Cogliendo l’occasione dell’uscita del terzo film della serie, ho riguardato Hotel Transylvania e il suo seguito Hotel Transylvania 2. I messaggi dei film mi hanno colpito, forse più che nella prima visione, per la loro forte attualità. Analizziamoli insieme.

Hotel Transylvania

Hotel Transylvania esce nel 2012 e affronta, in un periodo delicato della nostra storia europea, il tema dei preconcetti e della paura. Il vampiro Dracula, dopo aver perso la moglie secoli addietro a causa di una folla di umani inferociti, costruisce un immenso castello che possa fungere da rifugio per tutti i mostri. Questa immensa costruzione, attrezzata per ogni tipo di ospite, viene chiamata Hotel Transylvania. La comunità mostruosa si isola dal genere umano, vivendo nella paura di essere scoperta e cacciata per il suo essere diversa. In questo clima di terrore si inserisce Mavis, la figlia di Dracula, che al compimento di centodiciotto anni esprime la volontà di voler vedere il mondo. Avendo progettato il castello anche e soprattutto per lei, Dracula panica. A complicare le cose giungerà Johnny, un intraprendente umano alla ricerca di avventure, che farà Zing con la giovane Mavis. Il proprietario dell’Hotel Transylvania si ritroverà a dover imparare che, nonostante le brutte esperienze passate, gli umani non siano più gli stessi e siano pronti e disposti ad accettare i mostri. La paura del diverso, il razzismo e le persecuzioni sono i temi caldi di quest’opera ed è apprezzabile come sia l’amore paterno, non lo Zing (colpo di fulmine tra mostri) il vero risolutore della faccenda. Dracula, protagonista della trilogia, è un padre single che offre un’ottima immagine di cosa debba essere un genitore: riesce a lavorare, prendersi cura di sua figlia e godere della sua vita incastrando il tutto alla perfezione. Non c’è l’idea di sacrificio del genitore, che mette la vita della figlia davanti alla sua, ma prevale il messaggio che i due debbano camminare parallelamente.

Hotel Transylvania 2

Hotel Transylvania 2 esce nel 2015, tre anni dopo, e affronta il tema delle aspettative familiari. Johnny e Mavis, innamorati e felici, si sposano sotto gli occhi di un Dracula commosso. Le due famiglie, una americana e l’altra mostruosa, festeggiano felici prima di scoprire che Mavis sia incinta. Viene alla luce il piccolo Dennis (Denisovich per il nonno vampiro) e, vista l’assenza di canini pronunciati o di qualsivoglia capacità del ramo materno della famiglia, Dracula si trova ancora una volta in difficoltà. Avere per genero un umano è una cosa che non gli pesa, purché Mavis sia felice, ma l’idea che suo nipote sia nato umano lo distrugge. Nel corso degli anni, il padrone dell’Hotel Transylvania prova a più riprese a far vivere esperienze mostruose al nipote, cercando di risvegliarne i poteri. Quando Dracula si spinge al punto da mettere in pericolo la vita del piccolo, Mavis prende la decisione (che stava già maturando da tempo) di trasferirsi negli Stati Uniti. Alla festa di compleanno/partenza di Denisovich viene invitato anche il padre di Dracula, il vecchio vampiro Vlad, che ancora non è a conoscenza della natura del marito di Mavis. Scoperta la verità, i compagni vampiri dell’antico nosferatu attaccano il bambino. Grazie all’amicizia di Dennis per una piccola licantropa, i suoi poteri da vampiro vengono alla luce e gli permettono di diventare l’eroe che ha sempre sognato essere: Batman. Dracula, nel frattempo, si rende conto che suo nipote rimanga tale, e meriti tutto il suo amore, a prescindere dalla sua natura (e scopriamo che gli unicorni non siano considerati mostri!). Alla fine persino il vecchio vampiro Vlad deve abbandonare i suoi vecchi preconcetti e riunirsi alla sua famiglia, trovando finalmente l’unione con suo figlio che gli mancava. Tutti abbiamo vissuto, chi più chi meno, le aspettative della nostra famiglia. Non sarebbe stato più facile se i nostri parenti avessero appreso la lezione come Dracula?

ATTENZIONE SPOILER PER HOTEL TRANSYLVANIA 3

Il terzo film della serie Hotel Transylvania, uscito poco tempo fa, va a toccare un argomento che avevo trovato poco utile nei capitoli precedenti: lo Zing. Dracula è convinto che quella pura sensazione di amore a prima vista possa capitare una volta sola e, persa sua moglie, si ritrova a soffrire di solitudine. Nonostante abbia tutta la sua famiglia e i suoi amici, il suo cuore vorrebbe una compagna da amare. Il tema della vita di coppia è molto importante in questo film ma qualche accenno era  già stato dato nei primi due. In particolare, la voce principale di questa tematica è Johnny che, spesso, lamenta di passare poco tempo solo con sua moglie. Ritengo sia importante per una coppia, specialmente con figli, familiari e amici, trovare dei momenti di intimità e relax. Quando Mavis organizza una crociera per famiglia e amici, tutti ne riconoscono gli aspetti positivi (sì, anche Dracula!) e la voglia di fare qualcosa di nuovo li travolge. Persino i coniugi licantropi, che incarnano alla perfezione la coppia di genitori con figli piccoli, riescono a trovare del tempo per loro stessi. Dracula dovrà invece capire che non è mai troppo tardi per innamorarsi di nuovo e che lo Zing non avvenga una volta sola. Dopo aver affrontato i pregiudizi e le aspettative familiari, dopo aver visto l’amore paterno e l’affetto tra amici, ho trovato perfetto concludere la trilogia parlando dell’amore di coppia.

Considero i tre Hotel Transylvania come ottime occasioni per riflettere sui temi trattati, per trovare le proprie conclusioni e quella che ci piacerebbe fosse la nostra vita. I film invitano alla crescita, al non fermarsi di fronte al diverso e al non aver paura del nuovo. Quando si ha una vita davanti, l’immobilismo non può che essere la nostra rovina.

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