Parliamo delle origini di Halloween e delle tradizioni tutte italiane legate alla festa di Ognissanti. Infine, diamo alcuni consigli per sessioni di Halloween basate un folklore nostrano!

Quando ci avviciniamo ad Halloween le uniche cose a cui pensiamo sono i dolcetti, i mostri, le feste in maschera. Ma che significato ha realmente questa festa?

In sottofondo una canzoncina risuona:

Questo è Halloween!
Questo è Halloween!
Ogni zucca lo griderà!
Questo è Halloween!
Spaventoso Halloween!

The Nightmare Before Christmas – Tim Burton
Mundus Cereris

Un po’ di storia antica

Guardando la storia passata dell’umanità questa festa è sempre stata presente in quasi tutte le culture.

Ai tempi dell’Antica Roma, questa ricorrenza, poteva essere riscontrata in due differenti festività che avevano un carattere molto simile. La prima erano i Paternalia, in cui si credeva che le anime dei morti potessero vagare tra i vivi. In particolare, si ripresentavano gli avi delle famiglie, con i quali si poteva così interagire.

La seconda era una festività che si svolgeva in tre giornate differenti ed era chiamata “Mundus Cereris“, in onore della dea Cerere, una festa atta a purificare il mondo e “aprire il mondo stesso all’altro mondo”. Le tre date della festa erano fondamentali perché, se non ci fosse stata “un’apertura” al mondo di sotto, il mondo non si sarebbe potuto purificare. Le date di questa festività erano il nostro 24 agosto, 5 ottobre e 8 novembre.

So che state già pensando a come inserire queste festività in una sessione di Lex Arcana. Ma andiamo avanti!

Ma non furono certo solo gli antichi romani a festeggiare. Anche nell’Erin (Irlanda) e nella Scozia questa tradizione era presente. Si festeggiava per l’appunto Samhain e rappresentava il capodanno Celtico. Se ne parla anche nel Libro delle invasioni, in tal senso. Ora, con l’arrivo della cultura Neopagana e Wiccan questa festa è tornata ad essere un ottimo momento per festeggiare l’allegoria della morte del dio e la dea che, addolorata, ne piange la scomparsa. In quei tempi, tuttavia, si usavano le rape per fare i teschi, e non le zucche!

“Halloween” nel Medioevo

A discapito di quanto si possa pensare, durante il Medioevo, nel nostro paese, si è sempre festeggiata la notte prima di Tutti i Santi. Parlo con cognizione di causa, sappiatelo!

Le tradizioni toscane

In Toscana, a Firenze, a Siena e in altre valli della regione si festeggiava la “Festa della Morte Secca” (una bella disamina qui!). durante la quale i bambini intagliavano zucche a forma di teschio e le portavano in giro per la città per esorcizzare la paura della morte e delle decapitazioni. Usavano cantare la seguente filastrocca:

“Morte Rimbombona, ha impegnato la Corona”.

Oppure, queste zucche erano poste sul muretto delle case, talvolta persino coperte di abiti e stracci per simulare un corpo sottostante.

Le tradizioni calabresi

Similmente in altre regioni d’Italia altri bambini festeggiavano. Vi scrivo solo alcuni esempi.

In Calabria i ragazzi festeggiano la “Coccalu di Muortu” andando casa per casa a chiedere agli abitanti se gli “pagano il morto”. A questi bambini si offrivano soldi o dolcetti di pasta di mandorle detti “ossa di morto”, per la loro forma e il colore pallido.

Fuori dalle abitazioni, poi, si soleva mettere una tovaglietta con o un bicchiere di vino, in cui i morti potessero bagnarsi le dita, o un bicchiere d’acqua riempito fino all’orlo, da cui i morti potessero bere. Si trattava, più che altro, di un modo per salutare i familiari defunti, tornati a far visita ai vivi.

Le tradizioni venete e friulane

In Friuli Venezia Giulia e in Veneto si era soliti intagliare le “Suche Baruche” o le “Suche dei Morti”, zucche a forma di teschio, con un cero acceso al proprio interno per indicare la via agli spiriti dei defunti in visita.

Infatti, in queste zone era diffusa la credenza che i morti potessero irretire i bambini, i quali erano considerati dei ponti tra i vivi e i morti, in quanto non ancora adulti formati.

Tradizioni da altre regioni

In maniera meno eclatante, ma anche in Piemonte e Valle d’Aosta c’erano tradizioni legate al ritorno dei morti. Per Ognissanti, infatti, si lasciava un posto in più alla propria tavola, così da dare giusta ospitalità al morto della famiglia, che sarebbe tornato a fare visita. In Sardegna, invece, dopo la cena non si sparecchiava, lasciando la tavola imbandita per gli spiriti dei morti in visita.

Difficile che queste tradizioni italiane siano all’origine di Halloween stesso, come titolano certi nostri giornali, ma si trovano comunque articoli o testimonianze interessanti basati su ricerche storiche e antropologiche.

Ma ce ne sono tantissime, oltre a queste e anzi, se ne siete a conoscenza, vi invitiamo a condividerle con noi!

Halloween sbarca in america

Halloween sbarca in America

Fu solo in seguito alla grande carestia accaduta in Irlanda e al conseguente esodo in cui, tra il 1845 ed il 1849, milioni di irlandesi emigrarono, che questa festività si trasferì anche in America, nonostante il carattere Puritano della nazione. Fu a seguito di questa forte immigrazione che, col passare del tempo questo festeggiamento è divenuto, negli Stati Uniti, una festa nazionale esportata successivamente in tutto il mondo tramite televisione, fumetti, film e chi più ne ha più ne metta!

