Coriolis: Diario di M.A.D.A.R

Ciò che state leggendo fa parte della rubrica settimanale riguardante la nostra campagna di Coriolis, Di Necessità Virtù. Il riassunto riguarderà la sessione in corso e aggiungerà anche informazioni riguardo la sessione successiva. Il contenuto pullula di spoiler, ovviamente. L’intero riassunto verrà esposto dal punto di vista di M.A.D.A.R, l’Intelligenza Artificiale della nave Stargazer.

Se vi siete persi la nostra live, potete trovarla qua.

Amabili Resti

L’equipaggio della Stargazer ha distaccato le navi della legione e si trova ora nella catena di asteroidi e resti di navi vicino al gigante gassoso di Dan’namt, su Odacon.

Durante questa sessione ho deciso di andare brutalmente a braccio, segnando solo la fine e l’inizio e lasciando libero il centro della live, in modo che potessero riempirla gli spettatori ed i personaggi. Nonostante tutto sono riusciti a stupirmi ed il finale è stato piuttosto improvvisato, causa tempo rimasto e tanto, tanto altro.

Passeggiata spaziale

L’anello di asteroidi/resti metallici non è sicuramente semplice da affrontare, ed il Pilota non ha il massimo della fortuna: un pezzo di incrociatore Zalosiano finisce in rotta di collisione con la nave e lascia un amabilissimo resto piantato nello scafo. Anche se inizialmente si pensa ad un residuo organico, si scopre velocemente che si tratta di una creatura che trova sostentamento nell’energia della nave. L’equipaggio si appresta a toglierlo e riesce nel tentativo, senza evidenti difficoltà. Una trovata geniale, anzi, consente all’equipaggio di aggiungere ulteriore distanza tra loro e le navi della Legione.

I ragazzi non hanno fortunatamente portato quel coso a bordo, in quanto dal pubblico era appena giunto il suggerimento di infettare l’equipaggio grazie alla creatura. Probabilmente hanno visto troppe volte Alien per fidarsi di ciò che viene dallo spazio profondo. Nonostante tutto sono riusciti a sopperire a questo piccolo inconveniente e, inserendo un localizzatore nel trasportino, hanno valorizzato al massimo il risultato ottenibile.

Resa dei conti

L’ultima vicenda su mira ha però aperto una sorta di breccia negli equilibri della nave. Ardashir decide di sottoporre Al-Malik ad una sorta di interrogatorio/punizione, suggerendo inizialmente una pena piuttosto severa per l’insubordinazione del pilota. D’altronde, se non fosse stato per la precisione incredibile dell’ultimo arrivato, il Capitano e Han’Nam avrebbero potuto riportare ferite. È Reem, però, a portare la discussione a toni più calmi e tranquilli, ristabilendo il suo status quo. M.A.D.A.R è confusa riguardo la risoluzione pacifica, ed esprime il suo punto di vista al capitano.

Anche a causa del poco tempo a nostra disposizione è stato complesso dedicarsi ai rapporti tra personaggi, pertanto ho accolto con piacere questa parentesi tra giocatori.

Al-Malik e Ardashir sanno come risolvere le situazioni in modo delicato

Smarrimento

L’equipaggio non ha intenzione di gettarsi all’interno di un salto warp senza informazioni, quindi continua sulla sua rotta fino ad arrivare ad un portale abbandonato. Cercando di rimetterlo in funzione, estraendo la carcassa di un bombardiere/asteroide, trova un letto di stasi dell’Ordine dei Paria ancora operativo. Fondamentale è l’intervento di Haydee: la regina dei dati riesce in ogni procedura e si rivela essere un solidissimo ingranaggio della nave.

Il letto di stasi contiene qualcosa di raro: un’armatura da combattimento avanzata, probabilmente antica quanto la guerra di Odacon, protetta da una I.A molto aggressiva. Reem dà il consenso a M.A.D.A.R al contenimento dell’I.A nemica, ma il combattimento digitale non sembra andare benissimo, e l’I.A molto apprensiva rimane silente.

L’equipaggio, recuperato il letto di stasi, arriva ad uno stallo. Ismael e Reem divergono sui piani per andarsene da Odacon e la spaccatura non può venir sedata da nessuno; le cose rimangono sospese, anche se si respira un clima a dir poco teso. La nave si prepara a fare il salto e l’equipaggio entra nei letti di stasi.

Epilogo e Prologo a Coriolis

Il risveglio dell’equipaggio è tinto di sogni strani e incubi: quando il portellone dei letti di stasi si riapre, tutti quanti si ritrovano in una clinica privata. A soccorrerli sono numerosi medici della fondazione, che spiegano all’equipaggio (nel quale manca Ismael) che sono atterrati sul Monolito, su Kua, e che la nave è andata completamente distrutta. Ancora scioccati dagli eventi, i medici lasciano l’equipaggio ridestarsi tranquillamente, scortandoli in una sala ricreativa.

L’equipaggio comprende quindi di trovarsi in un Ospedale sul Monolito; Ismael sembra essere scomparso, la nave sembra essere completamente demolita e l’artefatto è stato recuperato dalla Fondazione, che stava lavorando al Monolito.

Con tante, tantissime domande, l’equipaggio si prepara a fare il punto della situazione.

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