DISCLAIMER: Codex Venator è una campagna condivisa per Dungeons & Dragons 5° Edizione, creata da Andrea Lucca, Alex Melluso ed Enrico Romeo. L’ambientazione tratta temi quali razzismo; misoginia; violenza esplicita; estremismo religioso; esperimenti su creature viventi; abuso di potere; limitazioni alla libertà personale e occultismo. Non si tratta di un’ambientazione dalle tematiche leggere e, per questo motivo, è bene che la lettura sia riservata ad un pubblico adulto.
In nessun caso gli autori di questi racconti, delle avventure di Codex Venator o di altro materiale da esso derivato intendono appoggiare o giustificare comportamenti illegali e lesivi della dignità delle persone.

Codex Venator

Attenzione: Questo scritto contiene spoiler sulla seconda stagione di Codex Venator.

Il mio nome è Vittorio Emanuele Bottigella, Nobile Cacciatore della Città di Pavia. Durante ogni Caccia porto con onore lo stemma della mia Famiglia per un unico grande scopo: la conoscenza. Questo è il motore della Famiglia Bottigella: esplorare quello che si nasconde dietro il velo della Straordinaria Realtà, fatto che ci rende a favore dell’Impero e assai mal visti dal Dogma.

Ad Erik Bottigella,
Figlio mio, spero che il tuo addestramento stia procedendo per il meglio.
Lascia che ti racconti gli avvenimenti di oggi.
Oscure ombre aleggiano su Pavia: la vita fuori dalle mura sta pian piano venendo a mancare, con le piante che appassiscono ed il Ticino che si fa sempre più torbido. In più, quest’oggi un strano terremoto* ha colpito la biblioteca del Dogma, e ci hanno mandato a controllare.
Ho avuto l’onore di cacciare con un esponente della Famiglia Mezzabarba (che come ricorderai sono stati per lungo tempo nostri alleati), ed un uomo della famiglia Langosco, la quale ha forti collegamenti sia con l’Impero che con il Dogma. A quest’ultimo è stato affidato il ruolo di Capocaccia. Con noi hanno cacciato anche un Maat ed un certo Rodrigo Borgia, uno dei mercenari di Camerino, assoldati per difendere Pavia – grazie anche all’aiuto di un nostro familiare. Poi, ovviamente, erano presenti anche esponenti della Famiglia Beccaria, nostri aperti rivali. Il legame tra il Dogma ed i Beccaria è forte tanto quanto l’odio che il Dogma prova per noi.

Arrivati alla biblioteca ci è stato detto di parlare con fra Sirio, lui aveva assistito alla creazione della frattura causata dall’inusuale scossa.
All’interno della biblioteca il silenzio era quasi surreale, ma siamo riusciti comunque a trovare facilmente il frate, e la gigantesca apertura. Dopo una breve consultazione abbiamo deciso di calarci al suo interno, una lunga e difficile scalata che ci è quasi costata la vita più di una volta.
Terminata la discesa ci siamo ritrovati in una specie di cripta, qualcosa di mai visto, anche se la pavimentazione mi ha lasciato intuire qualcosa di molto antico, e da molto tempo trascurato. Proprio mentre stavamo cercando di capire dove ci trovavamo abbiamo visto qualcosa che avremmo preferito non vedere. Un razzo viola: abomini.
Ci siamo precipitati lungo il corridoio, verso il punto di lancio del razzo, e quello che abbiamo trovato ci ha sbigottiti: davanti a noi si stagliavano due gruppi di cultisti, bianchi e neri, che venivano attaccati da abomini somiglianti a donne deformi. Su tutto il pavimento erano tracciati strani segni con il sangue, simboli legati ad un rituale di Rimembranza interrotto. Insieme agli altri gruppi siamo riusciti a sconfiggere i cultisti neri e le donne-abominio. Osservando quello che rimaneva dei cultisti neri abbiamo notato che portavano ricamati sulle loro vesti i simboli del culto della nebbia, con cui Pavia si è già scontrata più di una volta. I cultisti bianchi invece portavano con sé un ciondolo adorno di un simbolo sconosciuto, molto simile ad un giglio: nemmeno ora sappiamo chi ci siamo trovati davanti, e soprattutto se siano nemici o amici.

Dopo lo scontro siamo tornati in superficie presso la nostra Villa, ed abbiamo deciso di raccontare gli avvenimenti della biblioteca al Siniscalco, appoggiati anche dei Maat. Si è presentato in villa Bottigella anche Rodrigo Borgia, a prestarci riconoscenza per il suo ingaggio e, dato il suo legame con il Dogma, abbiamo cercato di sfruttarlo per giungere ad informazioni a noi precluse. Devi sapere infatti che alcuni di noi sono riusciti a raggiungere le cripte dalle profondità di alcune prigioni del Dogma, di cui è meglio non parlare via lettera. Ora lascia che il tuo vecchio si riposi. La Caccia è appena iniziata.
Il tuo amato padre,
Vittorio Emanuele

P.S. Come potrai immaginare le donne-abominio non erano che corrotte Rimembranti, anche su questo indagheremo con estrema cura.

*Pavia è una zona non sismica, quindi l’evento è assai improbabile e dunque quasi certamente legato ad un evento magico.