È dalla sua uscita che sto giocando con piacere ad Age Of Empires 4 (d’ora in avanti AoE4) e, nel contempo, tenendo d’occhio la community per intercettare problemi e novità interessanti. Anche se gran parte delle discussioni ruotavano intorno a strategie di gioco, altre vertevano su temi molto più interessanti e delicati, come strategie di sviluppo, marketing, copertura degli eventi e tanto altro. Oggi parleremo di tutti questi argomenti e della fantomatica uscita della Season 1.

Piccolo alert: l’articolo, per struttura stessa, presenta numerosi riferimenti al mondo del RTS (Real Time Strategy) e al mondo di Age of Empires. Sebbene mi renda conto che non sia di facile fruizione per i profani, ho cercato di diluire il lato tecnico il più possibile.

Age of Empires 4 è il nuovo Age of Empires 2?

Semplicemente no, e non lo sarà mai.

Uno degli argomenti più scottanti e più frequenti sulle varie community di Age of Empires 4 riguarda la sua popolarità: è AoE4 più popolare rispetto a AoE2? E, più in generale, il genere RTS sta decadendo? C’è futuro per la saga degli Age of Empires nel caso questo titolo non riuscisse ad ingranare, come successo con Age of Empires 3? Il pessimismo, non lo nascondo, è alto in alcuni post. La situazione, dati alla mano, sembra non promettere bene.

Come dimostrano le carte di Steam riguardanti la popolarità del gioco, Age of Empires 4 sta letteralmente sanguinando. In poco più di sei mesi la sua utenza fissa è passata da 27 mila giocatori a 6 mila. Il titolo, su Steam, vanta meno giocatori dello stesso Age of Empires 2, che conta circa 13 mila giocatori ma batte il capitolo più “schifato”, Age of Empires 3, che arriva a malapena a 2 mila. Un risultato vergognoso, se si pensa ad un gioco che ha impiegato anni ad uscire: ed è probabilmente questo il problema più grosso. Quando un gioco di ultima generazione non riesce a batterne uno di vent’anni fa, si è sbagliato qualcosa.

Age of Empires 4

Cosa si è sbagliato in Age of Empires 4

Avendo seguito il gioco fin dalla sua uscita ho avuto modo di vedere gran parte dei problemi che affliggono il gioco e, non lo nego, gran parte di questi sono marchiani. Ad oggi, ad alcuni giorni dall’uscita della Season 1, ho visto tantissimi errori. Andando in ordine:

  • Per un lungo periodo di tempo il gioco è stato influenzato dai numerosi bug presenti alla sua uscita, risolti con bugfix dopo qualche settimana/mese ma che, a lungo andare, hanno distrutto gran parte della community meno affezionata. Parliamo di armi d’assedio capaci di vincere il gioco da sole, mercati che producevano autonomamente oro, potenziamenti ricercabili più volte e così via. Se ogni settimana devo aspettarmi qualcosa che rompe il gioco, ovviamente, non gioco.
  • La parte acquatica del gioco è complessa per la maggior parte dei giocatori; Alcune caratteristiche delle civiltà ne rendono alcune predominanti rispetto ad altre e si è andata, nel tempo, a costruire una ostilità verso le mappe che contenevano acqua che ha portato a frequenti abbandoni. Iniziare a cercare una partita, trovarla, vedere che c’è dell’acqua e avere un immediato abbandono e ritorno in coda è frustrante.
  • L’assenza dell’editor di scenari, strumento interessante per modder (modificatori) e creatori, è stato orribile. Anche se in un recente video si è potuta ammirare tutta la potenza del sistema di gioco, non avere l’editor all’uscita ha causato non poche diatribe. Probabilmente ha anche allontanato parte dell’utenza, che si è riversata su Age of Empires 2, dall’editor vecchiotto ma ancora utilizzato.
  • La presenza di sole 4 campagne (la maggior parte di questa noiosa) ha spezzato coloro che giocavano solo per il single-player. Otto sono le civiltà di gioco, solo 4 le campagne: una carenza di visione triste e che ha punito gli sviluppatori. Altre modalità come la co-op e l’arcade, già presente in altri giochi RTS, ha ovviamente peggiorato la situazione.
  • Una cosa banale ma basilare: l’impossibilità di scegliere il proprio colore o casualizzare la civiltà con la quale si gioca. Un gioco del 2022 senza uno strumento simile fa, francamente, scappare da ridere.
Age of Empires 4: alcuni dettagli introdotti alle classificate con la Season 1
Age of Empires 4: alcuni dettagli introdotti alle classificate con la Season 1

La risposta degli sviluppatori alle lamentele, la questione N4C e la risposta di BeastQT

Non si può dire, ovviamente, che la risposta degli sviluppatori sia stata lampante e immediata. Anche se alcuni di questi problemi sono stati risolti nel tempo (le armi d’assedio, i mercati, le reliquie sdoppiate, eccetera) altri sono ancora presenti. Il ritardo nelle risposte riguardo i dubbi e le proteste della community hanno ovviamente alimentato la generale acrimonia riguardo il gioco. Le poche volte che si è risolto qualcosa, poi, si è demolito qualcos’altro, con risultati ovviamente comici.

