Ho sempre guardato con occhi sognanti Dragon Trainer ed il suo universo alternativo; non nascondendo che le vicende di Hiccup Horrendous mi intrigassero per la loro idea di fondo. Come succede difatti anche ai fan di Harry Potter con le lettere di Hogwarts non ho mai davvero “smesso” di desiderare una Furia Buia. O di possedere la Forza, o di vivere a Hobbiville (o Hobbiton?) per i fan delle rispettive saghe.

Sogni ovviamente infantili, relegati a quelle due ore di film e/o ai minuti successivi dall’uscita al cinema, che vengono messi da parte con il tempo. Ammetto che l’aver visto la sala gremita di bambini (mentre io e amici eravamo oltre il quarto di secolo) ha dato il suo contributo. Il secondo titolo mi aveva stupito sotto molti punti di vista e speravo di ricevere la stessa dose di sorpresa.

Ovviamente avvertiamo i lettori che questa recensione conterrà spoiler del secondo capitolo e, nella parte finale, del film stesso.

E andiamo.

Un grande passo avanti

Non nego che la resa grafica di Dragon Trainer 3 sia ineccepibile, né che le musiche non rendano questa resa grafica ancora più emozionante. DeBlois ha semplicemente dovuto riconfermare la sua bravura in quanto direttore e scrittore per questo terzo capitolo e ci è riuscito.

La trama, in breve, riprende dove ci eravamo al termine del secondo (e a mio parere strepitoso) capitolo. L’Isola di Berk si è ripresa alla grandissima dall’attacco di Drago Bludvist e Hiccup, in quanto re, amministra come può la città. Stoick ha lasciato sulle spalle del figlio un pesante fardello che, con il tempo, diventa sempre più ingombrante. L’avere a disposizione draghi domestici è un grosso vantaggio che da un po’ di respiro ai vichinghi dell’isola, pacifici signori incontrastati dei draghi. Astrid ha accettato il suo ruolo di “regina in attesa” e tutti i ragazzi stanno cercando, lentamente, di diventare adulti.

Spoiler di trama

La pace è però destinata a scomparire dall’isola di Berk visto che un nuovo nemico, un cacciatore di Draghi di nome Grimmel è intenzionato a uccidere Sdentato. Anche se le motivazioni sono un po’ povere, Grimmel dimostra fin da subito di essere un malvagio con il quale non scherzare ma, al contrario di Drago, impersona il lato più “astuto” del male.

Contemporaneamente compare una Furia Chiara, ultima rimasta della sua specie come Sdentato è della sua, che aggiunge una certa dose di distrazione e problemi al “dinamico duo”.

Spoiler

Il triste epilogo è praticamente preannunciato ma il film si lascia guardare senza colpo ferire e subire, e le due ore scarse passano senza alcun problema.

Quindi ci stai dicendo che ti è piaciuto, giusto?

Tartara di drago e di responsabilità

Come avrete compreso Dragon Trainer 3 mette al centro del suo film il tema delle responsabilità e del distacco. L’età dei personaggi li mette di fronte a dei problemi da adulti e appare quanto mai chiaro che i due protagonisti, per il bene reciproco, dovranno dividersi in un modo o nell’altro. La separazione è un “dolore necessario” per permettere all’altro di andare avanti, per continuare la sua strada altrimenti sempre appoggiata sull’altro, quasi dormiente.

Nulla che non si sia già visto, ovviamente. E, se questo da un lato dà quel sapore di già assaggiato al film, il fatto che ci si stia avviando verso un epilogo che già si conosce non fa che creare ulteriore magone nella gola degli adulti presenti in sala. D’altra parte la sospensione dell’incredulità viene aiutata dal modo molto piacione nel quale vengono trattate altre tematiche (più reali) come il matrimonio, il “diventare adulto” e il dovere di “guidare un popolo”.

E, se da un certo punto di vista comprendo la necessità di dover rendere il film accettabile anche agli occhi di un pubblico piccoletto, non comprendo l’inevitabile cambio di rotta. Guardando difatti a Dragon Trainer 2 si può notare come la morte di Stoick, il padre, e le circostanze portate a questa sono a dir poco drammatiche.

Guardando Dragon Trainer 3 sembra invece di guardare un film che della drammaticità ha trattenuto un ricordo, una memoria. Anche se le relazioni si fanno più adulte non c’è un reale “level up” dei dialoghi, né delle situazioni che rimangono leggere fino alla fine. Se si è disposti ovviamente a lasciar perdere la fin troppo brusca marcia indietro Dragon Trainer appare la giusta conclusione di una trilogia nata e cresciuta benissimo.

È il momento degli spoiler bello.

Code spezzate e gambe rotte

Da qui cominciano gli spoiler, desistete e andate a vedere il film prima di proseguire oltre!

Spoiler
Ebbene, potrei cominciare a parlare del minutaggio,, differente di appena 4 minuti dal secondo capitolo, a sua volta 4 minuti più lungo del primo. Ovviamente si tratta di minutaggio ben speso, nessuna scena appare superflua, anzi. In più di un’occasione mi sono trovato a chiederne di più; molte scene sono fin troppo veloci e faticano a rendere tutto al meglio.
La relazione tra Hiccup e Astrid è poi complessa, quasi rimasta allo status di sfondo quando sarebbe potuta e dovuta essere centrale, specchiando in un certo senso la vita in divenire di Sdentato. Perfino Valka, nel secondo capitolo un ruolo interessante, perde parte del suo splendore (e ciò è male, perché era un personaggio davvero straordinario).
Per quanto riguarda Grimmel, il malvagio emula in gran parte la malvagità di Drago Bludvist senza però assimilarne le basi; è un ottimo ritratto (freddo e logico) di una malvagità stravista ma manca di qualcosa. Il carisma, forse, o l’occasione di ferire per davvero il protagonista come era stato per Drago. Una scena in particolare (Valka in avanscoperta) mi ha fatto temere il peggio ma, con un negativo colpo di scena, nulla è accaduto. La scena finale è un vero e proprio inno alla gioia, l’ho apprezzata, per quanto fosse sognante e infantile. È una nota colorata all’interno di un film che sembra voler comunicare cose differenti a due enti del pubblico differente e ci riesce a malapena. Un po’ un peccato perché, tra le scene di Stoick e i vari intermezzi tra i ragazzi, Hiccup e Astrid si sarebbe potuto dare al film un tono un po’ più adulto. Un po’ come la scena di Lady Marian e Robin Hood di anni fa, incomprensibile agli occhi infanti ma terribilmente intensa per un adulto.

Vi lascio quindi con l’immagine che ho più apprezzato del film e lasciando a voi i pareri. Vi è piaciuto e ha incontrato le vostre aspettative o siete rimasti delusi? Fatecelo sapere qua sotto!