Ma chi è Jack-o’-Lantern e come mai è legato ad Halloween?

Una zucca, minacciosa e allegra, accompagna da sempre l’immaginario collettivo comune di questa festa. Ma chi è Jack di cui tanto sempre si parla?

Come sempre le storie legate a questo personaggio sono molteplici, ma una è quella che ho trovato sempre più divertente. Riguarda la storia di un fabbro ubriacone che per ben due volte è riuscito ad ingannare il diavolo al suo stesso gioco, ricevendo tuttavia, alla sua morte una uguale moneta. Infatti, dopo una vita dissoluta, il fabbro non fu ammesso al Regno dei Cieli e il Diavolo, per punizione, non lo accettò neppure all’Inferno.

A causa di questo rifiuto, egli ora vaga per il mondo con il suo lumino in attesa del Giorno del Giudizio. Il lumino, regalo del Diavolo in persona, era posto all’interno di una rapa, ma anche questo cambiò con l’arrivo nel suolo americano, visto la scarsezza di rape e l’abbondanza di zucche.

Trick or treat Halloween

E il dolcetto o scherzetto?

Qui scendiamo in una complessa situazione di interpretazione. Quello che viene detto ora, “dolcetto o scherzetto” è un’ammorbidimento di quello che in realtà Jack-o’-Lantern chiedeva a coloro a cui bussava alla porta. La “verità” è che la richiesta riguardava un “sacrificio o maledizione”, molto più paurosa e lugubre rispetto all’odierna richiesta.

Solitamente infatti il sacrificio riguardava accompagnare Jack mettendo una zucca sulla finestra della propria casa per scongiurare, soprattutto, la maledizione di una malattia all’interno della casa e della famiglia.

Jack – O – Lantern, Jack – O – Lantern
You are such a funny sight.
As you sit there by the window
Looking out into the night.
You were once a sturdy pumpkin
Growing on a curly vine.
Now you are Jack – O – Lantern
See your night lights shine.

Halloween & Helloween

Halloween e la cultura popolare

Questa festività non è soltanto una festa, ma un vero proprio business. Lasciando perdere le migliaia di dollari che vengono spesi ogni anno per i vestiti negli Stati Uniti, questa festività ha fatto fiorire un fior fiore di pellicole che hanno spopolato nel corso del tempo.

Da Halloween, film di Carpenter e il suo spietato assassino Michael Meyers, a Hocus Pocus, classico Disney, o al sempiterno Nightmare Before Christmas, che ricordo debba essere visto almeno due volte l’anno: una alla Vigilia di Ognissanti e una prima di Natale.

Non solo i film, tuttavia, hanno trovato terreno fertile con questa festività, ma anche la musica, soprattutto quella metal. Un chiaro esempio sono la band Power Metal degli Helloween, che nella maggior parte delle loro copertine ha usato Jack come personaggio principale, proprio come per gli Iron Maiden il loro feticcio era Eddie.

Halloween in un'immagine tratta da MtG

Conclusioni (e idee per sessioni di Halloween!)

Per quanto questa festa, ricca di folklore, abbia ormai preso piede in tutto il mondo mi sorge una domanda: ma con tutte le nostre feste, e la ricchezza della nostra cultura regionale, avevamo proprio bisogno di uniformarci ad una tradizione statunitense, anch’essa importata, quando ne avevamo già tante nostre?

Potrebbe essere interessante riscoprire le nostre vecchie tradizioni “di Halloween”. Anche perché, alla fine, queste ci insegnano che l’esorcizzare la morte è una costante della natura umana, e sotto sotto siamo sempre stati portati a creare un immaginario un po’ macabro. E a svuotare zucche o rape per metterci dentro delle candele.

Spunti per sessioni di Halloween: Mostro della Settimana e D&D

Per noi giocatori e giocatrici di ruolo, poi, queste tradizioni sono un vero e proprio tesoro per costruire sessioni originali e interessanti. Se state progettando una sessione di Halloween e siete stanchi di inserire i Jack O’Lantern dei Bestiari di Pathfinder (lo troveremo anche in Pathfinder II Edizione?), le vecchie tradizioni italiane (o romane) possono dare sempre ottimi spunti!

Ad esempio, qualora voleste buttarvi in una veloce giocata di Mostro della Settimana, il vostro gruppetto di investigatori del soprannaturale potrebbe avere a che fare con lo spirito di un defunto (o di più defunti!) che si è perso perché la popolazione locale non ha messo le zucche/rape fuori dalle proprie case, dopo pressioni fatte dal prete del paese.

Oppure, in un più tradizionale D&D, potremmo avere un bambino scomparso durante la notte di Ognissanti/Samhain, rapito dagli spiriti dei morti. Nel villaggio degli avventurieri, quindi, inizieranno ad accadere strani fenomeni soprannaturali e a comparire sempre più spesso dei fantasmi, sempre più aggressivi. Questi fantasmi sono decisi a vendicarsi sui genitori del bambino, che non hanno commemorato la giornata di Ognissanti, dimenticandosi di loro. I nostri eroi dovranno trovare e liberare il bambino, per far cessare tutto ciò!

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