In aggiunta a quanto già in pentola, al termine del torneo N4C è accaduto altro. Alla fine del torneo, che ha visto BeastyQT, giocatore serbo, vincere il gran premio di 100 mila dollari contro TheMista Nili, caster e celebre giocatore di AoE ha preso la parola. Il discorso, che trovate a grandissime linee in questa risposta di Age of Noob, è stato molto sentito e particolarmente grave. In questo il presentatore (direttore del torneo) si diceva rammaricato per la carenza di spettatori per un torneo così costoso (appena 6000 spettatori) ed esprimeva qualche dubbio verso Microsoft e Relic. Oltre a dare manforte alla parte di community che parla di AoE4 come un gioco già morto, l’aver oscurato la vittoria di BeasyQT per esprimere rammarico sulla situazione del gioco è grave e, ovviamente, non è un buon segno.

La risposta di BeastyQT non è mancata, ovviamente. È stato un video del campione uscito più tardi, però, a dare luce ad un problema riguardanti il problema del genere. È innegabile, difatti, che il genere RTS stia crollando, lentamente. Ed il problema è lo stato attuale del mondo videoludico fatto principalmente di microtransazioni e l’impossibilità del genere RTS di modificarsi e seguire questo mercato. È complesso vendere skin in un Age of Empires aspettandosi che il gioco rimanga fedele al periodo storico nel quale è ambientato. La popolarità di un gioco è vitale al suo mercato e, si sa, oggi vanno di moda i MOBA, gli FPS o i Card Game, con skin, emote e icone.

I soldi, la sua popolarità e in generale il capitalismo videoludico stanno uccidendo i giochi RTS. Ed è in questo frangente che entra in campo la Season 1.

Age of Empires 4: la road map con la Season 1 e la Season 2

La Season 1 di Age of Empires 4 è fondamentale per il successo del gioco

Come abbiamo già detto, la Season 1 introdurrà una modalità classificata per i giocatori competitivi. Questo significa traguardi con premi ad ogni lega; in questo momento sappiamo solo che ci saranno icone intorno ai nomi e eventuali modifiche ai monumenti del centro città. C’è però ampio spazio di manovra, quindi si può trasformare Age of Empires 4 in un gioco interessante anche per il pubblico attuale.

Parlando dell’editor, il lavoro di alcuni volenterosi modder potrebbe mettere una pezza alle lacune del gioco. Nuove campagne homemade potrebbero diventare interessanti come su Company of Heroes 2, dove i modder hanno creato letteralmente un nuovo gioco dalle ceneri del vecchio. Nuovi scenari e battaglie storiche potrebbero fornire materiale ai giocatori più casual che non guardano al competitivo. In generale, la community potrebbe salvare il gioco dalla scarsa visione delle Major; uno sforzo volontario, pressoché sulle basi di chi nel gioco ci crede e non segue solo il mero profitto.

Oltre a questo, numerosi bug fix e cambi di strategia potrebbero segnare un buon ri-calcio d’inizio per Age of Empires 4. A quasi sei mesi dall’uscita si potrebbe parlare di un gioco quasi completo (anche se sono molti i giochi ad uscire incompleti, al giorno d’oggi). Potrebbe quindi essere motivato il costo di 60 € (prezzo ad oggi del gioco) per un RTS del 2022, uscito praticamente vuoto ed in fase di beta ed oggi quasi decente.

Oltre a questo, l’aggiunta di missioni in giocatore singolo, seppur poche, e altre novità (in arrivo nei prossimi giorni) potrebbero aiutare a consolidare chi il multi giocatore non lo vuole vedere nemmeno da lontano.

Su cosa lavorare dopo?

Ovviamente il futuro è inscrutabile; si può solo fare una previsione e cercare di capire cosa potrebbe succedere e reagire di conseguenza.

Sicuramente si dovrebbe puntare sulla popolarità del genere RTS: un genere sicuramente non semplice. Se, difatti, tanti altri generi sono più rilassanti da giocare, gli RTS richiedono una sforzo costante (spesso protratto per venti, trenta minuti). Non proprio un qualcosa di facile da digerire per una massa di videogiocatori allenata a gratificazione istantanea.

I DLC sicuramente aiuteranno a portare nuova linfa (e denaro, ovviamente) al gioco: guardando risultati interessanti come i videogiochi della Paradox, con centinaia di DLC che arricchiscono un gioco altrimenti vuoto, si può prendere spunto e migliorare il prodotto di partenza. DLC che comprendono campagne, pacchetti di personalizzazioni di profili e civiltà potrebbero sicuramente aiutare il gioco a mantenersi variegato(come è successo con AoE2).

Ultimo ma non ultimo: la base di giocatori casuali. Anche se Starcraft, Age of Empires, Company of Heroes hanno la loro attenzione puntata sul gioco competitivo non devono dimenticarsi dei giocatori che giocano per passare il tempo con amici. Servono campagne in cooperativa, con missioni piacevoli e ore di intrattenimento, mappe divertenti e più varietà.

Questi dovrebbero essere gli obiettivi di Relic e Microsoft per non lasciare andare il tempo, ad oggi rallentato, riguardante una delle saghe più famose della storia dei videogiochi. Ad attendere, oltre al fallimento, sta l’oblio della saga stessa, o del genere intero – per chi vuol essere pessimista fino al midollo.