Codex Venator: Off Season (Milano)

Attenzione: A differenza de “Il Diario del Cacciatore” questo contenuto tratta avvenimenti che non sono avvenuti durante una delle sessioni di Codex Venator. Sono storie secondarie, approfondimenti di personaggi ed episodi “filler” scritti durante i momenti di pausa. Benvenuti a Codex Venator: Off Season!

Questo che state per leggere riguarda Guido Trivulzio ma non è narrato sotto forma di diario. Guido molte volte omette delle cose o degli aspetti del suo carattere che non è pronto ad affrontare, neanche su carta. In questo episodio lo vedrete un po’ più da vicino, oltre la sua nera armatura.

off season

Off Season: Il risveglio

Le fiamme abitavano ancora gli incubi di Guido. Il portavoce della famiglia Trivulzio aveva provato tutto ciò che gli era venuto in mente per scacciarle: Il vino non riusciva a spegnere il fuoco; la confessione non offriva sollievo alla sua anima e le pozioni dello speziale fallivano nel dargli sostegno. Per scappare ai suoi incubi dormiva poco e cercava di sfiancarsi durante il giorno. La mancanza di riposo lo portava ad alzarsi di malumore e a non vedere miglioramenti con il passare delle ore.

Quella mattina fu peggio. Molto peggio. 

«Guido!»

Il sonno di Guido venne interrotto da un messo degli Anziani e dal suo fastidioso bussare alla sua porta.

«Guido!»

Lo scocciatore doveva essere un ragazzo, o poco più. La sua voce tradiva la giovinezza e la sconsideratezza con cui chiamava il suo nome. Gli Anziani sapevano che Guido non se la sarebbe presa con lui, poiché ai giovani Trivulzio veniva insegnato l’orgoglio prima che l’educazione. Ambasciator non porta pena. Gli Anziani convocavano e lui doveva rispondere, a prescindere dall’ora o dal giorno. Tutte queste buone ragioni non lo fermarono…

«Guid…»

«Che c’è?»

La porta si era spalancata, rivelando il corpo bruciato dell’uomo. Si era alzato di corsa, infastidito dalla chiamata, e non si era curato di coprire i resti di quello che un tempo era Guido Trivulzio. Nel rivolgersi al giovane messaggero degli Anziani aveva ringhiato, lasciandosi sfuggire più rabbia di quella che non avrebbe dovuto, o voluto, mostrare.

«Io…»

Gli occhi del giovane erano terrorizzati. A memoria di Guido, non erano molte le persone all’interno della famiglia ad averlo visto così. Il ragazzo probabilmente non aveva capito che l’uomo stesse dormendo e si aspettava di trovarlo presentabile.

«Io…»

«Alessio, un Trivulzio non tentenna in questo modo.»

Sentenziò Guido, tentando di riportare il giovane alla realtà. Purtroppo per lui, Alessio necessitò di qualche minuto prima di tornare in sé. 

Per offrire tempo al paggio di riprendersi, Guido si voltò e si diresse verso i vestiti. Passò davanti al suo specchio. Non lo guardò. Non lo guardava mai da quella Caccia. Mentre l’uomo finalmente indossava delle brache atte a coprirlo, Alessio si permise di fare qualche passo nella sua stanza. Austero come il suo padrone, l’alloggio di Guido aveva pochissimi orpelli e offriva ben poche comodità rispetto alla vita degli altri Trivulzio. Solo un quadro, gettato o caduto a terra, attirò l’attenzione di Alessio. Il dipinto ritraeva un uomo alto, dai capelli ricci e gli occhi verdi. Il viso ben definito lo identificò come Guido prima dell’incidente.

“Perché è a terra?”

Si chiese Alessio, chinandosi silenziosamente per raccoglierlo.

«Perché mi hai disturbato?»

La voce di Guido arrivò alle orecchie del giovane distorta dall’elmo, dandogli una sensazione di familiarità. Quando si voltò verso l’uomo, si accorse di come avesse indossato la cotta di maglia, l’elmo e i pantaloni. Aveva cercato di rendersi presentabile, sebbene Alessio non sapesse se l’avesse fatto per lui o per sè stesso.

«Gli Anziani ti convocano, Guido. Si aspettano di vederti quanto prima»

Il giovane aveva ritrovato all’istante la sua compostezza e rammentato il suo ruolo, ergendosi come un messo di coloro che guidavano la famiglia Trivulzio. Guido annuì in segno di comprensione.

«Aiutami ad indossare l’armatura e potrai condurmi tu stesso da loro.»

Forse un po’ a malincuore, Alessio spese i successivi minuti ad assistere Guido mentre si preparava per la battaglia. Da quando il cerusico aveva detto che non si potesse far niente per il suo aspetto, se non aspettare il rituale della Rimembranza, Guido si mostrava sempre così. Il fatto che il giovane lo avesse visto nudo rappresentava tutto il fastidio suscitato nell’uomo.

