Analizziamo i dati di audience dell’ottava stagione di Game of Thrones: Benioff e Weiss hanno avuto successo, oppure no? Saranno cacciati dalla Disney?

“Everything has an end, even Game of Thrones”: queste sono le parole con cui Kristofer Hivju (a.k.a. Tormund) chiude il video di ringraziamento del cast ai fan della serie. Frase che molti oggi vorrebbero tradurre con: “Anche le cose più belle finiscono, figuriamoci Game of Thrones”.

So di non dirvi nulla di nuovo scrivendo che il finale del programma di punta di HBO ha lasciato l’amaro in bocca a moltissimi (ne abbiamo parlato qui e qui), e non il tipo di amaro che avrebbero desiderato. Se volete leggere le nostre recensioni all’ottava stagione, eccole: 8×01, 8×02, 8×03, 8×04, 8×05 e 8×06!

Parlando a titolo puramente personale, io ho fatto dono del mio cuore al Mastino guardando The Old Gods and the New, e non tanto per la celebre battuta “You’re allright now, little bird”, quanto perché è stato il primo a regalarci la visione di un intestino srotolato. E se ho sempre saputo che il mio beniamino non sarebbe arrivato vivo al gran finale, mai avevo pensato che, una volta giunto il momento non me ne sarebbe importato più nulla.

Nonostante l’arco del Mastino sia forse l’unico a non aver perso eccessivamente di consistenza anche in questo series finale che lascia molti dubbi, io avrei voluto soffrire per la perdita, non per come è stata scritta. Ma sto divagando.

Come hanno potuto Benioff e Weiss provare a rovinare l'arco narrativo del Mastino?
Come hanno potuto Benioff e Weiss provare a rovinare l’arco narrativo del Mastino?

Audience VS raiting: facciamo due conti

Se siete arrivati fin qui appartenete probabilmente al segmento di target che nelle ultime settimane ha visto la propria timeline invasa dai post su Game of Thrones. Nel mare di recensioni, meme, video e puri e semplici improperi, mi ha colpita in particolare una cosa scritta da un mio contatto. Il messaggio era riassumibile in: “Ma secondo voi a chi frega se vi ha fatto cagare il finale?”

A tutti, apparentemente.

Record di audience: Benioff e Weiss fanno il botto

Solo negli USA l’ultimo episodio, The Iron Throne, è stato seguito da 13,6 milioni di telespettatori, che salgono a 18,4 considerando HBO Go ed HBO Now Apps. Un record per la serie e per HBO, che ha sempre considerato motivo di vanto il fatto che GOT sia stata per anni la serie più piratata del web.

Le stime parlano di una media 44,2 milioni di spettatori per ciascun episodio della stagione 8. La serie è oggetto di interesse a livello mondiale a tal punto che in Cina è stata sospesa e poi cancellata, mossa che fa parte della trade war con gli USA.

I numeri però non vanno di pari passo con la soddisfazione del pubblico.

Il rating calante: agli spettatori il lavoro di Benioff e Weiss non è piaciuto

Stando a Rotten Tomatoes, fino a poco tempo fa la peggior macchia era rappresentata dall’episodio della sesta stagione Unbowed, Unbent, Unbroken. A causa della scena dello stupro di Sansa (su cui si potrebbe scrivere un articolo a parte), la puntata si era meritata un rating del 54% da parte del pubblico, l’unico punteggio rotten della serie. All’epoca.

Oggi la palma di Peggior Episodio è stata conquistata da The Bells, con il 48%, seguito a pochissima distanza dal gran finale con il 49 %, mentre la stagione complessiva si ferma ad un 58%. Questo la fa impallidire se confrontata con le altre (nell’ordine: 91%, 96%, 96%, 97%, 93%, 94% e 93%). Opinioni e gusti a parte, una qualche differenza c’è stata.

Ho seguito e giudicato (male) il corso della stagione finale. Sono una videodipendente snob, e mi aspettavo di essere delusa, anche se non fino a questo punto. Ma è successa anche un’altra cosa, una cosa che davvero non avevo previsto: mai prima d’ora il finale di una serie aveva costituito per me (e penso anche per altri) una così ricca fonte di intrattenimento.

E questo mi porta a pensare: ma Benioff e Weiss (possano bruciare all’Inferno) avrebbero ottenuto una eco mediatica così grande scrivendo un buon finale?

