Avete già letto la recensione della puntata 4? Potete trovarla qui.

Dopo il finale quasi traumatico della scorsa puntata, Gen:Lock spinge sull’acceleratore con una delle puntate ideologicamente più inquietanti della serie. Mi piacerebbe sapere, dopo aver letto la recensione, il vostro pensiero a riguardo.

Sinossi

Dopo aver letteralmente perso la testa nello scorso episodio, Camie è tormentata da violenti incubi riguardo lo scontro con quella creatura. Si sente impotente e in balia degli eventi, rivivendo la propria morte ancora e ancora. Questo ricordo traumatico non ha effetto solo sulle sue notti, perché durante le giornate di allenamento il suo rendimento cala drasticamente. Nervosismo e mancanza di concentrazione e fiducia in se stessa portano le sue performance al minimo storico, oserei dire quasi pre allenamento. La paura prende spesso e volentieri il sopravvento, facendole perdere di vista l’obiettivo.

In un momento di frustrazione per i suoi risultati, Camie riesce ad accedere alle opzioni dell’Holon (un menù che ricorda molto quello dei videogiochi) e scopre che ci siano dei parametri anche per la sua mente, così come una sezione che conserva tutti i ricordi. Le menti digitali possono dunque essere manipolate a piacimento, anche se fortunatamente non comprendiamo con quali conseguenze sul lungo periodo. Camie sceglie di non eliminare i ricordi ma, attraverso una barra, mette al massimo i propri valori di confidenza e sicurezza in se stessa. Un prompt la avverte della pericolosità della cosa ma lei sceglie comunque di modificare se stessa. Il Dr. Weller riceve un avviso, avendo anche lui un hud con le stesse opzioni dei membri del Gen:Lock, ma sceglie di lasciar provare Camie. Molto probabilmente lo scopo del dottore è vedere se le sue performance siano dovute solo a mancanza di fiducia o a vera mancanza di abilità. Preoccupato ma curioso, Weller osserva Camie demolire tutte le nuove prove, ottenendo risultati mai visti prima (persino utilizzando il doppio delle pistole). Il problema sorge nel momento del combattimento uno contro uno, dove la giovane viene presa da una furia rabbiosa e smette di ascoltare le indicazioni, andando in berserk. Soltanto a quel punto il Dr. Weller impone che le impostazioni tornino quelle di default, riportando a normalità la giovane.

Dopo l’accaduto, il gruppo si ritrova a confrontarsi in mensa. I membri del Gen:Lock simpatizzano con Camie ma la avvertono che non debba riscrivere se stessa per sentirsi meglio. Oltre ad essere potenzialmente pericoloso per chi Camie sia davvero, è anche un modo facile e non definitivo per affrontare i problemi. Arrivati all’argomento sogni, il gruppo rivela come l’utilizzo degli Holon stia avendo un effetto sulla loro psiche. Yaz rivela il sogno più strano, dove è nuda e gigante come uno dei mech e senza organi genitali di sorta. Valentina (o forse ormai dovremmo dire Val) invece rivela di aver sognato da tempo di avere un corpo da robot ma, come tiene a specificare, gli “accessori giusti” erano sempre presenti.

La discussione viene interrotta dall’invito generale a presentarsi in sala briefing, una missione imminente li attende. Poco prima dell’inizio della presentazione del prossimo incarico, Miranda mette una pulce nell’orecchio di Chase: ritornerebbe nel Vanguard se il progetto Gen:Lock venisse chiuso?

Il giovane non ha tempo di rispondere perché il briefing comincia. Per la prima volta nella storia di quel conflitto, il Polity passerà all’offensiva. Sembra che ci sia un grande impianto industriale e, visto il successo di ben 18 missioni solo quel mese, vogliono alzare la posta in gioco.

Dopo il briefind, Miranda e Chase hanno più tempo per approfondire il discorso. Chase ha dei dubbi, perché lui effettivamente può combattere solo attraverso un Holon, come potrebbe fare senza? La ex compagna fa presente come lui abbia notevole esperienza sul campo e potrebbe facilmente ottenere un posto di comando, non dovendo combattere così in prima linea. Sono le parole della giovane a far uscire tutti i dubbi di Chase. L’ex soldato considera se stesso un fantasma intrappolato tra la vita e la morte. Non può lasciare la sua vasca e non sa neanche se potrà mai essere possibile. Che vita potrebbe avere senza il programma Gen:Lock? La guerra, in compenso, sta avvenendo proprio in quel momento. Perché pensare al futuro quando è il presente a contare?

Per questa missione, il Dr. Weller e il reparto meccanico del Polity hanno lavorato a dei prototipi per gli Holon. Il mech di Julian ha ottenuto senza dubbio l’upgrade più grande, con due ali meccaniche, che permettono alla sua natura di pilota di esprimersi nuovamente.

Fin dall’inizio della missione, le cose si fanno complicate. Sembra che degli scienziati del Polity siano stati catturati e vengano usati come schiavi (o forse scudi umani in caso di un attacco). Fortunatamente, grazie alla presenza degi Holon, la superiorità bellica e tattica è schiacciante. La missione ha rapido successo e l’impianto industriale viene bombardato e distrutto. Durante la fuga con gli ostaggi però, Camie e Miranda vengono intercettati dallo stesso essere della scorsa puntata. Il mech nero riconosce la giovane e la chiama per nome. La squadra Gen:Lock riesce a mettere facilmente in difficoltà l’avversario condividendo i sensi l’un con l’altro. Durante lo scontro, diventa sempre più chiaro che l’intelligenza artificiale e/o il pilota sia Chase stesso. Non è chiaro il come ma il fatto che veda l’Holon come una “copia” e parli come Julian lascia intendere che ci sia qualcosa sotto.

Commento

Sembra che non ci si possa proprio annoiare con questa serie. Anche questo episodio è ricco di informazioni e di colpi di scena, lasciando spazio ai personaggi di evolversi. Il rapporto tra Chase e Miranda prosegue, con i due finalmente in atteggiamenti intimi e complici in confronto alle prime puntate. Capiamo meglio il dramma di Chase, intrappolato in una vasca e costretto a vivere attraverso ologrammi. Comprendiamo anche il sogno di Miranda di riavere nella sua vita il ragazzo che amava (e per il quale probabilmente prova ancora qualcosa). Camie in questa puntata si trova ad affrontare il suo trauma, facendo una delle scoperte più interessanti del progetto Gen:Lock. Il fatto che il Dr. Weller possa da remoto controllare le personalità dei ragazzi apre a scenari inquietantissimi. Cosa potrebbe essere costretto a fare per salvare il programma? Il suo braccio di ferro con i militari peggiora giorno dopo giorno. Credo che la cosa davvero spaventosa della situazione sia il vedere una barra come nei videogiochi e sapere che, con un piccolo sforzo, la tua personalità possa essere riscritta da zero. Lo stesso si può dire dei ricordi.

Per quanto riguarda il Chase Union, chiamiamolo momentaneamente così, la mia teoria è che abbia a che fare con l’esposizione alle nanomacchine che lo hanno tenuto in vita. Possibile che siano riusciti a creare una copia della sua mente? Magari in forma meno precisa di quanto avrebbero voluto.

Una cosa è certa, i temi fantascientifici si stanno facendo interessanti e pesanti al tempo stesso.

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