Dopo una violenta ed eccitante successione di eventi, Alicization Ep 11 ci offre un attimo di pausa per impostare il prossimo atto della storia, introducendo la cresciuta Alice e dando uno sguardo più ravvicinato ad alcuni dubbi emersi ora nei nostri due protagonisti.

Se ve la foste persa, qui trovate la recensione dell’episodio 10, mentre qui, qui e qui trovate le recensioni degli episodi 12, 13 e 14.

Sinossi di Alicization Ep 11

Ripartendo da dove eravamo stati interrotti al termine del decimo episodio, vediamo Eugeo ricongiungersi incredulo ad Alice, la quale tuttavia non sembra conservare ricordo del ragazzo, avvertendo di essere autorizzata a danneggiare i due ragazzi al 70% e di agire cautamente di conseguenza.
Alice ha il compito di arrestare, interrogare e giustiziare Kirito ed Eugeo per le loro infrazioni dell’Indice dei Tabù, compito che porterà a termine una volta scortati i due al Central Cathedral.

Ai due è concesso, prima della partenza, un’ultima cortesia nello scambiare qualche minuto con le loro due assistenti, mortificate per l’accaduto, e nel portare presso la loro destinazione le proprie spade, che verranno tuttavia prese in custodia da Alice.

Gli EMOM

Facciamo dunque un piccolo salto ad Ocean Turtle, dove Asuna, vegliando sull’incosciente Kazuto, fa l’incontro di un robot umanoide straordinariamente avanzato che la lascia momentaneamente sconvolta.

La macchina viene dunque presentata formalmente da Higa come EMOM, “Electroactive Muscle Operative Machine”, numero 1, da cui il nome “Ichiemon”. Lo scopo della macchina è di perfezionare un secondo tipo di unità (comicamente chiamata Niemon) un corpo fisico pilotabile dalle IA generate attraverso i Fluctlight di Underworld.

Rinko spiega che quest’ultimo tipo di unità funzionerebbe in modo più efficiente rispetto al modello a cui stanno lavorando per via della funzione di equilibrio: le creature viventi mantengono l’equilibrio sui propri arti in modo istintivo, attraverso la mente, un processo estremamente complicato e pressoché impossibile da emulare perfettamente utilizzando unicamente la meccanica.

Questo significa che Niemon beneficia di una struttura umanoide più accurata, che permetterà in futuro di avere un robot antropomorfo di ottima fattura in quanto privo di tutte le necessità meccaniche che compensino quelle funzioni che il cervello umano gestisce autonomamente, delle quali si occuperanno le IA.

Dialoghi di prigionia

Dopo questa breve parentesi facciamo ritorno in Underworld, nelle prigioni di Central Cathedral, dove Kirito ed Eugeo si trovano da quasi due giorni. Qui Kirito tranquillizza Eugeo, ancora turbato per quanto accaduto con i nobili da loro attaccati, suggerendogli di concentrarsi sui loro prossimi passi piuttosto che sul passato.

Eugeo concorda dunque che la prima cosa da fare è cercare di uscire dalla prigione in cui sono rinchiusi per capire cosa è accaduto ad Alice. Prima di fare ciò, tuttavia, Kirito vuole assicurarsi che Alice Synthesis Thirty sia indubbiamente l’Alice che Eugeo sta cercando.

Eugeo esprime assoluta convinzione che l’Alice che hanno incontrato sia proprio la sua amica d’infanzia, se non per il suo anomalo e freddo comportamento, che aprono l’ipotesi, suggerita da Kirito, che la chiesa possa aver manipolato i ricordi e la mente della ragazza per renderla il cavaliere che li ha arrestati.

Questa ipotesi tuttavia lascia molti dubbi su quanto vissuto due anni prima, quando Kirito ha udito la voce di Alice, in attesa in cima alla torre di Central Cathedral, mentre curava Eugeo insieme a Selka.

Un piano scatenato!

Dopo aver verificato di poter utilizzare le finestre Stacia regolarmente, i due ragazzi verificano l’alto livello delle catene che li tengono bloccati, cosa che dà a Kirito un’idea poco ortodossa ma teoricamente funzionante: poiché le catene di Kirito ed Eugeo hanno due livelli di priorità identici, il loro livello di Autorità di Controllo Oggetti superiore potrebbe permettere di utilizzarle come armi una contro l’altra, deteriorandole fino a liberarsi.

