Be a Better Human” è il secondo prodotto legato al progetto “Human Interface“, una serie di giochi da tavolo a tema Cyberpunk.

Se siamo quindi appassionati delle opere di William Gibson (“Trilogia dello Sprawl“), di “Cyberpunk 2020“, “Ghost in the Shell“, “Blade Runner“, questo titolo farà per noi, più o meno, dato che ci proietta nel mood di quel mondo distopico, o almeno ci prova.

Be a Better Human“, proprio come il suo predecessore “Nakamura Tower” uscito nel 2017, è edito dai Postindustrial Games e finanziato tramite la piattaforma di crowdfunding Kickstarter, si presenta come un gioco da tavolo cooperativo, di miniature, da 1 a 5 giocatori.

Be a Better Human - Cityscape

Cosa c’è nella scatola di Be a Better Human?

Una volta aperto “Be a Better Human“, la prima cosa in cui ci imbattiamo sono le miniature, tante (quasi 40) e di buona fattura. Troviamo poi le carte che scandiscono molti aspetti del gioco, oltre ad identificare i valori e le capacità delle suddette miniature, tiles per la creazione delle mappe e una varietà di token utili ad indicare status alterati, obiettivi e altri elementi specifici. Ultimo, ma non per importanza, il regolamento e il libro delle missioni. All’interno di questo possiamo trovare una vera e propria campagna, che presenta diversi scenari legati tra loro, la storia che si cela dietro a questi e le regole specifiche degli stessi.

Immagine di gioco

Il Gioco

Una partita a “Be a Better Human” si suddivide in round, ciascuno dei quali è composto da 6/7 fasi diverse.

Le prime due riguardano il controllo delle condizioni della rete informatica e il conteggio delle risorse, spendibili durante alcune azioni nelle fasi successive.

Successivamente si determina l’iniziativa rispettivamente per le azioni che avverranno nel cyberspazio e nel mondo reale. Questi primi due step sono il primo grosso ostacolo, non tanto perché difficili, ma poiché risultano essere inutilmente complesse e dispendiose di tempo, troppi fattori da tenere in considerazione, oltre al fatto di essere spiegate male nel manuale.
Durante questa fase dei giocatori, tutte le unità avversarie possono reagire a tutti gli attacchi che subiscono.

Dopo che tutti i personaggi hanno agito, tocca ai corporativi. Nuovi modelli della fazione entrano sulla plancia, per mantenere sempre il numero indicato dallo scenario (se ne prevede 5, ci saranno sempre 5 corporativi), le loro azioni seguono alcune linee guida in base alla vicinanza degli avversari.

Infine si determina se, in seguito alle azioni dei giocatori, il livello di allerta aumenta. In questo caso viene pescata una carta che modifica il comportamento o il numero dei corporativi.

La fase di risoluzione ripulisce la plancia dai token temporanei posizionati durante il turno e poi si riparte. 

Modalità campagna o modalità skirmish, questo è il dilemma (NO!)

Il manuale presenta due possibili modalità di gioco: la Campagna, che comporta quindi completare i vari scenari proposti seguendo la storia, e le partite Skirmish, che ci permettono di montare la mappa come più ci aggrada.

La modalità Skirmish vede il fronteggiarsi di due o più giocatori, ciascuno con il proprio gruppo di personaggi. Le regole per intavolare questa tipologia di partita sono più flessibili e con meno limitazioni, ma alla fine si rivela essere un mero e semplice scontro diretto fra le forze in campo.
La modalità Campagna, dal canto suo, sarebbe dovuta essere il punto di forza del gioco, ma si rivela invece tutt’altro.

Plancia per Be a Better Human

Conclusioni su Be a Better Human – Human Interface

Be a Better Human” visivamente, è un gioco veramente bello che trasuda appieno il flavour della distopia cyberpunk! Le miniature, che ancora non ho dipinto, sono scolpite bene e dai molti dettagli. Il regolamento, però, scricchiola e annaspa in vari punti.

La vera nota dolente tuttavia deve ancora arrivare. Se si compra un gioco che viene identificato come cooperativo da 1 a 5 giocatori, ci si aspetta di trovare proprio questo. Tuttavia andando a provare i primi scenari si ha subito una brutta sorpresa. Il primo è da 3 giocatori, ed è tutto pilotato tranne l’azione di uno dei tre partecipanti. Dal secondo in poi, il numero di giocatori oscilla fra 3 e 5. Il quinto, quando e se presente, ha sempre e solo il controllo dei Corporativi (gli avversari).
Questo problema non è solo limitato al 5° giocatore, spesso accade infatti anche in scenari identificati come da 3 o 4, a cui vengono assegnati ad uno o più di loro tale ruolo.
Andando nello specifico, nello scenario 1, uno dei giocatori giocherà il “personaggio”, uno un “corporativo” (avversario) e il terzo un “drone” (avversario).

Purtroppo un gioco del genere risulta davvero difficile da intavolare con un gruppo, non potendo passare la serata a vedere uno o due amici giocare e gli altri a girarsi i pollici.

Al momento l’unica possibilità effettiva risulterebbe essere giocarlo skirmish.

La Post Indistrial Games ha recentemente annunciato di essersi messa al lavoro per risolvere alcuni errori nel manuale e negli scenari. Personalmente spero che riescano a rendere godibile questo titolo, l’idea che resti su uno scaffale a prendere polvere senza essere giocato mi scoccia.

Tetto di città Cyberpunk

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