I mostri dei Miti hanno sempre avuto un certo fascino, per me, come in una moltitudine di lettori, fan, registi, scrittori e addirittura musicisti. Perché i mostri hanno sempre fatto così presa sull’immaginario collettivo?

Perché…

Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura,
e la paura più grande è quella dell’ignoto.

Howard Phillips Lovecraft
Cthuhlu del Pantheon dei Mostri dei Miti
Cthuhlu del Pantheon dei Mostri dei Miti

La seconda cosa a muoverci è, e sarà sempre, la paura.

Adoriamo avere paura, terrore, lo stimolo fisico che ci dà, l’inattivazione di alcune aree del cervello, la sensazione di rilassamento che dopo un spavento ci viene donata. Però a volte associamo la paura al male, quando in realtà il male, dei mostri dei Miti, è un male diverso dal male umano. È un male oltreumano, come ci conferma John Carpenter in questo estratto.

‘Cosa ti fa più paura?’

La risposta è semplice.

‘Quello che fa paura a te. Abbiamo tutti paura delle stesse cose. E una di queste è il male.’

Il male può avere molte origini. Spesso il male viene da lontano,  dalle tenebre al di là della tremula luce diffusa dal nostro fuoco. Il male è l’Altro, l’Estraneo, l’Alieno.

Introduzione di John Carpenter “Lovecraft” H. Rodionoff, E. Breccia con K. Griffen, 2003

Tuttavia, iniziare con tali parole, per poi smentire l’intento del Solitario di Providence, mi pare un tradimento nei confronti di HPL.

La descrizione dei Mostri è possibile?

La paura e l’ignoto sono strettamente legati nell’opera letteraria di Lovecraft. Ma ad un certo punto, quando quell’ignoto lievemente accennato e poco descritto, perché è appunto ignoto, e quella paura che è stata abilmente fatta crescere parola per parola, rigo per rigo, pagina per pagina, prorompono nella descrizione dei vari mostri, entità, divinità, si perde qualcosa… ma si guadagna sicuramente altro!

La “colpa”, se possiamo chiamarla così, di avere dato un “corpo fisico”, e quindi una descrizione a queste entità, non è solo del nostro Buon Vecchio “Grandpa Theo” (BVGT d’ora in avanti, un altro nomignolo di Lovecraft). Lui ha solo dato il La ad una folle sinfonia alla quale altri Servitori degli Dei Esterni hanno aggiunto i loro flauti d’osso. August Derleth, al quale dobbiamo il conio del termine Miti di Cthulhu, Clark Ashton Smith, Robert Ervin Howard e Fritz Leiber, solo per citarne alcuni, sono gli altri protagonisti.

È quindi possibile dare una classificazione ad ognuno, o almeno alla maggior parte, di tutti gli esseri partoriti da questo grande scrittore e dai suoi eredi. Avevamo già parlato di Cthulhu, HPL e i mostri dei Miti, tramite due libri game che avevamo recensito. Potete trovare qui i link: Choose Cthulhu & Dagon.

Dopo una prima analisi, possiamo dividere tutti i mostri dei Miti, che appaiono nei racconti del BVGT e degli scrittori, in due grandi classi. Quella delle Creature e quella delle Divinità dei Miti (“Mythos” in originale).

Classificazione dei Mostri dei Miti

I mostri dei Miti, a loro volta, si dividono in quattro categorie: Creature Fantastiche, Razze Indipendenti, Razze Servitrici ed Entità Uniche.

Creature Fantastiche

Le Creature Fantastiche sono esseri, mistici o incantati, che popolano le leggende e le tradizioni popolari. Potenzialmente pericolose, ispirano a chi le incontra stupore e meraviglia. Non sono legate al mondo dei Miti se non per la loro presenza nelle Terre del Sogno, l’unico luogo in cui abitano.

Zoog

Zoog dei mostri dei miti
Un poco rassicurante Zoog

Acerrimi nemici di uno delle razze dei più grandi alleati di Howard Philip Lovecraft, e della sua controparte nei miti Randolph Carter, i gatti. Questa razza dei Reami del Sogno fu sconfitta dai nostri amati felini e furono costretti a “firmare” un trattato di pace nel racconto Alla ricerca dello Sconosciuto Kadath.

Razze Indipendenti

Alcune non servono nessuna divinità o Grande Antico in particolare, benché alcuni individui si dedichino al loro culto. Altre evitano qualsiasi contatto con le differenti razze del mondo dei Miti. Invece, altre ancora lavorano attivamente per stringere alleanze o muovere guerra contro specie diverse, o persino contro divinità o Grandi Antichi.

