ne "Il destino di Keyra" Ian, Gmor e Aura andranno in aiuto di Keyra
Vecchi amici

Keyra con la sua forza e sensibilità e la propria psicologia entra così a far parte del già nutrito numero di personaggi femminili a tutto tondo (Sera, Briana, Ecuba, Aura, solo per citarne alcune), capisaldi delle storie di Dragonero!

Evitiamo ulteriori spoiler, comprate l’albo e scoprite quale sarà il destino di Keyra, ma tenete a mente che, come sempre quando leggiamo una storia di Dragonero, niente sarà mai più come prima!

Punti di forza di Dragonero

Come è stato fatto notare più e più volte, la saga di Dragonero possiede molti aspetti che la rendono, a buon diritto, una delle migliori serie della Sergio Bonelli Editore, e forse dell’intero panorama fumettistico italiano, proprio perché Enoch e Vietti, in questi anni hanno saputo costruire un impianto narrativo unico. Per citare un’altra opera fumettistica a me cara, “Planetary” (1998) di Warren Ellis (testi) e John Cassady (disegni): la terra di Dragonero è un mondo con motori ambientali e narrativi così ben sviluppati, che praticamente vive di vita propria (semicit.).

La Storia

La Storia, tratteggiata sapientemente ed ampliata albo dopo albo, si basa su di un forte senso di continuity. Il crollo dell’Impero Erondariano e la Saga delle Regine Nere, gli equilibri delle enclavi e delle satrapie indipendenti, i rapporti tra le varie razze e l’opera di approfondimento dei loro usi e costumi (la società orcina di questo episodio), le sfaccettature di alcuni personaggi (ad esempio le otto tavole del volume di maggio che si concentrano su Ausofer e Briana), il sorgere della Teocrazia ed il suo tentativo di espandersi e affrontare future minacce (con un piccolo approfondimento di Leario, Rooney e sua moglie Sophia). Tutto era stato abilmente seminato, curato e fatto crescere, fino al momento di permetterci di cogliere il frutto e di gustarlo.

Questo era Dragonero. Con “Dragonero, il Ribelle” ci siamo fatti più accorti, quindi gli autori hanno saputo “reinventare” la loro narrazione focalizzandosi più sugli avvenimenti, che avranno sicuramente sviluppi interessanti, piuttosto che su Ian, ultimamente più spettatore che attore (in questo video Vietti ci ha svelato che la saga dei Ribelli andrà avanti almeno per un altro paio di anni!).

I disegni

Cosa sarebbe però Dragonero senza i suoi disegnatori? Fabrizio Galliccia si occupa della prima parte dell’episodio, alternando momenti di quiete, ma non emotiva, ad attimi di pura e semplice azione. Le oscure e violente tavole centrali dell’albo sono ad opera di Vincenzo Riccardi, mentre la conclusione è a firma del sempre ottimo Gianluca Pagliarani, che si occupa anche della copertina, con i colori di Paolo Francescutto.

E per concludere… anzi per iniziare!

Ci siamo chiesti cosa sia Dragonero senza la storia e i disegnatori, ma che dire dell’immancabile editoriale Cronache della Ribellione di Luca Barbieri?
L’editoriale di questo mese è scandito dall’immanente presenza del covid-19 con l’augurio che la morsa, fisica e mentale, possa essersi allentata, oltre ad un sincero e sentito ringraziamento per l’affetto dimostrato da parte di noi lettori.
Che dire?
Grazie a voi!

Il mese prossimo (9 giugno) scopriremo come “Il segreto degli Ubiqui” (“Dragonero, il Ribelle” n° 8) sia la chiave per combattere l’Impero, ci leggiamo in giro!

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo.

I ribelli dell’Erondár

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