Parliamo con i creatori di GDR al Buio, il format con cui i giocatori possono ritrovarsi per giocare di ruolo, ma senza sapere il titolo del gioco e i nomi dei propri compagni di party!

Per come si è affermato il gioco di ruolo in Italia, molto spesso si finisce per giocare di ruolo con le stesse persone per anni. Magari sono i soli giocatori o giocatrici della nostra zona, magari sono i nostri amici di infanzia con cui abbiamo tirato i dadi la prima volta: sebbene con origini variegate, conosciamo tutti il concetto di party storico.

In parte, sono le persone sulle quali possiamo sempre contare per giocare di ruolo, il dream team con cui esploreremmo ogni dungeon; in parte, sono la nostra comfort zone, il piccolo gruppo ben rodato dal quale non usciremmo mai per provare nuovi titoli.

E, magari, nemmeno proviamo nuovi titoli: dopo anni, il nostro gruppo è diventato bravissimo a giocare a D&D, tanto che ne abbiamo modificato appositamente le regole per venire incontro ai nostri gusti! Oppure non siamo tutti d’accordo sui nuovi titoli da provare, o non possiamo permetterci le nuove uscite, oppure le nostre vite sono cambiate e non riusciamo ad incontrarci più con la stessa frequenza, o manchiamo di un luogo fisico in cui giocare.

La vita del giocatore di ruolo spesso è, alternativamente, fatta di monotonia e imprevisti: l’anno prima giocavamo di ruolo costantemente col nostro gruppo fisso, l’anno dopo tutti si sono trasferiti e non possiamo più vederci di persona. E trovare un nuovo party, anche solo per una one-shot, non è facile.

GDR al Buio: giocare facilmente, ma con la sorpresa

Ed è qui che entra in gioco il GDR al Buio, il progetto inaugurato nel 2016 da Daniele Fusetto di Storie di Ruolo e di cui si può leggere qui.

Il GDR al Buio è de facto un appuntamento al buio, ma reso più sexy dai d20 in cui giocatori e giocatrici di ruolo si possono ritrovare per giocare insieme, ma senza sapere chi saranno i loro compagni di party e quale titolo proveranno.

Dopo essersi dati appuntamento in un determinato giorno con una serie di persone intenzionate a ricoprire il ruolo di master e a portare al tavolo una serie di giochi di ruolo da provare, i partecipanti non devono fare altro che raggiungere la location e giocare. Infatti, nei GDR al Buio non si scelgono né i propri compagni di party, che sono assegnati casualmente, né il titolo che si proverà: al gruppo di giocatori, infatti, verrà conferito uno dei master disponibili, che proporrà loro il gioco da one-shot preparato.

In questo modo, non solo in una sera si potrà provare un gioco di ruolo nuovo, ma si potrà sperimentare anche il gioco con persone diverse da quelle del nostro party storico, con stili di gioco differenti. In questo modo, anche provando un gioco che si conosce, si può vedere come il gameplay cambi significativamente grazie al diverso approccio al sistema apportato dai master e dai giocatori.

Al momento, i GDR al Buio si stanno affermando in tutta Italia, con sempre nuovi master che mettono a disposizione il proprio tempo e un numero di giocatori sempre più consistente che partecipa all’evento. Infatti, l’ideatore originale è stato affiancato da tantissime altre realtà impegnate nella divulgazione sui giochi di ruolo, che si sono prese la responsabilità di organizzare nuovi GDR al Buio, oltre al primo storico appuntamento di Pavia. Addirittura, nell’ultimo anno si è organizzato anche il primo GDR al Buio online!

Al momento, il prossimo grande appuntamento del GDR al Buio sarà proprio al Modena Play: infatti, nella giornata di venerdì verrà organizzato il Play al Buio, che si terrà venerdì 5 aprile dalle 14.00 alle 18.30 e conterà ben 70 partecipanti.

Daniele ed Edoardo ad Immaginaria! (fonte)
Daniele ed Edoardo ad Immaginaria! (fonte)

Per saperne di più: l’intervista ai responsabili di GDR al Buio!

Poiché in Italia il GDR al Buio è ormai piuttosto conosciuto e popolare, noi Cercatori abbiamo reputato che sarebbe stato più interessante non solo presentare questo progetto, ma anche parlare con i suoi creatori e responsabili. In questo modo, infatti, potremo avere un punto di vista più personale sul format, sulle sue sfide e sul suo futuro!

Ecco dunque per voi, l’intervista a Daniele Fusetto ed Edoardo Cremaschi di Storie di Ruolo e a Chiara Listo e Giuseppe Vitale di Morgengabe. Ringraziamo tantissimo gli intervistati per la gentilezza, la pazienza e l’esaustività delle risposte!

1) Quali sono state le maggiori sfide nell’organizzazione dei GdR al Buio? Come le avete superate?

[Daniele]

La prima grossa sfida, che è anche il motivo per cui è nato il GDR al Buio, è portare i giocatori alla location.

Lo dico sempre: il primissimo Buio a Pavia… non aveva partecipanti! Sono rimasto alla location un’oretta, ma mi sono ripromesso di essere costante e questo ha ripagato.

Ovviamente crescendo di numero è diventata una sfida anche l’organizzazione grafica, che contempla la creazione di circa venti eventi (e relative immagini) al mese — se non di più! Aggiungiamoci tenere i contatti con tutte le persone che organizzano le varie rassegne… ed è un delirio!