Shoggoth

Shoggoth, come rappresentata nei Mostri dei Miti
Shoggoth

Questa cosa, dall’aspetto di una ameba con vari pseudopodi e dal catramoso aspetto esterno, è una delle entità che fece precipitare Abdul Alhzred nella pazzia. Infatti, gli Shoggoth sono capaci di comprimere la loro entità, simulare organi e addirittura… corpi umani.

Razze Servitrici

Gli appartenenti a queste razze sono spesso associati a Grandi Antichi, dei Esterni o Dei Antichi. Una divinità o un Grande Antico si manifesta spesso in compagnia di numerosi servitori che, nelle storie dei Miti, hanno agito da guardie, rapitori, assassini, messaggeri, spie e simili.

Abitatori del Profondo

Mostri dei Miti abitatore del profondo
Un abitatore del profondo

Servi di Padre Dagon e Madre Hydra (non Hail Hydra mi raccomando!), questi sono gli abitanti delle profondità. Più forti di un normale essere umano, ma con la capacità di legarsi alla nostra razza per generare degli… ibridi.

Entità Uniche

Certe creature sfidano ogni tentativo di classificazione. Alcune sono membri eminenti (perché particolarmente apprezzati o potenti) di una determinata razza. Altre non sono membri di una razza, né divinità, né Grandi Antichi.

M’Bwa

M'bwa dei mostri dei miti
Una rappresentazione di M’bwa

M’bwa è uno zombie al servizio del Dio Senza Nome del Flusso Rosso, giunto sulla Terra poco prima della fondazione della città romana. M’bwa, secondo la leggenda, è stato il primo essere umano a percorrere la valle deserta abitata dal Dio Senza Nome in Africa e che poi sia rimasto, nel corso dei secoli, il suo fedele servitore non-morto.

Classificazione delle Divinità tra i mostri dei Miti

Le divinità dei Miti si dividono in cinque classi principali: Dei Antichi, Grandi Antichi, Grandi, Dei Esterni e Avatar.

Dei Antichi

Gli Dei Antichi si presentano come neutrali o, a volte, in opposizione rispetto agli Dei Esterni. Benché dotati di grandi e terribili poteri, non sembrano essere ostili al genere umano nella stessa misura in cui lo sono gli Dei Esterni. Come questi ultimi, però, non sembrano ricercare alcun tipo di contatto con l’umanità.

Nodens, Signore del Grande Abisso

Nodens, il Signore del Grande Abisso, uno degli Dei Antichi
Nodens, il Signore del Grande Abisso, uno degli Dei Antichi

Nodens, Signore del Grande Abisso (per Kenneth Grant il Grande Abisso è il subconscio umano!), assume le sembianze di un vecchio canuto, dalla lunga barba grigia con un bastone di quercia in una mano. Spesso viaggia su un immenso guscio di conchiglia a mo’ di biga, trainata da mostri alieni o da creature fantastiche o leggendarie. Il suo atteggiamento nei confronti degli uomini è quasi amichevole. I suoi servitori sono i Magri Notturini o Gaunt della Notte. Si oppone a Yog-Sothoth.

Grandi Antichi

I Grandi Antichi sono i mostri dei Miti più famosi. Non sono onnipotenti, ma sono oltremodo temibili e molti esseri umani li venerano più di altre divinità, proprio in virtù della maggiore “umanità” che ritengono di individuare in essi.

I Grandi Antichi partecipano occasionalmente alle vicende umane, arrivando a volte sul punto di entrare in contatto con singoli individui. Sono entità aliene dai poteri sovrannaturali. La loro forza, però, non è comparabile a quella degli Dei Esterni. Ogni Grande Antico è un’entità indipendente e molti sono imprigionati in vari luoghi.

Gol-Goroth e Cthulhu

Parole non possono essere usate per spiegare l’orrore di questi esseri e solo l’immaginazione lasciamo a voi lettori, o fedeli, per personificarli.

I Grandi

I Grandi sono le divinità delle Terre del Sogno e non devono essere confusi con i Grandi Antichi. Sono i più deboli tra tutte le divinità dei Miti e una creatura mortale dotata di saggezza e astuzia potrebbe persino provare a sconfiggerli.

Sono protetti dai temibili Dei Esterni ed è per questo che gli uomini li riveriscono e li venerano. Hanno un atteggiamento benevolo nei riguardi del genere umano e sono così vicini che non è raro assistere a incroci tra Grandi ed esseri umani.

