Avete già letto le riflessioni sulla scorsa puntata di GoT? Potete trovarle qui.

Oggi parliamo della seconda puntata dell’ultima stagione di Game of Thrones. Dopo la scorsa settimana, le mie aspettative già non altissime erano crollate a picco. Posso dire che, fortunatamente, questa puntata risollevi un pochino la narrazione. Sebbene sia una puntata nord centrica, abbiamo la maggior concentrazione di personaggi in un solo punto, con risultati spesso comici.

L’ultima notte prima della battaglia

Il tema della puntata, abbastanza classico direi, è il tema della giornata pre battaglia campale. Da questo punto di vista non abbiamo particolare innovazione o idee originali. I trope sono sempre gli stessi e sono tutti lì: abbiamo la chiacchierata sulla cima delle mura, il dialogo intorno al camino nella gelida notte e il sesso ricco di significato del “se domani devo morire male, almeno una gioia datemela stanotte”. Nonostante le situazioni non brillino certo di fantasia, i personaggi rendono il tutto molto particolare.

Cosa sta combinando Arya?

Arya la vagabonda

Uno spettro si aggira per Grande Inverno e non è il metalupo. Con la stessa espressione allegra di Packard di Atlantis, la figlia più giovane di Ned Stark gironzola per la fortezza senza un reale compito. Le sue sacre occupazioni, in un momento tanto importante, sono rompere le scatole al prossimo e regalargli magnifiche occhiate. Considerando che, di fatto, sia un personaggio che ha visto e ha fatto molto, tende forse a stare un po’ troppo sulle sue. Lo spettatore tuttavia non fa in tempo a pensarlo che parte la maxi scena con Gendry. Il fabbro più bello del reame, che probabilmente ha preso tutto da papà Robert (descritto come un bellissimo uomo durante la ribellione), ha finalmente preparato una lancia ad una mano per Arya. Quando mostra il frutto del suo lavoro, la giovane esprime non troppo velatamente l’intenzione di vedere tutt’altra lancia.

Fortunatamente, nel contratto di Maisie Williams non sono previste scene di nudo completo per questa stagione. Ci sentiamo già tutti in colpa per aver visto mezzo sedere ad una ragazza che abbiamo visto letteralmente crescere.

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Non so se riesca a spiegarmi

Bran e Jamie

Prendete due persone che non si vedono dalla prima stagione, dopo aver avuto la più interessante delle interazioni, e metteteli faccia a faccia alla fine di tutto. Jamie ha l’aria rassegnata nel momento in cui vede Bran per la prima volta. È certo che presto si troverà la testa mozzata dal corpo per averlo spinto giù dalla torre. Eppure, misteriosamente, il giovane lord di Grande Inverno (Perché ricordiamolo, il diritto è suo) si limita solo a farlo sentire in colpa con una citazione di classe che soltanto loro due possono comprendere. Una volta salvata la vita al suo carnefice, i due si parlano in privato ben lontani da orecchie indiscrete. È lì che Jamie capisce di non trovarsi più di fronte a Bran, il giovane figlio di Ned Stark, ma di avere davanti il Corvo a Tre Occhi.

Non ripeterò mai quanto il personaggio di Jamie sia quello che, a mio parere, nel corso di GOT sia cambiato di più. Ho amato il fatto che non rinnegasse le sue azioni, fatte per proteggere lui e la sua famiglia, solo per via di un nemico comune.

Ogni tanto in GOT mettetelo Spettro però!

Dopo la crescente preoccupazione degli spettatori della serie per Spettro, il metalupo di Jon, scomparso dalle scene per motivi ignoti, i registi sono corsi ai ripari. È chiaro e lampante come il sole che gli sceneggiatori non sappiano cosa farsene del plot dei metalupi, buchi neri di budget insieme ai draghi, motivo per cui hanno scelto di accantonarli. Ed ecco dunque riapparire Spettro, di punto in bianco, come se non se ne fosse mai andato. Compare in sfondo ad una scena, per qualche secondo, giusto per dirci “ehi, non vi preoccupate, non vogliamo spendere soldi per questa cosa ma il cagnolone bianco è ancora vivo”.

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Guardate come è morbido!

Il dialogo intorno al camino in GOT

Probabilmente la sequenza che vale tre puntate. Di fronte al camino della sala principale di Grande Inverno, si ritrovano tutti quei personaggi che non sanno cosa fare nella notte prima della grande battaglia. Chi si vuole riparare dal freddo, chi vuole allenarsi, chi vuole semplicemente annegare nel vino. In poco tempo si crea una combricola di personaggi primari e secondari, che hanno il loro momento di gloria. Nonostante la nostra ship assoluta per Brienne e Tormund, il gigante non riesce a far breccia nel cuore della vergine di Tarth. Dove il rosso più amato delle serie tv fallisce, Jamie riesce con stile. In una scena tanto semplice quanto ricca di emozione, vediamo il culmine della storia di Brienne e un meraviglioso sorriso della donna che vede coronato il suo sogno.

Speravamo tanto che Podrick ci narrasse cosa avesse fatto a quelle prostitute ma, come direbbe Frodo:

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Speriamo che lo scudiero non muoia nella prossima puntata, potrebbero piangerne i bordelli di tutta Westeros.

Ser Davos e Tyrion, relegati all’inutilità da parecchio tempo, tirano avanti con un misto di ottimismo e incoraggiamento del prossimo. Buffo che le due persone ad aver combattuto la battaglia delle Acque Nere si rivelino senza utilità al momento di preparare strategie belliche. GOT è sempre ricco di colpi di scena riguardo l’inutilità dei personaggi.

“Comunque io sono tuo nipote”

Quando ci siamo immaginati la rivelazione della vera identità di Jon a lui e Daenerys, non ci saremmo mai aspettati che il tutto avvenisse così tanto in sordina. Sembra invece che tale rivelazione non possa avvenire che nelle catacombe Stark, sotto gli occhi degli antenati. Diciamo che, nonostante Jon sia rassegnato ad una verità che aspettava da tutta la vita, la donna che dovrebbe amarlo non la prende altrettanto bene. Quando ti rivelano che l’uomo che ami sia tuo nipote, tu Targaryen potresti pensare tante cose: oddio sono andata a letto con mio nipote; beh, visto che l’incesto è un hobby nella mia famiglia, questa è un’ottima occasione per sposarsi e accontentare i lord del nord e i suoi abitanti; oddio che strana vita che devi aver vissuto. Daenerys, tuttavia, preferisce concentrarsi sul suo unico obiettivo: Jon è il legittimo erede al trono, ergo costituisce un problema. Qualcosa mi dice che per lui non ci sia sesso in quella fredda notte.

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