Goblin Slayer è una serie di light novel dark fantasy scritte dall’autore giapponese Kumo Kagyu caratterizzato dai suoi elementi di gore e violenza. Domenica 7 Ottobre ha visto la premiere dell’adattamento anime, un episodio che sta dividendo il web. Da un lato si schierano gli spettatori entusiasti dal realismo dell’opera, che dona al mondo fantasy una crudeltà e una violenza senza precedenti. Dall’altra parte le persone disgustate da scene di brutalizzazione del corpo femminile, stupri annessi.

Sinossi dell’episodio (Spoiler presenti)

Priestess è una giovane recluta della gilda degli avventurieri, rango porcellana, che decide di unirsi ad un party di suoi pari per andare a caccia di goblin. Nonostante l’addetta alle iscrizioni di gilda spieghi che sia un incarico rischioso e suggerisca di aspettare un cavaliere di rango più alto, il gruppo decide di ignorare i suoi avvertimenti. Il party per molti aspetti ricalcherebbe quello di un qualsiasi gioco di ruolo: abbiamo appunto la chierica, che si occupa di healing e supporto; il soldato che occupa il ruolo del tank e della frontline; la strega che dovrebbe sterminare i nemici con i suoi poteri e la monaca, che dovrebbe sopperire sia al danno che alla distrazione dei nemici. Tuttavia non ci troviamo all’interno di un gioco di ruolo e questo party è formato da novellini nella loro “classe”. Non notando un tunnel segreto, finiscono vittima di una tattica ad incudine goblin. Il guerriero impatta la sua spada contro la parete rocciosa, perdendola e venendo massacrato sotto gli occhi di tutti. La strega viene colpita da un coltello avvelenato e soffre atroci sofferenze. La monaca viene buttata a terra, con i suoi vestiti strappati, e viene violentata sotto gli occhi degli spettatori. La giovane Priestess riesce a scappare con la strega ma viene presto raggiunta dai goblin. A quel punto fa la sua comparsa il Goblin Slayer, un cavaliere solitario che con precisione, spietatezza e intelligenza utilizza la sua astuzia, le sue trappole e una sana dose di violenza per sterminare tutto il gruppo di piccoli esseri verdi. Notando la strega in agonia, decide di acconsentire ad ucciderla, come da sua richiesta, e lo fa in maniera veloce e senza pietà. Le sue azioni sono fredde, calcolate e molto ciniche. Dalle sue parole comprendiamo l’errore del party e del fatto che i goblin si moltiplichino in fretta. Per scongiurare il pericolo di quel branco, arriverà a sterminare anche i piccoli bambini verdi sotto lo sguardo di Priestess. “L’unico goblin buono è un goblin morto” Con queste parole riporta la giovane chierica in città.

Riflessioni

In rete sono emersi i più disparati commenti, con qualcuno che addirittura arrivava a ringraziare per la gratuita “rape culture” propinata con l’episodio. È giusto prendersi un momento per rispondere a tante di queste critiche con un pochino di informazione.
Il primo e più importante suggerimento che posso dare è: controllare il materiale originale. Guardare un adattamento anime e poi lamentarsi di aver visto un dark fantasy degno di questo nome è sciocco. Esistendo già il manga e la serie di light novel, una ricerca su google non avrebbe potuto guastare.

Il secondo riguarda proprio la famosa rape culture. Ricordo a tutti gli accusatori che con questo termine si intende l’accettazione di tutti quei comportamenti non rispettosi del corpo di una donna e della propria libertà: fischi per strada; questioni sull’abbigliamento delle vittime di stupro; autorizzazioni a palpate e molestie di varia forma; minimizzazione dei danni di una violenza sessuale. Ora, alla luce di questo, in che modo vedere una ragazza stuprata e poi uccisa senza alcuna pietà da mostri verdi dovrebbe normalizzare questa cosa? L’intento della scena è dimostrare la brutalità di un mondo violento, non suscitare ilarità e risate. Se gli spettatori si sono sentiti toccati e disgustati, vuol dire che hanno provato esattamente quello che dovevano percepire in quella scena.
Il primo e più importante suggerimento che posso dare è: controllare il materiale originale. Guardare un adattamento anime e poi lamentarsi di aver visto un dark fantasy degno di questo nome è sciocco. Esistendo già il manga e la serie di light novel, una ricerca su google non avrebbe potuto guastare.

Dati tecnici

La prima stagione dell’anime, l’unica annunciata fino ad ora, sarà composta da 12 episodi. Animazione e adattamento sono stati realizzati dalla casa White Fox, famosa per aver lavorato su “Steins;Gate”, “Akame Ga Kill!” e “Re-Zero”. L’animazione fino ad ora si è dimostrata all’altezza e ricrea perfettamente le atmosfere del manga e della light novel. È auspicabile che le critiche, di prevalenza occidentali, non tocchino la qualità e la passione dietro quest’opera.

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