L’aspetto dei Grandi è quello di veri e propri uomini: un volto risoluto e agguerrito, lunghi occhi sottili, orecchie dai grandi lobi, naso sottile e mento appuntito. Si muovono con facilità sia in aria che sulla terra e, se necessario, possono viaggiare attraverso le dimensioni, arrivando rapidamente a ogni destinazione.

Lobon

Lobon, uno dei Grandi, tra i Mostri del Mito
Lobon, uno dei Grandi, tra i Mostri del Mito

Lobon, il Dio della Sacra Lancia, vive nel Meraviglioso Kadath protetto dagli Dei Esterni. Viene citato nel racconto La fine di Sarnath, dove è una delle tre divinità adorate dai cittadini prima che Bokrug, la Grande Lucertola dell’Acqua, inabissasse la città.

Dei Esterni

Gli Dei Esterni controllano l’universo. Tutte le creature e le divinità inferiori dei Miti riconoscono la loro autorità. Molti li venerano.

A parte il caso isolato di Nyarlathotep, queste divinità non entrano quasi mai in contatto con il genere umano. Gli uomini che hanno a che fare con gli Dei Esterni ne pagano le conseguenze con la follia o la morte. Gli Dei Esterni vengono abitualmente rappresentati come vere e proprie divinità e alcuni incarnano dei principi cosmici.

Solo pochi Dei Esterni interferiscono con le vicende umane. Quando questo succede, sono soliti irrompere nella nostra realtà attraverso portali cosmici o piani dimensionali per portare nuove e più grandi distruzioni.

Avatar

Gli Avatar sono manifestazioni di un Dio Esterno, un Grande Antico, un Dio Antico o un Grande in grado di intraprendere azioni indipendenti. Hanno meno poteri, anche se spesso sono più spaventosi da incontrare delle divinità di cui sono la manifestazione. Sono, abitualmente, di taglia e forma ridotte.

Gli Avatar di Nyarlathotep sono i più noti: ne sono stati catalogati 999 e, di questi, almeno uno (l’Uomo Nero) ha sembianze umane.

Avatar di Nyarlathotep, l’Uomo Tick Tock

Avatar di Nyarlathotep, l'Uomo Tick Tock dei Mostri dei Miti
Avatar di Nyarlathotep, l’Uomo Tick Tock

Uno dei Mille Volti di Nyarlathotep, questo marchingegno folle è solo una delle sue incarnazioni. Uomo, macchina, una fusione tecnologica retrograda di follia, ingranaggi e potere.

Conclusioni sui Mostri dei Miti

Già ad una prima analisi, abbiamo inquadrato creature e divinità. Alcune immagini già ci mostrano parte della loro anatomia quindi, dove sta la paura dell’ignoto?

Come dicevo poco sopra, con la descrizione più o meno minuziosa di ogni essere legato ai Mostri dei Miti, abbiamo perso quel brivido che ci sarebbe corso lungo la schiena mentre leggevamo di ombre sconosciute, vagamente umanoidi, che risalivano la scogliera. Mentre sotto le onde strane luci illuminavano il lento incedere degli Abitatori del Profondo, la nostra fantasia avrebbe fatto il resto.

Alla follia crescente di temere ciò che giace al di là della nostra percezione, indescrivibile con le nostre semplici parole, si è sostituito il più rassicurante palesamento di chi prima attendeva poco fuori la portata della nostra psiche.

Abbiamo però guadagnato qualcosa quando il velo che è stato squarciato. Abbiamo potuto godere della capacità descrittiva, dell’abile uso della lingua scritta, della fantasiosa e fervida immaginazione di HPL, e degli scrittori che si sono ispirati alle sue opere. Questi ultimi, infatti, hanno dato vita ad una lunga serie di neologismi coniati apposta per descrivere l’universo dei Miti. E dalle parole si passa immediatamente all’arte figurativa. Possiamo non solo che ringraziare il BVGT che ha fornito l’occasione a così tanti artisti di proporre, ancora oggi, la loro personale visione dei Miti e che contribuiscono, a loro modo, all’eterna missione di Howard Phillips Lovecraft.

“…

HPL: <<Ora… ora chiuderò la porta per sempre. E farò in modo che resti chiusa anche quando non ci saremo più. I Segni degli Antichi, gli incantesimi che vincolano gli Antichi e gli tengono lontani dal nostro mondo. Li metterò nei miei racconti così, OGNI volta che qualcuno leggerà quelle parole, la porta sarà sempre più forte.

Lovecraft H. Rodionoff, E. Breccia con K. Griffen, 2003

Howard Phillips Lovecraft morì a Providence nel 1937.
“Per il momento, la porta resta chiusa.”

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