Ivana era stata costretta a prendere delle decisioni drastiche in seguito a quel tradimento. Teneva troppo a Rodrigo per tollerare che fosse in costante pericolo. Era disposta ad accettare il peso del titolo di Capofamiglia e i pericoli che una tale carica comportava, ma non era disposta a mettere il suo compagno sul piatto della bilancia. Non lui.
Furono le parole del Supremo Inquisitore e del nuovo Capofamiglia Della Torre, Leandro, a darle l’occasione per sollevarla da quella responsabilità. Il Dogma voleva che i Lurani divenissero la principale Famiglia guelfa di Milano, a causa degli scandalosi comportamenti di Martino Della Torre, e quanto a Leandro… lui cercava un’alleanza ben più stretta.
Ivana aveva iniziato con il giovane Capofamiglia una danza di offerte e controfferte, facendogli credere di volersi mantenere alla pari con lui e omettendo le reali intenzioni del Supremo Inquisitore. Alla fine, i due avevano concordato per un matrimonio. In quel modo, almeno in apparenza, avrebbero goduto della stessa importanza.
Rimaneva un solo problema da affrontare: l’amante di Ivana.
Fu una decisione estremamente sofferta. Grazie a Rodrigo, la nuova Capofamiglia era stata in grado di completare la sua grande opera, il Codice Lurani, e di mantenere il controllo militare sulla Famiglia. Ma non era solo una questione politica. Gli altri Nobili Cacciatori rispettavano e odiavano Ivana, ma Rodrigo ancora la guardava negli occhi con amore, come sua pari.
Ma come spesso accade nella vita dei Nobili Cacciatori, il libero arbitrio non era che un’illusione, e il potere di Ivana era niente, davanti alle cariche che avevano in pugno la Città.

Leandro Della Torre si era mostrato… comprensivo rispetto alla rivelazione di Ivana. Comprendeva alla perfezione l’ostacolo ma, vista l’importanza di quel matrimonio, voleva cercare una soluzione insieme a lei. Si offrì di accompagnarla dal Supremo Inquisitore, per mostrare unita la coppia e cercare di sopravvivere a quell’incontro. Entrambi sapevano perfettamente che, qualora fossero stati fortunati, il Dogma avrebbe preteso solo una punizione esemplare. Purtroppo non fu così.

“Sei consapevole che lo penitenza per questo peccato debba essere pubblica, Duchessa?”
“Sì, Vostra Grazia”
“E che dovrai mostrarti umile e contrita, pentita dell’errore commesso?”
“Sì, Vostra Grazia”
“E il tuo amante, il Reietto, con te?”
“… Sì”
“E chiederò qualcosa in cambio”

“Che cosa, Vostra Grazia?”
“Un genito. Il vostro”

Ivana avrebbe dovuto non solo rinunciare a Rodrigo, ma anche al primo figlio che sarebbe nato dall’unione con il Capofamiglia Della Torre.
Il Supremo Inquisitore bramava un giorno di poter vedere quel bambino, addestrato da lui, trasformarsi in un uomo e prendere il posto di Malus Ombralama come Siniscalco di Milano. Avrebbe potuto controllare la Città, con una sua marionetta su quello scranno.

Fu il profondo desiderio di salvare Rodrigo da nuovi tradimenti e attentati a darle la forza di accettare. Il giorno successivo, i due amanti vennero condotti sulla pubblica piazza. Privati dei loro abiti e di tutto ciò che poteva identificarli come Nobili Cacciatori, si ritrovarono ad essere solo due penitenti. Vennero fustigati, mentre il Supremo Inquisitore li annunciava come due sciocchi amanti, che avevano sperato di sfuggire agli occhi del Dogma e ai suoi rituali. Ovviamente, data la natura misericordiosa dell’Innominabile, questi li avrebbe riaccolti tra le sue braccia una volta pagata la loro penitenza con il Sangue. 
Quando la litania fu terminata, le schiene nuovamente martoriate di Ivana e Rodrigo furono l’unica cosa che ancora li legava.