Avete già letto la recensione dell’episodio 6 di Alicization? La potete trovare qui

Finita la corposa parentesi informativa, riprendiamo fiato nella spettacolare utopia di Underworld, pronti a nuova azione ed osservando ciò che ci aspetta sotto una nuova luce.

Sinossi

L’episodio si apre con Kirito ed Eugeo. In una mattina di riposo i due amici si prendono il tempo di conversare e ripensare al passato, dando modo a noi spettatori di comprendere i progressi dei due avventurieri.

Scopriamo quindi che sono già passati, dal punto di vista della simulazione, due anni da quando Kirito è arrivato in Underworld e che i due ragazzi sono arrivati alla città capitale di Centoria dopo aver lasciato Rulid, aver affinato le loro capacità di spadaccini mentre lavoravano come contadini e aver vinto il Torneo di Scherma di Zakkaria, ottenendo il diritto ad accedere all’accademia di scherma necessaria per acquisire il titolo di Cavaliere.
Il loro apprendistato, da un anno a questa parte, consiste nel fare da paggio a compagni di studio più avanzati, che assumono il ruolo di mentore.
Incontriamo quindi il mentore di Kirito, Sortiliena, la seconda spadaccina più abile dell’accademia, in procinto di concludere i propri studi.

Eugeo, invece, è sotto la guida dello spadaccino Golgorosso, che viene mostrato brevemente e descritto come un’abile e capace mentore, senza che ci sia possibilità di incontrarlo in questo episodio.

Nella notte assistiamo alle riflessioni di Kirito, e di quanto ha appreso negli ultimi due anni sul sistema di Underworld che, a differenza di un normale gioco di ruolo, non determina in maniera perfettamente numerica le capacità di coloro che lo abitano bensì ne determina tre caratteristiche: la salute, l’Autorità di Controllo Oggetti e l’Autorità di Controllo di Sistema.
L’Autorità di Controllo Oggetti determina, come già abbiamo visto con Blue Rose, quanto è difficile per una persona maneggiare uno specifico oggetto: se il valore dell’oggetto supera quello della persona l’oggetto risulterà pesante e difficile da utilizzare, in caso contrario succederà l’esatto opposto e l’oggetto risulterà molto leggero e maneggevole.

L’Autorità di Controllo Sistema determina invece l’entità e livello di Arti Sacre, che sappiamo essere modifiche dirette del sistema da parte dei Fluctlight attraverso comandi di amministrazione, utilizzabili dalla persona: quanto più sarà alto tanto il sistema sarà manipolabile dalla persona che desidera farlo.
Nonostante i tecnicismi, però, queste due componenti di Underworld non sono particolarmente diverse, nel loro funzionamento, da quelle di un VRMMO.
Quello in cui Underworld differisce da Sword Art Online, Gun Gale Online o Alfheim Online è la possibilità di influenzare i parametri attraverso una forte immagine mentale, fattore che già aveva influenzato l’andamento dello scontro tra Kirito ed i goblin: la fiducia, l’ego e la sicurezza di vittoria amplificano il potere individuale di chi riesce a mantenere tali convinzioni in maniera tangibile, una capacità comprensibile considerata la natura dei Fluctlight e dell’intero sistema.

Kirito associa a questa specifica particolarità la forza straordinaria di Sortiliena, la cui fiducia deriva dall’istruzione da spadaccina di alto livello che ha ricevuto sin da bambina.
Il giorno seguente assistiamo ad un duello di allenamento tra Sortiliena e Kirito, dove la mentore, armata di spada e frusta, sovrasta il suo paggio, disarmandolo rapidamente.

Nonostante i progressi fatti da Kirito e la sua incapacità di tener testa alla sua mentore, Sortiliena esprime la sua convinzione che Kirito non stia effettivamente esprimendo a pieno le sue abilità, rivelandogli di averlo scelto inizialmente avendo intuito una certa affinità tra i loro stili di scherma ma che, nel tempo, si è resa conto di quanto Kirito stia tenendo nascosto del suo “Aincrad Style”, motivo per cui non è mai riuscito a sconfiggere l’aspirante cavaliere.

Kirito promette di rivelare fino in fondo le sue capacità il giorno seguente, nonostante sia proibito fare pratica, come regalo per la conclusione del suo percorso di addestramento.

Nell’occuparsi delle piante che Kirito ha iniziato a coltivare, scoprendo un nuovo hobby, Eugeo si apre rivelando le sue preoccupazioni riguardo a ciò che Kirito deciderà di fare una volta recuperati i propri ricordi. Ammettendo di vedere l’amico come un punto di riferimento senza il quale non sarebbe stato mai in grado di lasciare Rulid e partire per l’avventura che lo sta portando verso diventare cavaliere, perplessità su cui Kirito lo rassicura promettendogli che anche se dovesse recuperare la propria memoria non abbandonerebbe al suo destino l’amico senza il quale non sarebbe mai stato in grado di raggiungere la capitale.

Il giorno seguente i due si dirigono dal fabbro locale per ritirare il lavoro commissionatogli un anno prima, trovando l’uomo piuttosto adirato per via delle sei mole, normalmente in grado di durare tre anni prima di usurarsi, consumate nel forgiare ciò che gli è stato ordinato.

