In questo articolo torniamo a parlare di Alicization. Se non avete familiarità con la serie, vi consigliamo di recuperare le recensioni degli altri episodi a questo link.

Grazie all’intervento di Asuna la guerra sembra aver rallentato momentaneamente il suo corso mettendo in seria difficoltà il piano di Vector.
Miller, tuttavia, ha un piano che viene messo in atto attraverso i suoi alleati nel mondo reale, mettendo in gioco le sue carte vincenti spalancando le porte segrete di Underworld.

Considerazioni

War of Underworld, così come la stagione che l’ha preceduto, si era fino ad ora limitato ad adattare in maniera piuttosto lineare i volumi della serie senza stravolgere la disposizione del materiale se non in alcuni casi particolari. La scelta dunque di iniziare in questo episodio l’adattamento di Alicization Awakening, il Volume 17, risulta essere sorprendente benché abbia un senso logico e non danneggi l’andamento della narrazione.

Il Volume 16 infatti si conclude con Yui che comunica al resto del party che la loro entrata in Underworld richiederà la conversione dei loro account.

Comprese le implicazioni di questa informazione, il momento sarebbe stato sufficientemente drammatico da poter fare da conclusione appropriata a questo episodio, lasciando al finale di questo cour l’introduzione del Volume 17, mentre qui accade a circa metà dell’episodio, andando ad estendere gli eventi passando al tentativo disperato di Lizbeth di convincere gli altri giocatori giapponesi mentre in Underworld giungono gli avatar statunitensi, un evento che avrebbe potuto sancire un inizio di episodio in altre situazioni.

L’adattamento sceglie dunque di impostare gli eventi in modo che scorrano in maniera spontanea man mano che Yui espone i problemi associati all’entrata in Underworld, con l’entrata in scena dei giocatori americani a fare da cliffhanger finale.

Detto ciò, l’episodio lascia non poco materiale da discutere: il commento di inizio episodio da parte di Alice su Kirito apparire leggermente migliorato perché ha dormito nella stessa stanza di quattro giovani donne è l’unica nota leggera dell’intero episodio, che immediatamente torna ai suoi crudi eventi con i Cavalieri Oscuri ed i Pugili forzati dal loro Imperatore a tentare, aggrappandosi a corde sospese nel vuoto, di oltrepassare la voragine creata da Asuna un paio di episodi prima.

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Alicization: PVP

Questo ordine non sembra essere particolarmente gradito da tutti i guerrieri di Vector, e vediamo in particolare Iskhan essere piuttosto turbato dal rischio eccessivo e slegato dal fervore della battaglia che i suoi uomini si trovano a correre, al punto da esibire un già noto barlume scarlatto nell’occhio destro, segno dell’attivazione del Codice 871, il Sigillo dell’Occhio Destro, implicando un principio di ribellione nei confronti di Vector.

La situazione è infatti particolarmente pericolosa non solo per l’atto in sé, in cui un errore o un soffio di vento possono costare innumerevoli vite, ma anche per le capacità dei Cavalieri Integratori: sarebbe sufficiente l’abilità di Renly per neutralizzare completamente le due armate.

Tuttavia scopriamo rapidamente che una situazione apparentemente favorevole sta per essere ribaltata completamente quando veniamo a sapere che la dilatazione temporale di Underworld è stata riportata a 1 da Critter, uno degli uomini di Miller.

Questo significa che il tempo in Underworld, ora, scorrerà allo stesso ritmo di quello del mondo reale, mettendo alle strette sia Kikuoka e Higa che, inaspettatamente, Asuna e l’Impero Umano.

I mercenari hanno infatti rallentato lo scorrere del tempo dell’ambiente virtuale al solo scopo di creare un punto di accesso che permetta a numerosi giocatori di VRMMO statunitensi di entrare in Underworld come cavalieri al servizio di Vector con la convinzione di trovarsi nel beta test di un nuovo gioco di sopravvivenza.

È quindi una fortuna che Yui abbia monitorato efficacemente quanto sta accadendo portando in questo scenario una nota positiva: se accedere ad Underworld dall’esterno di Ocean Turtle è possibile, infatti, allora lo è anche per gli utenti giapponesi, a patto che il party riesca a convincerli.

Questa parte di storia diventa così significativa non solo per i rischi impliciti nell’idea che un uomo come Gabriel Miller acquisisca un IA del calibro di Alice, ma anche per tutte le tensioni esterne ad Underworld che sono state qui introdotte.