Quando anche l’ultima delle spade fu ben allacciata, il cavaliere fece un cenno silenzioso al giovane di fargli strada. Per i lunghi corridoi che separavano il luogo di ricevimento degli Anziani dagli alloggi del resto della famiglia, Alessio viaggiò con un fantasma.

Off Season: L’incontro con gli Anziani

«Ah, Guido. Finalmente!»

Un intenso odore di incenso e il compiacimento degli Anziani accolsero l’ingresso del cavaliere che, senza dire una parola, avanzò fino al centro della stanza e si inchinò, attendendo. Solitamente, gli Anziani concedevano di alzarsi poco dopo aver ascoltato gli ossequi.

«Ti abbiamo convocato per parlare del nostro ospite.»

Quella volta non fu così. Guido comprese subito che ci fosse qualcosa nell’aria. Gli Anziani parlavano a turno, spesso e volentieri completando il pensiero dell’altro. Conoscevano molte cose e, grazie alla loro saggezza, si assicuravano che la famiglia Trivulzio non commettesse sciocchezze o errori.

«La nostra famiglia è stata così fortunata da ricevere la visita di un maestro d’arme del Dogma. Un crociato si trova tra noi!»

L’Anziano non nascose il suo compiacimento alla notizia. Di tanto in tanto qualcuno riceveva l’addestramento da uno dei crociati del Dogma ma, di solito, questo significava pericolo imminente o una crociata all’orizzonte. La situazione preoccupò Guido.

«Vogliamo che tu sia il primo, tra i nostri cacciatori, a sottoporti all’addestramento.»

Il cavaliere alzò la testa, dubbioso e pieno di perplessità.

«È un grande onore, non ne dubito. Tuttavia io sono già stato addestrato alla battaglia. Non voglio far perdere tempo a nessuno. Forse qualcuno dei più giovani potrebbe beneficiare più di me…»

Lo scettro dell’Anziano battè sul pavimento con forza, richiamando al silenzio il cavaliere.

«Non sei la guida dei Trivulzio, Guido, nonostante ti piaccia pensare il contrario. I tuoi giochi infantili con le altre famiglie, perché tali sono ai nostri occhi, non ci interessano. Quello che ci preme sapere è se il nostro Portavoce obbedisca ai Trivulzio, e dunque a Noi, o a se stesso. Fuori da questa stanza, puoi conservare tutta l’insubordinazione che preferisci.»

Quelle parole sferzarono il cavaliere. Se avesse potuto, in quel momento avrebbe lasciato che la sua rabbia eruttasse con la stessa forza di un vulcano. Ogni giorno rischiava la vita per la famiglia Trivulzio, la sua lealtà non doveva essere messa in discussione. Gli Anziani non avrebbero dovuto osare! Non potevano…

«Comandate ed eseguirò, Miei Signori.»

Guido aveva sentito lo sguardo degli Anziani su di sè e valutato i pro e i contro della sua rabbia. Alla fine, come sempre, i saggi che guidavano la famiglia Trivulzio lo piegarono al loro volere.

«Bene. Molto bene, Guido. Sembra che potresti esserci ancora utile. Incontrerai il maestro d’arme tra un’ora nel cortile delle reclute. Aspettiamo il suo rapporto entro il calare del sole. Se, come sostieni, sai già il fatto tuo in battaglia, dovresti fare grandi progressi in un solo giorno.»

In quella frase c’era più scherno che sfida. Guido conosceva bene l’opinone che gli Anziani avevano di lui, specialmente dopo che le fiamme avevano preso il suo precedente aspetto, ma cercava costantemente di non dare a vedere quanto mal sopportasse il loro disgusto.

«Come desiderate, Miei Signori»

«Sei congedato, Guido»

La voce paternale dell’ultimo degli Anziani, che fino a quel momento era stato insolitamente silenzioso, gli permise di andarsene. Il cavaliere si alzò, fece un piccolo inchino e si voltò, diretto verso l’uscita.

«Ah, quasi dimenticavo. Guido…»

Lo stesso uomo richiamò la sua attenzione mentre si apprestava ad uscire.

«Pensiamo che possa essere giunto il momento per te di trovare moglie. Comincia a riflettere sulla questione»

La voce paternale era divenuta d’un tratto annoiata, come se l’uomo stesse parlando di qualcosa di particolarmente poco interessante. Guido si voltò e se ne andò senza rispondere. Sentiva le fiamme dell’odio montargli in petto. Gli Anziani volevano chiaramente umiliarlo con un fallimento dopo l’altro. Con un aspetto così, quale donna avrebbe mai potuto sposarlo?

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