Il piano, che sfrutta la natura informatica di Underworld, funziona proprio come previsto, permettendo ai due di organizzare la propria evasione.

Prima di iniziare la fuga, tuttavia, Kirito avverte che quanto stanno per fare è una ribellione in piena regola contro la Chiesa di Axiom, dunque non ci sarà tempo di dubitare delle proprie azioni ad ogni gesto irregolare che compiranno da lì in avanti.

Eugeo sembra tuttavia essere pienamente convinto e pronto a sostenere il peso delle proprie azioni, pur di riportare Alice a Rulid dopo averla fatta tornare in sé.

Rinnovata la loro motivazione, Kirito ed Eugeo fuggono dalla propria cella e, furtivamente, si allontanano dalle prigioni, dirigendosi verso la torre centrale.

I due vengono tuttavia interrotti dall’incontro con un Cavaliere Integratore, presentatosi come allievo di Alice, la quale aveva previsto che i due ragazzi sarebbero stati in grado di fuggire dalla propria cella e per cui ha ricevuto l’ordine di attenderli tutta la notte.

Rispettando la combattività di Kirito, che non ha intenzione di essere punito o catturato senza combattere, il Cavaliere si presenta come un novizio di appena un mese di nome Eldrie Synthesis Thirty-One.

Considerazioni su Alicization Ep 11

Alicization Ep 11 sottopone agli spettatori le conseguenze più immediate delle azioni di Kirito ed Eugeo nell’episodio 10, risultando in un racconto relativamente più calmo e diretto che concitato e controverso.

Viene inoltre offerto un breve interludio su quanto sta accadendo nel mondo reale, mostrandoci prevedibilmente che poco è accaduto da quando abbiamo lasciato Asuna negli episodi precedenti in quanto, dopotutto, lo staff di Ocean Turtle sta semplicemente aspettando il recupero di Kazuto.

Tuttavia, per quanto breve, la parentesi accenna brevemente all’idea di costruire dei robot umanoidi per i Fluctlight, robot che probabilmente sono intesi per l’applicazione militare se ci basiamo su quanto espresso da Kikuoka, ma che potrebbero avere implicazioni e conseguenze a ben più ampio spettro.

La reazione sospettosa che Asuna ha espresso incrociando un impiegato Rath tenuto in ombra è probabilmente importante per gli eventi futuri, ma qui viene lasciata piuttosto in sospeso e sembra quasi casuale.

Per quanto riguarda Underworld, invece, vengono fatte emergere molte domande, specialmente su Alice, aprendo il mistero su come sia possibile che la ragazza abbia detto di essere in cima alla torre della cattedrale se, al tempo stesso, il cavaliere Alice Synthesis Thirty è la vera Alice.

La priorità viene comunque posta sulla fuga, facilmente messa in atto dal modo intelligente di Kirito di abusare i livelli e le meccaniche di controllo della simulazione, dimostrando quanto il ragazzo in questa serie abbia un grosso vantaggio nella comprensione dell’infrastruttura del mondo in cui si trova prigioniero piuttosto che in qualche abilità particolare o vantaggio statistico che facevano da principale punto di vantaggio nelle precedenti serie.

Eldrie, Cavaliere Integratore incontrato al termine dell’episodio, promette di essere un grande ostacolo per i protagonisti ma dovremo attendere il prossimo episodio per vederlo in azione.

Atmosfera e design

Alicization Ep 11 è molto ricco di dialoghi, spesso presenti più per allungare la narrazione che per fornire delle vere e proprie informazioni rallentando parecchio il ritmo, ma è evidente che per ottenere un adattamento complessivamente fedele alla sua controparte cartacea si sia reso necessario cercare un punto di stallo.

Sul fronte artistico, la versione cavaliere di Alice è sicuramente esteticamente molto piacevole da guardare, pregna di solennità e autorità, tuttavia a tratti il suo design ricorda quello di Saber, dalla serie Fate/Stay Night, rendendo a volte ilare la sua presenza in scena.

Paragonato allo scorso episodio e alla sua intensità, la riunione con Alice pecca di quella scintilla di eccitazione che avrebbe potuto avere, ma gli eventi raccontati questa settimana rappresentano un buon punto di partenza per il secondo atto della serie, che inizierà con l’episodio 12, dall’enigmatico titolo “Il saggio della biblioteca”.

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