Pronti a combattere a fianco, o contro, “Gli dei dell’arena”?

Abbiamo avuto un assaggio dell’inizio dell’insurrezione (qui), alcuni strascichi politici e sociali in giro per l’Erondár (qui), abbiamo atteso con i Ribelli i loro nuovi incarichi (qui), ed ora siamo pronti a seguire Ian e Gmor nella missione escogitata per loro da Vrill Ausofer!

L’avventura parte dove l’avevamo lasciata il mese scorso, con i nostri due amici sotto copertura presso un’arena di gladiatori nel Vâchondàr, nei territori meridionali dell’Erondár.
Vai con l’intro!

Affondate la lama nella carne di un uomo, ed essi vi ameranno per questo.

Proximo, “Il Gladiatore”, Ridley Scott, 2000

“Gli dei dell’arena”


Scopo di Ian e Gmor è quello di salvare il principe Sarkis, ultimo erede al trono, in seguito alla morte dei fratelli durante la Guerra delle Regine Nere, del regno di Himyara. Va da se che, il riportarlo a casa incolume dall’arena, dove si trova anche lui sotto falso nome, varrebbe ai Ribelli il sostegno clandestino del padre nella lotta contro la Teocrazia Erondariana.

Per gustare appieno tutti i risvolti dell’episodio, può bastare l’editoriale di Luca Barbieri, oppure tirare fuori dal nostro scaffale “La principessa delle sabbie” (Dragonero Speciale n°4, luglio 2017), o ancora recuperare in libreria, o fumetteria, quando riapriranno, il nuovo cartonato di Dragonero che ripropone la suddetta storia.

Copertina dello speciale "La principessa delle sabbie", strettamente collegato a "Gli dei dell'arena"
La principessa delle sabbie

Ma cosa hanno a che fare il principe Majdy, la moglie Abayomi e la sua ‘sposa di scudo e spada‘, Gaëlig con la missione di Ian e Gmor?

Dragonero insieme a Majdy, Abayomi e Gaëlig, che ritornano in "Gli dei dell'arena"
Majdy, Abayomi e Gaëlig

Diciamo che questo intreccio complica un po’ le cose al nostro dinamico duo, che si destreggia sul filo di lama, e si può ben dirlo data l’ambientazione, tra i pericoli dell’arena e quelli più subdoli tessuti della nobiltà, sviando le attenzioni del loro lanista, il nano Kevork (nani e arene di gladiatori… a qualcuno torna in mente il nano Arack, con il compare orco Raag, de “Il destino dei gemelli” primo romanzo della trilogia delle Leggende di Dragonlance ad opera delle penne di Margaret Weis e Tracy Hickman?).

Il nano lenista Kevork minaccia Ian, è dura la vita de "Gli dei dell'arena"
Kevork e Ian, qui la minaccia mi pare seria

Ma non ci sono solo insidie nelle stanze dei nobili da risolversi all’ombra dei vicoli, la vita è perennemente messa in pericolo al centro dell’arena. Il disegnatore Riccardo Latina riesce a ritrarre appieno la violenza degli scontri tra gladiatori ma, mentre per chi combatte è una questione non solo di vita o di morte, ma di onore, per gli spettatori è solo sete di sangue e di denaro.

Il combattimento finale, frutto dell’ultimo intrigo, ci tiene con il fiato sospeso tanto è serrato e incerto nel suo risultato. Come andrà a finire? Non sono di certo qui per spoilerarvelo. Andate in edicola, o aspettate di poterlo prendere in fumetteria, e leggetevelo!

Il medium fumetto parla anche di altro!

Come abbiamo avuto modo di ribadire più volte, gli episodi di Dragonero possiedono diversi strati di lettura (“come le cipolle” cit., tanto un orco di mezzo c’è sempre!).

La trama “orizzontale”, la lotta contro l’Impero Erondariano, si lega a quella “verticale” dell’episodio, cioè salvare il principe per farsi un alleato potente, che a sua volta si interseca alla storia di alcuni personaggi secondari della saga di Dragonero, e ultima, ma non per importanza, la possibilità di occuparsi di temi complessi.
Ne “I Guardiani di Pietra“, ad esempio, siamo stati testimoni dell’intolleranza nei confronti di una minoranza sociale e religiosa, in questa avventura, invece, Luca Enoch si occupa del rapporto, emotivo ed intimo, tra le due comprimarie dell’episodio. Lo sceneggiatore riesce a tratteggiare in maniera sapiente un legame forte, appassionato, sincero, ma soprattutto tenero (illustrato in maniera efficace da Riccardo Latina), lontano da pregiudizi e strumentalizzazioni, figlio però di una società tradizionale.

Riflessioni generali sull’opera “Dragonero

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti di Dragonero, cioè che il mondo creato da Luca Enoch e Stefano Vietti è vivo ed in perenne mutamento; i personaggi che abbiamo incontrato in passato, possono tornare, e sicuramente torneranno, in altri episodi, e al contempo le loro vite sono proseguite, si sono evoluti.

Dragonero, il Ribelle” tornerà in edicola con “La voce della foresta profonda” (n° 6) l’8 aprile, ci leggiamo in giro (speriamo)!

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo.

I ribelli dell’Erondár

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