Carnival Row è una serie destinata a dividere il pubblico. Sicuramente ha diviso noi Cercatori di Atlantide al punto da voler fare due recensioni: poliziotto buono e poliziotto cattivo. A questo link troverete la recensione di Riccardo.

Carnival Row è una serie in otto puntate creata da René Echevarria e Travis Beacham, distribuita sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video il 30 agosto 2019. La serie, diretta da Jon Amiel, ha come protagonisti Orlando Bloom e Cara Delevingne. La serie si è annunciata con i paesaggi suggestivi delle foreste e della famosa Carnival Row, la via omonima da cui l’opera prende il nome. Nonostante qualche svista di realizzazione, la serie colpisce per i suoi costumi, per la sua fotografia e per forti temi trattati nelle otto puntate.

Fumetti Prequel

Dato che, poco prima del rilascio di Carnival Row, sono stati distribuiti gratuitamente anche due fumetti prequel, coglieremo l’occasione per trattare della storia nella sua completezza.

Sparrowhawk

L’albo si apre con una delle protagoniste della serie, Vignette Stonemoss, in fuga dalla sua terra natale insieme ad alcuni rifugiati. Tra di loro si distingue il capo del suo villaggio che, purtroppo, nella corsa viene uccisa dai conquistatori del Pact. Il regno di Tirnanoc è stato conquistato alla fine di una lunga e sanguinosa guerra e, purtroppo, coloro che sono sopravvissuti hanno come unica speranza quella di raggiungere la città stato di The Burgue. Vignette scopre a sue spese che le persone incaricate di trovare i profughi e trasportarli sulle navi non lo facciano per bontà ma per profitto e, mandando giù il suo orgoglio, scopre una professione che la terrà impegnata per gli anni successivi.

From the Dark

L’albo si apre con Rycroft Philostrate, tornato dalla guerra, nei suoi primi giorni nel corpo di polizia di The Burgue. Ad attenderlo, purtroppo, vi è un gruppo di persone stanche e incattivite dal razzismo e dal dover lavorare in quartieri poveri. La città sente gli influssi migratori provenienti dal regno di Tirnanoc e il corpo di polizia capisce che a Carnival Row le fate siano sotto il loro assoluto dominio. In una città fatta di corruzione, mazzette e aggressioni della polizia, Philostrate si mette in luce svolgendo il suo lavoro con quel briciolo di giustizia che gli è rimasta dopo la guerra. Catturando un attentatore, nonostante i media gettino benzina sul fuoco del razzismo, viene promosso da agente a Ispettore, ruolo nel quale lo troviamo all’inizio della serie.

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Ambientazione

La Repubblica di The Burgue, in preda a mire espansionistiche molto simili al colonialismo del diciottesimo e diciannovesimo secolo, ha dichiarato guerra alla nazione straniera in espansione che porta il nome di The Pact, alleandosi con il regno di Tirnanoc contro di essa. Dopo una guerra lunga, faticosa e dispendiosa per i regni, the Burgue dichiara la ritirata, lasciando i suoi alleati in balia del comune nemico. Il regno di Tirnanoc ne esce devastato e i superstiti pagano con soldi e lavoro il loro passaggio nella Repubblica di The Burgue. A trovarli, dopo un lungo viaggio in nave al quale molti non sopravvivono, vi è una città razzista che non li vuole. Le Fate e i Fauni si ritrovano dunque a Carnival Row, uno dei pochi spazi della città a vedere la predominanza delle loro razze. Purtroppo, i profughi sono costretti ai lavori peggiori, perché il loro titolo di studio (diversi di loro sono laureati) non viene riconosciuto dalla Repubblica di The Burgue. Mentre il crimine, la violenza della polizia e gli attacchi di terrorismo subiscono un’impennata con il passare degli anni, il parlamento discute. Nella camera più alta dello stato, il partito di opposizione si fa carico della “stanchezza del popolo” riguardo quella che chiamano “un’invasione” degli abitanti di Tirnanoc nei loro confronti. A poco valgono i richiami del partito di maggioranza, che ricorda loro come in guerra ci sia scesa proprio The Burgue.

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Trama [No Spoiler]

Vignette Stonemoss, sopravvissuta alla distruzione del regno di Tirnanoc, si guadagna il passaggio verso la Repubblica di The Burgue con anni di duro servizio come Sparrowhawk, fate che recuperano altri superstiti per farli attraversare il mare. Porta con sé la foto del suo amato, Rycroft Philostrate, che crede morto in guerra durante un attacco a sorpresa degli invasori del regno di Tirnanoc. Ad accoglierla in città non c’è però la pace che sperava. Fin da subito viene rilevata come donna di servizio, poiché il suo duro lavoro non è bastato a saldare il debito. Non è molto ma le permette di avere un tetto sopra la testa e la possibilità di trovare una cara amica. Purtroppo per lei, la vita da domestica si rivelerà più ricca di pericoli del previsto.

Rycroft Philostrate non è morto in quell’attacco ma è tornato in città ed è diventato ispettore. A Carnival Row è ben visto per via della sua politica antirazzista e il modo in cui tratta i piantagrane. Ha degli alleati che gli permettono di aggirare le regole e continuare ad indagare su alcuni casi anche quando i piani alti gli impongono di fermarsi. La sua giornata tipo è destinata a cambiare quando una serie di violenti omicidi comincia a sconvolgere Carnival Row. Persone smembrate alle quali sembra essere asportato il fegato. Quale criminale si potrà nascondere dietro dei crimini tanto efferati?