Lo superiamo con calma, pazienza e social network, tenendoci aggiornati fra di noi anche grazie a documenti online su cui fare il tracking delle attività.

2) Nel far provare giochi nuovi durante gli eventi, quali sono state le soddisfazioni maggiori? Ci sono stati giocatori/trici che sono andati/e in crisi, invece?

[Giuseppe]

La soddisfazione maggiore è sicuramente scoprire che i giocatori che hanno provato un gioco con te magari restando stupiti da determinate particolarità del titolo, lo rigiocano successivamente con i loro amici. Quando ci mandano le loro foto o ci fanno sapere che stanno giocando a quello che hanno provato da noi mi si riempie il cuore di gioia.

Sulla crisi invece… non saprei dire così su due piedi. Ho avuto giocatori che non hanno apprezzato un determinato gioco, ma di solito le persone che vengono da noi accettano il formato Buio e cercano di divertirsi, come ricordiamo sempre, anche quando il titolo proposto non è nelle loro corde come genere o sistema.

3) Consigliate il GdR al Buio anche per fare playtest di nuovi giochi e/o avventure: chi ha playtestato con voi? Com’è andata? Per che genere di giochi il Buio è più adatto come campo di playtest?

[Edoardo]

Abbiamo una lunghissima lista di giochi playtestati nelle più svariate rassegne ed anche un numero considerevole di giochi in blindtest.

Abbiamo però uno standard per i giochi che vengono portati e coincide grossomodo con la fase di betatest: non vogliamo che il gioco si “rompa” davanti a giocatori che non sono venuti per fare quel tipo di esperienza; ma soprattutto Gdr al Buio è nato per diffondere il gioco di ruolo e quindi un gioco, anche uno in playtest, dovrebbe essere idealmente replicabile al di fuori della rassegna da chi l’ha giocato.

Rispettando queste premesse abbiamo sempre avuto feedback molto positivi da entrambi i fronti: per un autore far provare il proprio gioco a qualcuno che non sapeva nulla fino ad un istante prima è un banco di prova decisamente notevole; per un giocatore provare un gioco non ancora pubblicato è un’esperienza da non perdere.

I giochi migliori sono sicuramente quelli che rendono meglio in una one-shot, o addirittura sono pensati per poterli giocare in one-shot entusiasmanti (penso che ogni gioco ogni giorno dovrebbe avere questa opzione, ma essere uno dei coordinatori nazionali di Gdr al Buio potrebbe rendermi di parte 😉 ).

Il GDR al Buio ad Immaginaria (fonte)
Il GDR al Buio ad Immaginaria (fonte)

4) Facendo da master a così tante persone, cosa avete imparato? Avete qualche consiglio da condividere?

[Chiara]

Sicuro! Innanzitutto ho imparato una grande verità: esiste il gioco giusto per il gruppo giusto, ma il Buio, come “Gioco Organizzato” è fondamentale per andare oltre.

Lì al tavolo, con un gioco a sorpresa, spesso senza il “supporto” e la “sicurezza” del solito gruppo di amici, le persone si trovano a dover imparare a giocare insieme. E giocare insieme a sconosciuti è importantissimo per capire i propri errori e mettersi a nudo su tantissime questioni. Mi è capitato di vedere giocatori “gonzi” che, trovandosi di fronte ad un gioco “da piangere”, cambiavano completamente atteggiamento adattandosi a quello che il gioco richiedeva.

Ho imparato che il gioco “gateway” non esiste: ho visto giocatori novellini dare il meglio sui masterless e giocatori trentennali lasciare indietro tutto per provare ciò che per loro era ignoto.

Il Buio è questo: un’esperienza a cui avvicinarsi senza timore e senza pregiudizi. Il relax di una sessione in cui non devi preoccuparti di altro che di giocare al meglio con altre persone. Nel rispetto. Senza metterti le dita nel naso.

5) State conquistando sempre più città: quali sono le vostre prossime mete? E i prossimi level up del progetto?

[Daniele]

Il prossimo level up è… far giocare ancora più persone! Specialmente neofiti. Mi piacerebbe anche organizzare qualcosa per far diventare i giocatori di oggi facilitatori o master del futuro.

[Giuseppe]

Ovviamente vogliamo conquistare il mondo. Ma per arrivarci ci servono più contatti con gli editori e con gli autori per far provare i loro giochi al meglio in tutte le nostre rassegne. Per ora il Buio è andato avanti come rassegna sostenuta solo sulle spalle di numerosi volontari, vediamo se riusciamo a procurarci uno sponsor che ci aiuti a diventare ancora più grandi (E più grandi di 1500 giocatori attivi non è facile eh!).

[Edoardo]

Purtroppo sono le mete a scegliere noi. 😛 Se dipendesse da me punterei alla valle d’Aosta così da non mollare Gdr al Buio nemmeno quando vado in vacanza – se non si potesse, mi accontenterei di Lucca.

[Chiara]

Siamo in molte città ormai. Per questo una delle prime cose da fare – e ce ne occuperemo quando ci incontreremo a Modena – è dare un regolamento nazionale al Buio, qualcosa che raggruppi tutte le rassegne in un unicum con obiettivi comuni. Fatto questo, possiamo pure conquistare le stelle!

Immagine di copertina: locandina del Play al Buio (fonte).

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