Alchimia, una parola antica, una fusione di più termini per indicare una ricerca continua che ha affascinato l’uomo sin dall’alba dei tempi. Che abbia origine egizia, greca o araba poco importa. La parola è una fusione di termini come l’alchimia è una fusione di scienza e filosofia

Ma ha ancora un significato l’alchimia oggi? In un mondo sempre più “connesso” e “sconnesso” al tempo stesso, il soffermarsi sullo studio di una cosa in tutte le sue forme, anche possibili, ha un non so che di folle.

E allora, come mai dal tempo degli antichi egizi, ad oggi, questa “scienza” ha affascinato menti, ispirato scrittori e dato origine alle più disparate rappresentazioni, sia sui libri che nei giochi?

Potremmo cercare una risposta nella psicologia junghiana e nei rapporti tra l’immaginazione e l’onirico, così simili al mondo alchemico, ma non può ridursi solo a questo. Come può anche avere poco senso un articolo simile, visto le migliaia di parole che dovrebbero essere spese per cercare di dare anche solo una base al dare una definizione di alchimia.

Alchimia e Mitologia

Un'immagine antica sull'opera dell'alchimia

La tradizione popolare e la mitologia sono piene di leggende che parlano di maghi o ciarlatani che vendono i loro ninnoli alchemici per combattere le forze oscure e soprannaturali.

Biancospino, aglio, simboli sacri, oggetti forgiati tramite l’alchimia altro non sono che espedienti utilizzati per combattere i Vampiri, sia nella letteratura, che nei giochi di ruolo a loro dedicati. L’uso della belladonna e l’argento contro i licantropi o il ferro freddo contro gli esseri fatati. Cultura popolare di altri tempi che è rimasta radicata nell’immaginario collettivo e ci ha permesso di modificare l’uso di determinati simboli per dargli ora una connotazione scaramantica.

Ma l’alchimia, nel passato, era ben altro. Banalmente era il tentativo di modificare il piombo (quello che è negativo per l’uomo) in oro. Allegoricamente parlando più che una modifica allo stato dell’essere del metallo era una ricerca di illuminazione e miglioramento interiore.

La ricerca di una pietra filosofale.

La Pietra Filosofale e l’Alchimia

La pietra filosofale in un'illustrazione di Incantata su DeviantArt
Art by Incantata on DeviantArt

Lo sappiamo tutti che l’unico ad essere riuscito a creare la Pietra Filosofale è Nicolas Flamel, almeno così ci ha raccontato la Rowling (avete letto i nostri articoli sulla scrittrice? E su Severus Piton?), ma questo alchimista è realmente esistito, meno probabile è che sia veramente riuscito a creare qualcosa come quello che gli viene attribuita.

Nuovamente, anche questa figura mitica della pietra filosofale è, per l’alchimia, il massimo topos della ricerca di conoscenza. Per Paracelso questa pietra serviva per la creazione dell’elisir dell’eterna giovinezza, per altri era la base della dissolvenza per la creazione di qualcosa di più puro.

Per Jung invece rappresenta un’evoluzione del pensiero spirituale dell’uomo e che lo spinge alla differenziazione dagli altri individui.

Non siamo fatti di solo sale!

Fondamentale nella ricerca alchemica è il “Sale”. Forse alcuni lettori del solitario di Providence già lo sanno, ma i sali sono fondamentali, almeno nelle sue opere, per venire a conoscenza di quei segreti ormai perduti:

…un Filosofo può dai Sali essenziali della Polvere umana e senza criminale Negromanzia far risorgere la forma di qualsiasi Antenato defunto dalle Ceneri del suo Corpo

Pensavate che questa frase fosse di Lovecraft vero? E invece no! Questa è un pensiero espresso da Cotton Mather famoso predicatore Puritano ben noto per la caccia alle streghe a Salem.

Questi sali, così importanti per l’opera di Lovecraft, tanto da darci la ricetta di una polvere per allontanare gli spiriti maligni e altre diavolerie simili:

Polvere di IBN GHAZI: Prendete tre parti di polvere da una tomba il cui cadavere vi sia sepolto da duecento anni o più. Prendete due parti di Amaranto polverizzato, una parte di foglie di edera ed una di sale fine.
Combinate tra loro gli ingredienti, usando un mortaio, nel giorno e nell’ora di Saturno. Fate il segno di Voor sul composto, sigillatelo in un’urna di piombo con sopra inciso il sigillo di Koth.
Ogni volta che avrete a che fare con le manifestazioni di spiriti,
prendete un pizzico di polvere e dal palmo della vostra mano soffiatela verso di loro. Ricordatevi inoltre di fare sempre il Segno Antico al loro apparire, altrimenti le spire dell’oscurità entreranno nella vostra anima.

Non ne garantiamo l’efficacia, ma il Nyogtha che era passato ieri sera a fare un saluto, non ha apprezzato la polvere che gli era stata preparata.

The Witcher e l’alchimia

Ricordo ancora, oltre che nei libri, come nel primo gioco dedicato a “The Witcher” fosse fondamentale l’uso dell’alchimia per proseguire nella storia e sinceramente mi divertivo a mischiare il nigredo, l’albedo e il rubedo assieme a zolfo o mercurio per cercare di preparare la pozione della “rondine” o la “allodola”. Per la spiegazione degli elementi dovrete aspettare!

L’alchimia nel gioco da tavolo e nel gioco di ruolo

Alchimia in Skyrim
Un’alchimista di Skyrim

L’alchimia ha dato notevole impulso al mondo del gioco, sia da tavolo, che di ruolo.

Numerosi sono i titoli che si basano su questa pseudoscienza da giochi come “Alchimisti“, gioco alquanto complicato, ma entusiasmante localizzato dalla Cranio Creations a molti altri, quale Lex Occultum, creato dalla RiotMinds e che verrà localizzato dalla Wyrd Edizioni in Italia.

In questo gioco si recupera lo studio dell’alchimia durante il periodo del XVII e il XVIII secolo con la possibilità di entrare in contatto con il Conte di Cagliosto, il Conte di Saint-Germaine e tutte le altre figure che hanno reso romantica questa disciplina.

Sarebbero decine i titoli da elencare, ma tutti hanno in comune qualcosa, l’amore per la trasformazione e la ricerca dell’oro.

La Magnum Opus oggi, conclusioni

L’alchimia, nel mondo moderno, ha avuto un’importanza fondamentale nello sviluppo della chimica. Ben più terrena e reale, la chimica, ha portato all’abbandono della ricerca filosofica insita nell’alchimia.

Tuttavia sono ancora molti coloro che la studiano, più per piacere personale che per tramutare il piombo in oro. Non è da tutti avere un Athanor in giardino per ricercare l’essenza perfetta.

Per il sottoscritto, l’alchimia avrà sempre un ruolo fondamentale nell’immaginario collettivo.

Non finirò mai di ringraziare William H. Gass per un suo motto di spirito su di essa, che molto spesso mi trovo a citare:

“The true alchemists do not change lead into gold; they change the world into words.”

“I veri alchimisti non sono coloro che cambiano il piombo in oro; sono coloro che cambiano il mondo in parole”

Suona meglio in lingua originale, non c’è che dire. E voi invece? Cosa ne pensate dell’alchimia? Avete qualche libro o gioco a cui siete affezionati che ne parlano? Stupiteci! Che sia “L’opera al nero” o “L’Alchimista” poco importa. Fateci sapere, ma soprattutto non perdete il prossimo articolo, legato a questo, che vi darà spunti sull’alchimia per le vostre campagne.

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