Codex Venator: Il Diario del Cacciatore

Attenzione: Quello che state per leggere è un diario del mio personaggio, appartenente alla campagna di Milano di Codex Venator. Sono informazioni in game comprese e filtrate dal suo giudizio, dunque non sono da ritenersi né accurate né ufficiali.
C’è rischio di spoiler in caso non abbiate giocato la season 2 di Codex Venator. Fate attenzione se siete sensibili agli spoiler.

L’accusa all’arcanista Zerinol fu veloce e precisa. Avevo testimoni oculari provenienti da più famiglie ed ero convinto che la Suprema Inquisitrice avrebbe messo in pratica lei stessa l’ordine di distruggere qualsiasi cenno di eresia. 

Zerinol venne condannato ma, forse per sua sfortuna, scelse di essere sottoposto alla pena del Carnefice. Sarebbe diventato uno strumento del Dogma e, in caso l’avessimo rivisto, non sarebbe stato altro che un’arma pronta a colpire e distruggere. Poco potevo sapere, tuttavia, che sotto la maschera di Zerinol si nascondesse Tourette, il fuggitivo dei Trivulzio. La cosa attirò attenzioni indesiderate sulla nostra famiglia che riuscì a tirarsene fuori con non pochi sforzi. Come potevo immaginare che i Castiglioni avessero accolto un fuggitivo sotto mentite spoglie? La malafede della famiglia in questione continuava a crescere e, sebbene fossi convinto che non fossero tutti eretici, la mia fiducia nel loro onore era destinata a scendere.

Anche la mia fede nel Dogma e nella struttura imperiale di Milano era destinata a subire un altro forte scossone. Alcuni fratelli Trivulzio vennero mandati in missione nelle terre di alcuni rinnegati Lurani, laddove si diceva che ci fosse un insediamento pacifico creato e governato dalla ex capofamiglia. Non notare che ci fossero fin troppe somiglianze con la nostra avventura nelle terre di Inverno Grigio sarebbe stato impossibile: persone felici; terra purificata; intenzioni non belligeranti nei confronti di Milano. Era chiaro che, qualsiasi fosse l’”eresia” di queste entità, sicuramente abomini, avesse donato loro il potere di restituire la terra al suo antico splendore. Avrei sacrificato moltissimo per ottenere una tale conoscenza e, con il passare dei giorni, la sensazione di non stare facendo abbastanza per la città di Milano e i suoi abitanti cominciò a schiacciarmi. Se soltanto ottenere un tale potere non avesse significato mettere in pericolo Milano…

Risultati immagini per lago gerundo

Poco tempo dopo ci venne affidata un’altra missione urgente. Gli abitanti che vivevano nei pressi del lago Gerundo lamentavano la presenza di un drago, che aveva cominciato a mietere vittime e distruggere le case e i raccolti. La nostra missione sarebbe dunque stata duplice: avremmo dovuto costruire un accampamento e indagare sulla presenza di questo misterioso drago. In seguito saremmo stati raggiunti da sacerdoti del Dogma, i quali avrebbero eseguito un rituale di purificazione. Anche in questa missione, nonostante una prevalenza della famiglia Castiglioni nel mio gruppo di caccia, venni messo a capo della spedizione. La cosa mi sorprese ma, come sempre, portai avanti il mio compito con onore e disciplina.

Giunti dagli abitanti del lago, le parole degli abitanti suscitarono dubbi e sospetti sul fatto che non ci fosse realmente un drago. Sembrava che nessuno lo avesse realmente visto e gli unici segni di una sua possibile presenza erano gli squartamenti, la puzza e alcune piccole esplosioni. Tuttavia vi potevano essere altre spiegazioni per tali fenomeni che non richiedessero necessariamente l’intervento di un drago. Avevamo bisogno di indagare maggiormente e, a tal proposito, venimmo a sapere di un Pazzo che viveva poco fuori dalle abitazioni.

Insieme ad un altro gruppo di Nobili Cacciatori ci avvicinammo alla grotta, il quale olezzo venefico ci colpì immediatamente. Respirare al suo interno sarebbe stato molto difficile e, per questo motivo, soltanto un gruppo decise di entrare. Il secondo sarebbe intervenuto solo in caso di estremo pericolo, per evitare che una scintilla potesse costare la vita a più di dieci Nobili Cacciatori. Grazie al meccanico famiglio del forgiato Machina, noi che rimanemmo fuori riuscimmo a seguire la vicenda. L’interno della grotta era particolarmente buio e camminare risultava difficile. L’abitante della cavità contrastò con la magia qualsiasi tentativo di fare luce. Probabilmente si era abituato all’oscurità e le sue facoltà gli permettevano di avere un buon controllo di chi entrasse e uscisse. Non si dimostrò pericoloso, o aggressivo, nei nostri confronti. Voleva semplicemente che i Nobili Cacciatori lo lasciassero in pace. Non riuscimmo a scoprire nulla, anche a causa di comportamenti sbagliati di un Nobile della famiglia Castiglioni che ne attirò le ire. Fortunatamente riuscimmo a rubare alcuni dei suoi averi, poco prima di venir scacciati magicamente dalla grotta, ma ciò bastò ad ottenere informazioni importanti. L’uomo apparteneva alla famiglia Archinto e indossava vesti del Dogma, con simboli che lo identificavano come un membro di alto grado della gerarchia ecclesiastica.

L’uscita dalla grotta non fu propriamente ordinata e mi diede occasione per dubitare ancora di più di uno dei Cacciatori Castiglioni. Dopo essere uscito, uno di loro provò a dare fuoco all’aria stessa all’interno della grotta, non curandosi del fatto che dentro di fossero diversi compagni. Non avrei tollerato un tentato omicidio di questo tipo, se non fosse che, poco dopo, l’arcanista lo fece scomparire nell’aria. Non lo rivedemmo più.

Pin It on Pinterest