Carmen Sandiego è un personaggio nato per videogiochi educativi e diventato in seguito famoso grazie alla serie animata degli anni 90. La serie Netflix ha, di recente, ricevuto una seconda stagione che spinge l’acceleratore sulla crescita dei personaggi. Abbiamo parlato della prima parte di quest’opera agli albori dei Cercatori di Atlantide, per la precisione a questo link. Nonostante sia un prodotto che non punti particolarmente in alto, Carmen Sandiego rimane una buona serie di animazione.

Struttura della serie

La seconda stagione vanta ben 10 episodi, uno in più della precedente, della durata poco superiore ai venti minuti. Le puntate hanno tutte una struttura autoconclusiva che, tuttavia, porta avanti una trama generale. Nella prima stagione abbiamo visto lo scontro tra la VILE e Carmen Sandiego, in questa il tema generale sarà la scoperta dei segreti del suo passato.

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Personaggi

Dopo una lunga introduzione dei personaggi nella prima stagione, giunge il momento di vederli crescere. È stato fatto davvero un buon lavoro riguardo il rapporto tra i protagonisti della serie e le loro certezze. La crescita viene evidenziata da una fase di crisi, che ognuno di loro è costretto a vivere, che potrà rafforzare il loro credo o frantumarlo. Questo ovviamente genera conflitto ma anche la crescita tanto attesa. In particolare il personaggio di Black Sheep, il “vero” nome di Carmen, dovrà accettare di aver creato un’organizzazione di furti, confrontarsi con le forze dell’ordine e con il suo maestro.

Aspetto visivo

La seconda si propone come un proseguimento della prima stagione, con le stesse qualità della e la stessa semplicità visiva. Ovviamente la serie ricalca lo stile grafico moderno, caratterizzato da pochi dettagli rispetto alle serie degli anni 90. Questo non è necessariamente un difetto ma, senza dubbio, qualcosa di diverso. Sicuramente la serie appare ben animata, i combattimenti ben coreografati e curati.

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