La giusta reazione al finale
La giusta reazione al finale

Un pessimo finale, ma comunque un grande successo?

Sforzandoci di essere onesti con noi stessi, sappiamo che un ultimo capitolo che accontentasse tutti era impossibile. Nella migliore delle ipotesi avremmo avuto qualcosa di buono, difficilmente di sensazionale. Difficilmente avremmo avuto una petizione firmata (nel momento in cui sto scrivendo) da quasi 1,6 milioni di persone e causa di non so più quanti articoli (che si guardano bene dal riportare le dichiarazioni dell’autore). Difficilmente, anche nel già rumorosissimo mondo del fandom, avremmo sentito così tanto rumore. Che sia questo il successo?

Sono stati molti in questi giorni a chiedere che le testoline di Benioff e Weiss (possano bruciare all’Inferno) finissero su delle picche. C’è chi spera infatti che vengano cacciati, possibilmente a pedate, dalla Disney, che li ha ingaggiati per il prossimo Star Wars (oh no, di nuovo), e che gli venga proibito di poggiare ancora la penna su di un pezzo di carta. Ma c’è qualcosa che tutti sembrano dimenticare.

Prima di Benioff e Weiss c’era J. J. Abrams

C’era una volta una serie chiamata Lost, creata da tre signori. Uno di loro si chiamava Jar Jar J.J. Abrams. Questa Lost, che parlava di un’isola, divenne molto famosa, e fece parlare moltissimo di sé. I suoi fan erano tutti curiosi di sapere quale fosse la spiegazione del mistero che gli autori montarono per ben sei stagioni. Poi, un giorno, tutto venne rivelato. E fu una grande delusione.

Io, che già nel 2010 vivevo nel mondo fittizio, ebbi l’impressione che fosse esplosa una bomba. Mi ricordo gente a cui tremava la voce per la rabbia, indignazione e grandissimo sdegno. Poi, nel 2013, Abrams diresse Into Darkness, e anche lì non fu poco il baccano creato dai fan. In quegli anni erano in molti ad associare ad Abrams insulti e facce schifate, ma non è scomparso nel nulla, anzi. Il suo nome oggi è legato a doppio filo alle sorti del franchise di Star Wars, e sono tanti i progetti già annunciati per il futuro. Perché, che lo si ami o che lo si odi, Jar Jar J.J. Abrams la gente al cinema ce la porta. E finché sarà così lui avrà di che vivere.

Ma c’erano anche molti altri sceneggiatori discutibili

Sono molti altri i casi simili che si possono nominare. Sembrava che Carter Bays e Craig Thomas dovessero essere dilaniati da una folla inferocita quando andò in onda il finale di How I Met Your Mother. Ma, sebbene la loro carriera non sia ai livelli di quella di Abrams, se la passano entrambi piuttosto bene. E Shonda Rhymes, che quando si parla di spezzare il cuore ai fan è più carogna di Martin, ha visto la sua più celebre creatura (Grey’s Anatomy) rinnovata fino alla diciassettesima stagione.

Certo, forse i tonfi che ho appena citato non sono stati altrettanto clamorosi: stando a Lostpedia il finale di Lost ha un rating di 6,4, mentre per quel che riguarda HIYM arriviamo ad un 5,6 su IMDB.

E se Abrams è sopravvissuto a Lost, Benioff e Weiss possono sopravvivere a GoT
E se Abrams è sopravvissuto a Lost, Benioff e Weiss possono sopravvivere a GoT

Finché si portano gli spettatori al cinema, si vince

Ma sembra anche che l’ondata di indignazione nei confronti del finale di Game of Thrones stia già passando. Infatti, in pochi giorni i titoli degli articoli che appaiono sulle pagine dedicate sono passati da “Kit Harington says critics “can go f**k themselves” if they hate Game Of Thrones Season 8” a “Sophie Turner shared an adorable photo of the Stark kids and the internet is swooning”.

Per quel che riguarda il futuro di Benioff e Weiss (possano bruciare all’inferno), è molto probabile che non spariranno dalle scene per un bel pezzo.

Per ogni persona che ha dichiarato di averne avuto abbastanza, quante ce ne sono che andranno comunque a vedere il nuovo Star Wars anche solo per parlarne male a ragion veduta? E finché si strappano i biglietti, si vendono i pop corn e le vostre chiappe sono saldamente incollate alle poltrone, potranno dire di aver avuto successo.

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