In questo articolo torniamo a parlare di Alicization. Se non avete familiarità con la serie, vi consigliamo di recuperare le recensioni degli altri episodi a questo link.

La guerra di Underworld ha finalmente inizio, portando con sé una concitata esibizione di potere, violenza, morte e distruzione.

In netto svantaggio numerico, i Cavalieri Integratori sono pronti a dimostrare di voler dare tutto ciò che possono prima di cadere, rendendo la conquista di  Alice più difficile di quello che Miller potrebbe aver preventivato.

Alicization: Violenza senza veli

Con i due schieramenti pronti all’azione, il test finale organizzato da Rath ha finalmente inizio ed il cancello orientale cade definitivamente spalancando le porte ai violenti guerrieri del Territorio Oscuro.

L’orda di goblin, giganti, orchi, barbari, stregoni ed assassini guidata  da Gabriel Miller nei panni dell’Imperatore Vector dovrà tuttavia affrontare la resistenza tenace delle forze organizzate di Bercouli Synthesis One e dei suoi Cavalieri Integratori, la cui schiacciante potenza rende l’apparente decisivo vantaggio numerico un fattore molto più equilibrato di quanto inizialmente ipotizzato, falciando con minimo sforzo centinaia di nemici senza che essi possano avvicinarsi alle forze degli umani.

Questo, tuttavia, non significa che i Cavalieri avranno vita facile.

alicization

Considerazioni

Questo sesto episodio lascia ben poche finestre di discussione, essendo totalmente focalizzato sull’azione per tutta la sua durata eccezion fatta per i primi quattro minuti, dedicati a ricapitolare la fine dell’episodio precedente e lasciandoci assaporare un ultima volta la tensione e, per qualcuno, lo sconforto prima della battaglia vera e propria.

Una volta iniziata la guerra che da titolo alla serie, tuttavia, l’episodio esplode in una varietà di violenza mai vista prima nella serie.

Ad onor del vero il franchise ha sempre dato una rappresentazione piuttosto esplicita della violenza nel mondo virtuale, tuttavia essa è sempre stata celata da effetti grafici digitali quali la pixelizzazione e la scomparsa immediata dei caduti in battaglia.
Underworld invece ci offre il contenuto più esplicito possibile: i corpi bruciano, le teste cadono, gli arti vengono mozzati, i tronchi dimezzati lasciando dietro di sé litri e litri di sangue, agonia e paura per tutti quelli attorno.

In tal senso uno dei momenti salienti è la morte di una delle quattro luogotenenti di Fanatio, Dakira, che nel proteggere la sua signora, paralizzata dall’attacco del capo dei Giganti, cade senza prima mostrarci il suo corpo piegarsi e rompersi gradualmente sotto l’immensa forza di impatto, con solo un utilizzo all’ultimo momento del potere dell’Incarnation System a permetterle di ribaltare la situazione.

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Dakira è, tuttavia, solo un esempio di questo tipo di scena: la storia in questa parte esprime e sfrutta quanto più possibile le caratteristiche dell’Incarnation, tratto caratteristico di questo mondo virtuale, attraverso cui desiderio ed immaginazione possono essere tradotte in potere, ed è così che il Cavaliere Deusolbert riesce a incenerire innumerevoli nemici e Fanatio può eliminare con i suoi fendenti decine di avversari prima ancora che questi le si avvicinino.
Questo potere, tuttavia, non è un’esclusiva degli umani, ma una caratteristica del sistema, e l’episodio vuole ricordarcelo attraverso il gigante Sigurosig, possente leader della sua tribù, la cui paura, mai provata prima, dinnanzi alla lama di luce di Fanatio causa un guasto nel suo fluctlight facendolo malfunzionare (con uno sfarfallio visivo a rappresentare il fenomeno) ed entrare in una furia incontrollata che finisce per paralizzare una Fanatio attonita davanti alla sua incapacità di muovere il proprio corpo all’improvviso.

Questo avvenimento porta alla già citata morte di Dakira, scena che purtroppo non ha funzionato particolarmente bene dal punto di vista narrativo: il materiale originale si sofferma sullo stabilire il suo personaggio ed il suo profondo legame con Fanatio, dando alla reazione della donna dinnanzi alla caduta della sua compagna un maggiore peso emotivo, ma la serie non si è soffermata per nulla sullo stabilire il suo personaggio ed il suo ruolo, dando così vita nell’adattamento ad una scena piuttosto fine a sé stessa.

Allo stesso modo il Volume 16, come tutto Sword Art Online del resto, da una visione più introspettiva del campo di battaglia, che si traduce in una più chiara lettura del comportamento e delle tattiche usate dai singoli comandanti del Territorio Oscuro.

Anche le creature più selvagge come i goblin, infatti, non sono estranei ad usare il gioco sporco (e dopotutto si parla di una guerra) per raggiungere il loro obiettivo, ed è interessante vedere le loro trovate per cercare di sovrastare Deusolbert che, in quanto arciere, con i suoi veri e propri bombardamenti di fuoco sta mietendo non poche vittime tra i ranghi di Vector.

Deusolbert e Fanatio sono stati dunque i due protagonisti indiscussi dell’episodio, con qualche comparsa di  vecchie conoscenze qua e là come Golgorosso, l’ex-mentore di Eugeo, presente nel plotone di Deusolbert, oppure le due giovani Fizel e Linel.

La presenza di queste ultime nelle retrovie insieme a Tiese, Ronye e Kirito lascia presagire che questi cinque avranno presto un ruolo da interpretare in questa prima battaglia: il neo-introdotto Cavaliere Renly Synthesis Twenty-seven, incaricato di comandare uno dei due plotoni in difesa dell’accampamento (l’altro, comandato da Eldrie, è stato già oltrepassato grazie ad una nube di fumo da parte dei Goblin, si è rifugiato nello stesso luogo che avrebbe dovuto difendere, preso dal panico della battaglia (comprensibile vista la giovane età e l’inesperienza).

Completamente ignoto è invece lo scopo di Sheyta Synthesis Twelve, qui rivelata per la prima volta senza però fornire dettagli sul suo ruolo nella battaglia o su cosa stia facendo durante queste prime fasi della guerra.

Se da una parte l’efficacia dei Cavalieri, così come l’immenso incantesimo preparato da Alice alla fine dell’episodio, sembrano volerci far credere in una situazione sotto controllo, il giudizio e le reazioni di Bercouli, specie davanti all’assenza delle unità aeree nemiche, ci lasciano un retrogusto di tensione e un cattivo presentimento in generale che potrebbero presagire un approccio più strategico da parte dei due mercenari a capo dell’esercito nemico.

Questo sesto episodio si rivela dunque essere un efficace modo di visualizzare senza mezzi termini l’inizio delle battaglie incombenti, con un paio di macchie rappresentate dalla morte di Dakira e dall’inizio un po’ lento e ridondante con l’episodio che l’ha preceduto.

Scopriremo presto se “Il marchio del disertore”, titolo del prossimo episodio, intende fare riferimento ai ranghi degli Umani dell’Impero o ad una ben più seria questione tra lo staff di Kikuoka.

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