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Per prima cosa il conflitto tra Giappone e USA, già consolidato dall’attacco dei mercenari a Ocean Turtle, si intensifica (benché c’è da riconoscere che gli americani siano stati ingannati in questo scenario) e fa da campo di battaglia finale per questa storia, in una guerra che è sì combattuta virtualmente, ma che presenta ben poche differenze con una guerra in campo aperto se non per il suo essere segreta e per l’inconsapevolezza di uno dei due fronti di quanto sta accadendo.

Per la prima volta inoltre vengono portate a galla tutte le tensioni che esistono nei riguardi dei sopravvissuti di Sword Art Online sia nella comunità di giocatori VRMMO sia nella società.
Molto di quanto detto, dal loro essere visti come elitisti dagli altri giocatori al loro essere trattati come potenziali criminali all’esterno degli ambienti virtuali è comprensibile, ma mai prima d’ora erano state implicate o direttamente menzionate le conseguenze che Sword Art Online e Kayaba hanno avuto sui ragazzi e le ragazze intrappolati nel castello di Aincrad.

Il confronto tra i giocatori di ALO e i “SAO survivors” offre un’opportunità ai personaggi meno utilizzati nella serie di brillare: Yui rappresenta l’eroina principale di questo episodio, essendo la principale fautrice di tutte le opportunità positive che i protagonisti hanno a disposizione nella storia in questo momento, riuscendo a entrare nei riflettori più di quanto non abbia mai fatto prima d’ora, sorpassando persino il suo episodio dedicato nella prima serie di Sword Art Online.

Allo stesso modo Lizbeth riesce a guadagnarsi il suo momento nel suo appello disperato ai giocatori di Alfheim, nonostante i potenziali rischi in ciò che sta chiedendo loro di fare.

Se infatti di primo impatto il rischio sembra molto basso (dopotutto sono pur sempre avatar virtuali) in questa situazione, l’episodio non si risparmia dallo spiegare quali sono effettivamente i pericoli coinvolti al di là della potenziale perdità dei propri dati per chi sceglierà di convertire il proprio avatar in Underworld.

La mancanza di un’interfaccia utente, dovuta alla natura non ludica del mondo virtuale, significa infatti che sarà impossibile effettuare il log out se non perdendo la vita, un atto di difficile realizzazione vista la mancanza degli inibitori per il dolore che non solo proteggono la psiche dei giocatori nei VRMMO, ma li tutelano anche da potenziali conseguenze permanenti a livello fisico.

La natura irregolare dell’accesso ad Underworld da Amusphere ed il funzionamento del mondo virtuale stesso rendono inoltre impossibile prevedere quali effetti possa avere ciò che accade agli avatar sui giocatori.

È dunque doverosa la posizione di Lizbeth riguardo alla situazione, così come lo è quella di Yui, che meglio di quanto mai fatto prima riesce a sottolineare l’importanza e ciò che rende Alice speciale: ella rappresenta il culmine e forse l’obiettivo finale non solo di ciò che sta facendo Rath, ma del SEED di Kayaba, di tutta l’esperienza VR in generale e, quindi, dei giocatori stessi, mettendo la loro identità come abitanti della realtà virtuale al centro di ciò che è messo in discussione in questo conflitto.

A conti fatti, nonostante l’interferenza esterna, Underworld era rimasto fino ad ora relativamente contenuto come scenario, limitando i rischi e le tensioni a Kirito (ciò che accade alle entità virtuali di Underworld è, per il mondo esterno, relativamente superfluo e privo di conseguenze, dopotutto), ma questo episodio cambia completamente le carte in tavola dimostrandosi il punto di svolta maggiore di Alicization.

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I nuovi risvolti promettono un sottotesto più drammatico alle battaglie future e, forse, un nuovo spunto di riflessione sul come la prospettiva dei giocatori VR più “normali” (inteso come non legati ad Aincrad) interagirà con la nuova realtà di Underworld.

Il prossimo episodio, “Un raggio di speranza”, concluderà il cour invernale per War of Underworld e porterà con sé una pausa in attesa del successivo blocco di episodi, che verrà trasmesso a partire dalla primavera 2020. È dunque lecito aspettarsi un cliffhanger o, comunque, una nota drammatica in conclusione a questa parte di narrazione.

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