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Temi

Raramente mi è capitato di vedere una serie così ricca di temi, abbastanza da non riuscire a dare giusto spazio a tutti. C’è da dire che, sebbene la trama sia altalenante nelle otto puntate, l’abbondanza di temi e la loro complessità tiene la serie sempre su un altissimo livello. Argomenti moderni da trattare nel 2019, quando buona parte del mondo americano ed europeo sta affrontando fortissimi fenomeni migratori. Il tema predominante è senza dubbio il razzismo e la presenza di profughi di guerra, che permeano ogni parola o azione della serie. A questi si aggiungono la critica alla classe politica, troppo incline a cavalcare gli umori della folla, e la violenza della polizia, che abusa costantemente del suo potere per arricchirsi o sfogare i propri istinti sessuali. Visto il periodo storico e il crescente odio verso i fenomeni migratori, ritengo che questa sia una serie particolarmente coraggiosa.

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Personaggi ed Interpreti

È doveroso cominciare a parlare dei personaggi e degli attori che li interpretano con una precisazione: le prove attoriali in questa serie tv sono state veramente ridotte al minimo. Tanti volti noti del mondo del cinema e delle serie tv, Orlando Bloom e Cara Delevingne in primis, non hanno assolutamente brillato per capacità attoriali. Lo stesso non si può dire dei personaggi coinvolti, che invece evolvono e crescono molto dalla prima puntata all’ultima. Oltre ai già citati Vignette Stonemoss e Rycroft Philostrate, ricoprono un ruolo molto importante

  • Agreus Astrayon, un fauno recentemente diventato molto ricco che viene snobbato dall’aristocrazia di The Burgue per via della sua razza. Il suo scopo è potersi guadagnare il rispetto che crede di meritare con la società bene di The Burgue. È interpretato da David Gyasi
  • Imogen Spurnrose è una ricca nobildonna che vede la sua casa messa a repentaglio dai pericolosi investimenti del fratello. Sull’orlo della bancarotta, intraprenderà una strana amicizia con Agreus, imparando a vedere oltre la pelle e le corna del fauno. È interpretata da Tamzin Merchant
  • Ezra Spurnrose, primogenito e mente della famiglia Spurnrose. Gli investimenti andati male hanno portato la famiglia sull’orlo della bancarotta. Ezra è il più statico di tutti i personaggi, poiché cresce davvero poco e raramente sfida ciò in cui crede. È interpretato da Andrew Gower
  • Jonah Breakspear è il figlio del Cancelliere di The Burgue. Nonostante tutti si aspettino grandi cose da lui in nome di un destino di fama e potere, lui sembra rinnegare gran parte di queste cose. Cambierà notevolmente, arrivando a diventare un paladino della politica, purtroppo a scapito di ciò che è giusto. È interpretato da Arty Froushan
  • Sophie Longerbane, la figlia del leader dell’opposizione. Inizialmente una reclusa nella villa del padre, giungerà a fingere pubblicamente di credere ad alcune ideologie, sposandole come proprie per manifesta convenienza personale.
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Un worldbuilding tratteggiato

Una delle più grandi critiche che si possano fare a questa serie è la mancanza di un solido worldbuilding. Le nozioni vengono centellinate, al punto che del mondo fuori da The Burgue si arriva a conoscere veramente poco. La serie passa da informazioni molto dettagliate, per esempio sappiamo che tra Tirnanoc e The Burgue non ci fosse un trattato per riconoscere i titoli di studio dell’altro, ad ignorare completamente la conformazione del mondo o la reale potenza della nazione nominata The Pact. Sicuramente questo può essere giustificabile con il fatto che la serie non parli di geopolitica ma abbia un respiro molto più cittadino. Un’altra spiegazione, sebbene finisca dritta nelle critiche, è la possibilità che il mondo venga espanso grazie a fumetti e altri media.

Un cattivo poco carismatico

Senza fare spoiler sull’identità del villain della serie, che purtroppo si rende manifesto fin troppo presto, possiamo solo dire che gli manchi carisma e un po’ di machiavellica malvagità che ben si sarebbero sposate con una serie del genere. Paradossalmente, alcune personalità politiche che emergono nel corso della serie si dimostrano villain di maggior spessore e, molto probabilmente, diventeranno gli antagonisti di eventuali serie future.

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Effetti speciali non sempre all’altezza

Una serie fantasy come questa non poteva che avere un ingombrante apparato di effetti speciali, costumi e combattimenti coreografici. Sfortunatamente, ci sono alcuni momenti in cui la cura necessaria a rendere l’effetto delle ali, delle trasformazioni o della bestialità viene meno. In particolare le scene di sesso tra fate e i combattimenti aerei avrebbero beneficiato di più attenzioni.

Fotografia

I punti forte di questa serie, oltre ai temi che tratta, sono senza dubbio la fotografia e delle ottime scenografie. Il grigio di The Burgue si contrappone ai colori della foresta e delle città di Tirnanoc, molto meno industrializzate ma, indubbiamente, più colte della repubblica umana. Carnival Row si distingue per le sue costruzioni in metallo mentre gli altri distretti godono della presenza di marmi, tende raffinate e strade lussureggianti. Si creano in questo modo delle scene molto potenti a livello estetico e suggestivo. Il finale, sopra ogni cosa, riporta la mente a momenti infelici della storia umana.

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