Scopriamo quindi ciò che Kirito aveva portato con sé come bagaglio alla sua partenza da Rulid: il più solido e vigoroso ramo del Gigas Cedar,l’albero demoniaco, per farne una grande spada.

Il fabbro con una certa fatica, porta la sua nuova creazione aidue clienti trattando sul prezzo della spada: se Kirito si rivelerà in grado di muovere un fendente con la spada creatagli, potrà averla gratuitamente, sottolineando quanto pesante fosse diventata una volta ultimata, dettaglio che sappiamo dipendere dall’Autorità di Controllo Oggetti dell’arma.

Kirito osserva la sua nuova spada, che ricorda tanto a Kirito quanto a noi spettatori la celebre Elucidator che il ragazzo utilizzava durante la prima serie, dimostrando di poterla maneggiare piuttosto agilmente.

Dopo essersi garantito l’arma gratuitamente, Kirito si apparta  per testare le capacità della sua spada, testando la possibilità di utilizzare Sword Skill con più di due colpi, cosa che era incapace di fare con altre spade.

Nel tentare una Sword Skill da più di cinque colpi, tuttavia, Kirito inciampa sollevando della fanghiglia che Uolo Levantein, il miglior spadaccino dell’accademia, convenientemente lascia cadere sulla propria uniforme come pretesto per avvicinare Kirito e, con la scusa di punirlo non per essersi esercitato con la spada quando non avrebbe potuto farlo ma per il mancato rispetto nei confronti dello studente di rango più alto, sfidarlo ad un duello con armi reali.

Le regole proposte sono, contrariamente a quanto aspettato da Kirito, quelle del primo contatto in cui il primo dei due contendenti aricevere un colpo vero e proprio dalla spada avversaria viene dichiarato sconfitto. Tale duello però, vista la sua pericolosità, è autorizzato solo se entrambi i contendenti sono d’accordo sull’utilizzare queste regole.

Kirito, senza la minima preoccupazione, accetta i termini di Uolo, preparandosi all’imminente scontro, che avrà luogo nel prossimo episodio.

Considerazioni

Innanzitutto è doveroso spiegare che gli autori hanno deciso ditagliare il Torneo di Zakkaria, che nella Light Novel originale occupa un intero capitolo e che, probabilmente, avrebbe richiesto due episodi per essere adattato adeguatamente, sia perché è la parte di storia più “sacrificabile” (il suo unico scopo è, dopotutto, spiegare come Kirito ed Eugeo siano entrati nell’Accademia) sia per la quantità di materiale che devono adattare rispetto al numero di episodi a loro disposizione.

Questo spiega la componente espositiva del dialogo tra Kirito ed Eugeo ad inizio episodio, inevitabile se si voleva dare un’idea chiara del contesto e di quanto accaduto nei due anni che ci siamo persi.

Tagliando il Torneo, tuttavia, abbiamo perso l’introduzione di un personaggio e degli Stili di Scherma che vengono utilizzati in Underworld, oltre alla possibilità di aggirare intelligentemente alcune regole dell’Indice dei Tabù con un po’ di creatività.

Questi elementi, tuttavia, avranno altri spazi per essere introdotti e la mancata introduzione degli Stili potrebbe essere anche una scelta coerente con quanto fatto fino ad ora non nominando le Sword Skill.

Questo salto temporale ci catapulta direttamente nell’Accademia di Scherma che da il nome all’episodio, introducendo il personaggio di Sortiliena (o “Liena”) e del suo stile particolare, oltre a sporadiche comparse di altri personaggi che avranno sicuramente un ruolo più incisivo in questa parte di storia, come i due nobili visti alla mensa che chiaramente faranno da antagonisti a Kirito ed Eugeo, visto il loro design tipico che Kawahara assegna a tutti i suoi villain.

Ci viene inoltre mostrata la creazione della nuova spada di Kirito, mettendo in evidenza l’eccellente design delle spade in questo adattamento, tutte particolareggiate e degne di essere definite armi uniche e speciali al primo colpo d’occhio rispetto alle più comuni e regolari spade che si possono vedere in Underworld.

L’importanza dei fiori coltivati da Kirito viene messa un po’ in secondo piano, ma viene lasciato intendere che l’intento del ragazzo sia un test più che un semplice svago.

É inoltre particolarmente interessante la nozione che enfatizza la volontà di una persona legandola a doppio filo con le sue capacità, più di quanto non succedesse nei precedenti ambienti virtuali, dando comunque un senso ad eventi accaduti in passato chiaramente attribuibili a questa caratteristica e lasciandoci in sospeso se la loro possibilità fosse stata scoperta accidentalmente o se fosse all’interno dei progetti di Kayaba in modo intenzionale.
Nonostante la criticabile benché comprensibile scelta narrativa sul torneo,l’episodio resta fluido e presenta sempre degli spunti narrativi stimolanti,come la scelta, che potrebbe passare inosservata, di mostrare la cima della torre della Chiesa di Axiom quando Kirito conclude le sue riflessioni su quanto estensiva possa essere l’influenza della forza di volontà di un individuo su Underworld.
Il prossimo episodio “L’orgoglio di uno spadaccino”, promette sin da subito dell’azione che, almeno fino ad ora, è sempre stata una gradevole presenza di intrattenimento.

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